Agrofarmaci, in Italia si utilizza sempre meno chimica

agrofarmaci
Crescono i prodotti fitosanitari di origine biologica. Tassani: «La strada è sempre più verso innovazione e sostenibilità». Presentati i dati dell’Osservatorio Agrofarma

Calano le quantità di agrofarmaci impiegate nell’agricoltura italiana, nonostante il mercato di essi cresca a ritmo costante. Si tratta di una crescita in valore, cui fa da contrappeso una riduzione dei quantitativi.

Come evidenziato dall’Osservatorio Agrofarma (l’Associazione che rappresenta 32 imprese italiane del comparto, associate a Federchimica) presentato a Palazzo Madama, su iniziativa del senatore Luca De Carlo, i dati di vendita in volume degli agrofarmaci mostrano una riduzione pressocché continua a partire dal 2015. Confrontando i volumi medi di vendita dei prodotti del triennio 2011-13 con quelli del 2019-21 si registra una contrazione complessiva del 12%.

Riduzione più marcata per i sottogruppi dei fungicidi (-16%, che rappresentano il 47% del volume totale venduto nel 2021) e degli insetticidi/acaricidi (-15%, pari al 21% del volume totale nel 2021).

Presentazione Osservatori Agrofarma. Da sinistra: Enrica Gentile, Luca De Carlo, Paolo Tassani.

Crescono i fitosanitari di origine bio

I dati dimostrano che l’unica categoria che segna una moderata espansione nello stesso intervallo temporale (+2% dei volumi venduti) è quella degli agrofarmaci “vari” – così come classificati dall’Istat – che comprende anche i prodotti di origine biologica, quindi non di sintesi chimica ma di origine naturale.

Questi numeri fotografano una tendenza verso una difesa più sostenibile. Virtuosismo accentuato se spostiamo l’attenzione dai volumi di prodotto commercializzati alle quantità di principi attivi in essi contenuti. In questo caso, la riduzione risulta ancor più evidente.

L’Osservatorio conferma che tra il 2011-13 e il 2019-21 le quantità di principi attivi nei prodotti commercializzati si sono ridotte del 17%. Anche qui i fungicidi (61% del quantitativo totale di principi attivi nel 2021) hanno registrato riduzioni rilevanti (-23%), così come gli insetticidi e acaricidi (8% del quantitativo totale nel 2021) -32%.

Come per i volumi di prodotto, anche nel caso dei quantitativi di principi attivi la macrocategoria che comprende quelli di origine biologica rappresenta un’eccezione: +102%, tra il triennio 2019-21 e quello 2011-13, delle vendite di agrofarmaci contenenti principi attivi consentiti in agricoltura biologica.

agrofarmaci
Fonte: Osservatorio Agrofarma.

Segno positivo per lo sviluppo di nuovi agrofarmaci sostenibili

Con riferimento alle attività di ricerca e sviluppo condotte dall’industria degli agrofarmaci in Italia, il report evidenzia che la spesa destinata all’incremento di nuovi agrofarmaci raggiunge 32 milioni di euro, pari, in media, al 2,9% del fatturato totale per azienda, di cui circa 1/3 per lo sviluppo di prodotti di origine naturale. L'indagine è stata svolta su un campione di 17 aziende.

Dai dati presentati risulta evidente come il mercato degli agrofarmaci stia cercando di intercettare la crescente propensione verso il bio. In merito, il fatturato delle vendite di nuovi prodotti autorizzati per l’agricoltura biologica nel 2023 è di 134 milioni di euro, pari a circa il 12% del fatturato totale delle imprese associate ad Agrofarma.

Come spiegato dal presidente di Agrofarma-Federchimica Paolo Tassani, «si tratta di una percentuale destinata a crescere. Oggi i prodotti impiegabili in agricoltura biologica rappresentano il 20% del totale, ma, tra quelli che verranno lanciati nell’arco dei prossimi tre anni, la quota potrebbe salire al 30%. Questo conferma l’impegno che come industria abbiamo assunto a livello europeo».

Agrofarmaci, fatturato supera un miliardo di euro

Fonte: Osservatorio Agrofarma.

Come specificato dal report Agrofarma, nonostante l’elevato numero di dati sottoposti a segreto statistico renda difficile avere numeri realistici per quanto riguarda il valore effettivo della produzione per categoria, è chiara la crescita in valore per il totale dei prodotti, che dal 2018 al 2022 ha registrato un +35,8%, raggiungendo il traguardo di 1,1 miliardi di euro di fatturato nel 2022.

Positivo il trend di import export, ma saldo commerciale negativo

Fonte: Osservatorio Agrofarma.

A partire dal 2018, import ed export nel settore degli agrofarmaci sono aumentati, raggiungendo un picco intorno al miliardo di euro nel 2022. Il saldo commerciale italiano nel settore degli agrofarmaci è tendenzialmente negativo, seppur in modo minimo rispetto ai volumi totali di scambio.

Un settore al passo con i tempi di transizione

In sintesi, il settore degli agrofarmaci fotografato dall’Osservatorio evidenzia una crescita protesa verso l’innovazione puntando su investimenti di nuovi prodotti in grado di soddisfare le esigenze di sostenibilità ambientale ed economica delle aziende agricole.

«La forte connessione con i settori altamente innovativi dell’agritech e delle biotecnologie, in espansione, e degli input agricoli a più basso impatto, fa sì che le imprese del comparto – ha affermato Enrica Gentile, ceo & founder Areté Srl e curatrice del report – giochino un ruolo di primo piano nell’accompagnare l’agricoltura e le relative filiere nel percorso della transizione ecologica».

Residui fitosanitari: i prodotti italiani sono sicuri

L’ultimo rapporto ufficiale del ministero della Salute sui residui di prodotti fitosanitari negli alimenti, pubblicato a novembre 2022, conferma che il 99% dei prodotti italiani è sicuro e a norma di legge.

L’analisi condotta su 8.410 campionamenti (4.759 di ortofrutta, 2.217 di cereali olio e vino, 96 di baby food e 1.338 hanno riguardato alimenti non compresi nelle precedenti categorie) mostra che il 67% dei campioni analizzati non presenta alcun residuo. Si assiste quindi a un miglioramento del +4% di cibi senza residui rispetto al Rapporto 2019 in cui la percentuale era 63% su 11.500 campioni analizzati.

Solo una percentuale molto esigua, pari allo 0,96% è risultata non conforme (nel Rapporto 2019 era 1,1%).

Il 31,7% dei campionamenti presenta residui a norma di legge, non pericolosi per l’uomo e nei limiti stabiliti dal regolamento CE n. 396/2005.

Nell’ambito dei campioni regolari dell’ortofrutta il numero di campioni privi di residui è pari a 2.600 (54,6%), mentre il numero di campioni con residuo entro il limite legale è pari a 2.087 (43,9%).

Una particolare attenzione è stata rivolta all’esame dei campioni di ortofrutticoli contenenti più principi attivi. Dall’elaborazione dei dati del 2020 risulta che sono stati eseguiti 1.336 campioni che presentano più residui pari al 28,1% rispetto al totale dei campioni analizzati, in diminuzione rispetto allo scorso anno in cui la percentuale era del 31,8%.

Relativamente ai risultati su cereali, oli e vino, su 2.217 campioni sono state rilevate 9 (0,4%) non conformità. I campioni privi di residuo sono stati 76% del totale mentre il 23,6% sono risultati presentare residui nei limiti legali.

 

 

 

 

Agrofarmaci, in Italia si utilizza sempre meno chimica - Ultima modifica: 2024-03-26T21:08:05+01:00 da Laura Saggio

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento
Per favore inserisci il tuo nome