Vanelli (Syngenta): «La sostenibilità in agricoltura è un valore da condividere»

Videointervista a Riccardo Vanelli (Syngenta Italia) che afferma la necessità di un nuovo patto di fiducia tra scienza e società. E spiega come dalle sinergie tra difesa, breeding e digitale derivino le migliori soluzioni integrate per gli imprenditori di oggi e di domani

L’agricoltura cambia pelle e diventa, a sorpresa, il settore più dinamico dell’economia nazionale. I recenti dati diffusi dal Crea (clicca qui o leggi l'articolo su Terra e Vita 4 per saperne di più) mettono infatti in evidenza il forte aumento della superficie media aziendale (arrivata a 11 ettari), la crescita delle aziende gestite da giovani (e quasi sempre si tratta di imprenditori laureati e diplomati) e l’aumento dell’occupazione.

Lo snodo digitale

Riccardo Vanelli, amministratore delegato di Syngenta Italia

«Un contesto molto confortante e in piena evoluzione – commenta Riccardo Vanelli, che dallo scorso anno è il nuovo amministratore delegato di Syngenta Italia». «La spinta alla concentrazione è anche un segnale del trend di forte professionalizzazione in corso. Oggi l’imprenditore agricolo deve essere infatti in grado di esprimere competenze che non sono più solo tecniche agronomiche ma anche manageriali, per fare la differenza su mercati sempre più internazionali. Un’evoluzione che è in sintonia con l’obiettivo di Syngenta di assicurare ai produttori un supporto concreto, puntando con convinzione su scienza e innovazione, risorse imprescindibili per la competitività e anche per la distintività dell’agricoltura italiana». A ben vedere, le spinte decisive per il riassetto in corso sono arrivate da snodi tecnologici epocali come quelli dell’agricoltura di precisione e di quella digitale e dalla diffusione di modelli sempre più legati agli obiettivi di qualità e sostenibilità delle produzioni.

Syngenta è una delle realtà più votate all’innovazione anche in questi settori, l’anno appena trascorso ha però rappresentato una fase di svolta per l’azienda con sede in Svizzera.

«L’acquisizione da parte di ChemChina – testimonia Vanelli - sta garantendo un’assoluta continuità nell’applicazione di una strategia aziendale che si caratterizza per i forti investimenti in ricerca e sviluppo (con la cifra iperbolica di 1,3 miliardi di dollari all’anno) e che mira ad una crescita di lungo periodo attraverso il rafforzamento dei business di Crop Protection e Seeds. Vanno in questa direzione le acquisizioni di Nidera seeds in America Latina e di Abbott & Cobb in Usa, la joint venture con LongPing per il settore maidicolo in Cina e l’acquisizione della britannica Floranova».

«Ma è sulle sinergie tra questi settori e la digital farming che si giocano le maggiori chance per l’agricoltura del futuro. Su questo versante l’investimento su Farmshots, società americana specializzata in soluzioni per il rilevamento di immagini satellitari ad alta risoluzione (clicca qui per saperne di più), e su Strider, startup brasiliana focalizzata sulla gestione dei Big data, assicurano ai partner di Syngenta tutti i vantaggi basati sulla possibilità di individuare e gestire in modo rapido e preciso eventuali problemi in campo».

Conciliare global e local

E in Italia? Syngenta è tra i leader dell’agroindustria mondiale, ma è riuscita nell’impresa di conciliare la dimensione global con obiettivi local, soprattutto nel nostro Paese (emblematico l’investimento sulla Produttori Sementi di Bologna (clicca qui per saperne di più), società leader nel breeding di frumento e orzo). E un forte segnale di continuità in questo senso arriva proprio dalla nomina di Vanelli. Quarantatreenne, parmense, specializzato nella gestione e cambiamento dei processi aziendali, il nuovo amministratore delegato lavora per Syngenta dal 2009. Prima nel settore Crop Protection poi, dopo un’esperienza internazionale presso l’Head Quarter di Basilea, ha contribuito, con il ruolo di Territory Marketing Head, allo sviluppo di un modello operativo territoriale che punta a supportare l’agricoltore, aiutandolo a produrre in modo sempre più sostenibile dal punto di vista ambientale, economico e sociale.

In che modo?
«Puntiamo a costruire solide partnership, a lavorare fianco a fianco con i produttori nella sfida giornaliera di conciliare reddito e sostenibilità. Un punto di vista che ci aiuta a capire come l’innovazione possa essere più utile e quale contributo possiamo dare per incidere di più nella catena del valore. Il nostro ruolo di azienda leader nell’offerta di soluzioni ad alto grado di know-how e di servizio ci consente di fare da tramite tra le esigenze dei vari attori della filiera, in modo che lungo tutto il percorso che va dal seme alla tavola venga garantita salubrità, sicurezza e qualità, oltre al giusto ritorno sugli investimenti degli agricoltori».

Non c’è tipicità senza innovazione

La soluzione è quindi quella di “fare filiera”? Oggi sembra questa la parola chiave.
«Forse Syngenta lo ha capito prima di altri. E ha capito anche che l’innovazione e l’assistenza tecnica sono ingredienti fondamentali per il successo di queste iniziative. I progetti di filiera sviluppati all’interno di The Good Growth Plan, il piano messo a punto da Syngenta per coniugare sicurezza alimentare e rispetto dell’ambiente, si caratterizzano nel nostro Paese per un ulteriore traguardo: quello della distintività. Che emerge fin dal nome nel caso di “Mais in Italy” (clicca qui per saperne di più), progetto che vuole rilanciare la competitività del mais italiano partendo dalla risoluzione di problematiche “croniche”: l’uso sostenibile delle risorse idriche e degli agrofarmaci, con strumenti per evitare inquinamenti puntiformi; la tutela della sanità della granella attraverso collaudati protocolli anti-micotossine, per garantire così un accesso preferenziale ai mercati food e feed. Sforzi che possono essere valorizzati anche per quella che è considerata una commodity per eccellenza: lo dimostra il fatto che “Mais in Italy” (con prodotti come la polenta a base della nostra varietà di mais Sy Brabus) sia già sugli scaffali della linea “viaggiator goloso” di Unes».

Ma si possono unire qualità e quantità? C’è chi pensa che l’intensificazione sostenibile e la tutela del made in Italy viaggino su binari separati.

«L’obiettivo ineludibile è proprio quello di produrre qualità in quantità. Un traguardo che oggi, ad esempio, è considerato strategico per il grano duro nazionale. Una coltura nella quale Syngenta detiene una posizione di leadership, grazie alla combinazione ottimale tra una linea altamente performante di agrofarmaci per la protezione sia delle sementi che della vegetazione e la qualità del breeding della Produttori Sementi. Con varietà come Aureo oggetto di un contratto di esclusiva per la filiera Voiello-Barilla. O come Grano Armando (clicca qui per saperne di più), un’esperienza che è emblema di qualità 100% italiana completamente tracciata, frutto della collaborazione tra Syngenta e il pastificio De Matteis e di un protocollo di produzione che ha già assicurato +15% nelle rese e +14% nel contenuto proteico. Un vero e proprio modello di sviluppo sociale e territoriale volto a garantire un futuro sostenibile all’agricoltura del Sud e Centro Italia che coinvolge 1700 aziende 24mila ettari. E che fa da battistrada per i nostri progetti di intensificazione sostenibile e che vogliamo applicare anche in altre filiere, ad esempio in orticoltura (vedi riquadro)».

Eppure, proprio sulla sostenibilità, è in corso oggi in Italia uno strenue braccio di ferro tra i diversi modelli di produzione agricola.

«L’agricoltura sostenibile merita meno contrasti e più condivisione. Syngenta ha avviato lo scorso anno una Consultation a livello mondiale attraverso delle listening session con i principali stakeholder proprio per costruire una visione condivisa di sostenibilità. Attualmente l’agricoltura utilizza il 70% dell’acqua ed è una delle principali fonti di emissioni di gas serra a livello mondiale, ma ci sono soluzioni che consentono di abbassare questo impatto. Occorre instaurare un dialogo più diretto e inclusivo che aiuti a ricostruire la fiducia tra società e scienza».


The good growth plan, i progetti in Italia

L’impegno concreto di Syngenta in Italia si basa su 3 elementi fondamentali:

• promuovere un’agricoltura intensiva sostenibile;• salvaguardare la qualità delle produzioni; • promuovere le peculiarità delle filiere agroalimentari italiane.

  • Operation Pollinator punta a creare nuovi habitat e fonti di cibo per gli impollinatori e ha dimostrato che l’agricoltura produttiva può convivere con un ambiente vivo e ricco in termini di biodiversità. Viene applicato oggi su 72.800 ettari.
  • Mais in Italy e Grano Armando progetti di filiera (vedi sopra nel testo dell’articolo)
  • Grape Quality Agreement. Programma di protezione completo e personalizzato integrato con soluzioni sostenibili e servizi dedicati (come l’app digitale E-Mat), che permette di operare con successo nel mercato internazionale del vino, attraverso la garanzia dei requisiti di conformità in materia di residui.
  • Vegetables Seeds Business Unit: Per rispondere al meglio alle richieste degli imprenditori orticoli professionali, Syngenta ha dato recentemente vita a un’unità totalmente dedicata alla ricerca, sviluppo e commercializzazione delle sementi di colture orticole. Consentirà anche di gestire al meglio progetti di valorizzazione come ad esempio “iLcamone”, iniziativa di cobranding per preservare parametri organolettici e di distintività di una delle varietà di pomodoro di Syngenta più apprezzate.

Le novità nel catalogo 2019

Syngenta è tra i leader dell’agroindustria mondiale, con un’attività focalizzata sull’innovazione nei settori Crop Protection e sementi, a cui si affiancano servizi e know how agronomico per garantire un’offerta integrata. Tra le novità di quest’anno:

  • Taegro fungicida biologico per il controllo di botrite e oidio su vite e orticole, a base del ceppo FZB24 di Bacillus amyloliquefacens particolarmente indicato per le filiere a residuo zero, sviluppato grazie alla collaborazione con il partner olandese DSM, specializzato degli agenti di biocontrollo (in corso di registrazione).
  • Geoxe, già leader nel settore delle colture frutticole per il controllo di maculatura bruna, alternaria e malattie da conservazione di melo e pero, potrà essere impiegato anche su numerose colture orticole.
  • Minecto Alpha. Insetticida sistemico a pase di cyantraniliprole e acibenzolar-S-methyl per il controllo di aleurodidi, tripi e lepidotteri di pomodoro e peperone in serra e lattuga in pieno campo (in corso di registrazione).
  • Celest Quattro, a base di quattro differenti sostanze attive, rivoluziona il settore della concia delle sementi, mentre fra i prodotti catalogati come Speciali è giunta l’estensione di
  • Bion 50 WG, attivatore delle difese delle piante, è stato esteso l’impiego su actinidia contro il cancro batterico.
  • Nel settore sementi si rafforza ulteriormente il progetto Mais in Italy, grazie all’arrivo di dieci nuovi ibridi di mais caratterizzati da profili tecnici da “Best in Class”. Due le nuove proposte per il frumento duro, (Fuego ed Heraklion) e due per il grano tenero (Lancillotto e SY Cicerone). Due nuovi ibridi di orzo (Tektoo e Zoo) arricchiscono la famiglia Hyvido, a cui si aggiunge un orzo specificatamente vocato alla produzione di birra.
  • Clicca qui per accedere al catalogo 2019 di Syngenta

Articolo pubblicato a pagina 10 di Terra e Vita 8

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