Lattiero caseario, per la Commissione Ue in Italia non c’è crisi

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La chiusura delle aziende è in linea con quanto accade negli altri Stati membri e il Commissario Hogan non prevede nessuna ulteriore azione di sostegno al settore.

La Commissione europea non è per nulla preoccupata della situazione in cui versa il settore lattiero caseario italiano nonostante i segnali negativi che arrivano da più parti.

L’ultima segnalazione è stata quella dell’europarlamentare Angelo Ciocca che ha segnalato alla Commissione la continua cessazione di attività delle aziende lattiero casearie italiane a seguito della crisi del settore, e lo ha fatto attraverso un’interrogazione rivolta al commissario agricoltura Phil Hogan.

La risposta è arrivata il 7 marzo scorso e in sintesi, il Commissario Hogan precisa che ciò che sta succedendo in Italia è in linea con quello che succede negli altri Stati membri anche in misura maggiore in termini di chiusura delle aziende.

Inoltre a fronte di una richiesta di intervento e di sollecitazione di misure urgenti, fatta dall’interrogante, il Commissario precisa che l’Italia ha già goduto di aiuti per circa 50 milioni di euro sufficienti a far fronte alla crisi generale del settore.

In particolare la risposta all’interrogazione dell’europarlamentare italiano precisa che la riduzione del numero di aziende lattiero-casearie è il risultato della ristrutturazione del settore, unito all'aumento della produttività per azienda. Il tasso di chiusura delle aziende agricole in Italia è inferiore alla media dell'Unione. Inoltre, come si legge nella risposta di Hogan, nell'ultimo decennio la produzione di latte in Italia è aumentata ogni anno, con la sola eccezione del 2013. Nel 2017 l'Italia si è collocata tra gli Stati membri che hanno registrato la maggiore crescita della produzione di latte, con un aumento del 3,5%.

Il parlamentare europeo italiano aveva fatto presente nella sua interrogazione che il numero delle aziende agricole in Italia è in forte calo, con un decremento del 32,2% nell'ultimo decennio.

Dal 2007, in Italia sono state chiuse oltre 172.000 aziende agricole e la situazione è in costante crisi a causa, tra l'altro, di una drastica riduzione del prezzo del latte.

Tra le cause segnalate dall’Onorevole interrogante vi è il forte aumento delle importazioni che deprime così le quotazioni del vero Made in Italy. Mentre al consumo i prezzi lievitano.

Sempre secondo l’interrogante occorre poi tenere conto dell'aumento della produzione di latte in alcuni paesi grandi produttori come la Nuova Zelanda (quasi il 10% di aumento) e l'Australia (+4,3%) i quali, una volta formalizzato l'accordo di libero scambio con l'Ue, potranno esportare grandi quantitativi di carne e di latte a dazio zero innescando un'ulteriore flessione dei prezzi nel mercato internazionale.

Nell’interrogazione poi si prospettava che le politiche economiche intraprese dalla Commissione europea stanno aggravando la situazione di crisi del mercato lattiero-caseario, dove ai quantitativi di latte in costante crescita corrisponde una drammatica diminuzione del prezzo, che in Italia si mantiene sempre al di sotto dei costi di produzione.

In conclusione si chiedeva quindi di conoscere quali misure la Commissione intende intraprendere per salvaguardare il mercato lattiero-caseario italiano e i lavoratori del settore.

La risposta della Commissione

Nella sua risposta la Commissione ha affermato che essa applica la politica agricola comune in conformità al quadro giuridico stabilito dal legislatore, dal Parlamento europeo e dal Consiglio.

La Commissione, si precisa inoltre nella risposta, ha messo in atto una serie di misure tra il 2014 e il 2016 per contribuire a superare la crisi del settore lattiero-caseario. I produttori di latte italiani hanno ricevuto quasi 50 milioni di euro a titolo del bilancio dell'Ue, che sono stati integrati da ulteriori finanziamenti nazionali. I prezzi del latte nell'Ue e in Italia sono in gran parte recuperati e si avvicinano ora a record storici. In conclusione la Commissione ritiene che, data l'attuale situazione del mercato nel settore lattiero-caseario, non sembrano necessarie ulteriori azioni.

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