GOVERNO

De Girolamo è il nuovo ministro

Seconda donna nella storia del Mipaaf. Radici agricole e molta determinazione

Il ministro delle Politiche agricole Nunzia De Girolamo del nuovo Governo Letta, oltre a essere donna, è anche la mascotte dei Ministri con i suoi 37 anni di età. Il Mipaaf torna poi ad essere affidato a un politico meridionale dopo gli anni del veneto Luca Zaia, dell’emiliano di origini pugliesi, Paolo De Castro e del romano Mario Catania.

In passato, a capo del dicastero agricolo di via XX Settembre, vi era stata una donna solo una volta, Adriana Poli Bortone, proveniente sempre dal sud e più precisamente dalla Puglia, Lecce, schierata politicamente a destra nel partito di Alleanza nazionale poi confluito nel Pdl. La seconda donna “ministra” dell’agricoltura arriva ora con un Governo di coalizione grazie alla sua militanza nel Pdl. Nel suo curriculum si legge che è nata a Benevento, ma ha studiato e si è laureata in giurisprudenza alla Sapienza di Roma, acquisendo poi un dottorato all’Università di Campobasso.

Suo sogno era fare l’avvocato e infatti dopo la laurea ha intrapreso la carriera forense occupandosi di diritto civile, diritto del lavoro e diritto commerciale e bancario. E ha collaborato con l’Università degli Studi del Sannio e con l’Università del Molise. L’impegno in politica inizia dal 2007, a Benevento, con Forza Italia cui consente di ottenere un notevole successo di voti.

L’agricoltura non è però fuori dai suoi interessi in quanto De Girolamo conosce il mondo agricolo sia perché vissuto in famiglia sin dalla nascita (il padre è direttore del Consorzio agrario di Benevento, in liquidazione coatta amministrativa dal 1964. Doveva essere liquidato entro il 2007, ma una proposta di concordato preventivo ne ha prolungato la procedura) sia in relazione all’attività parlamentare svolta. Infatti ha fatto parte della commissione Agricoltura della Camera dal marzo 2009 a novembre 2011 in sostituzione della dimissionaria Michela Brambilla designata ministro per il Turismo. In verità la sua passione per le discipline giuridiche non è stata molto coltivata in ambito agricolo né prima e né dopo la nomina a componente della Commissione agricoltura, in quanto gli archivi parlamentari forniscono la documentazione di un solo disegno di legge a sua firma, riguardante l’agricoltura e in particolare il regime delle vendite dirette. Le cronache non parlamentari, peraltro, le attribuiscono una gaffe nel corso della trasmissione Agorà, febbraio 2013, dove ha affermato che il Veneto è “terra di contadini”.

Come ministro delle Politiche agricole e alimentari, la De Girolamo sarà ora chiamata a difendere tutte le questioni agricole e, anzitutto, la conclusione del lungo negoziato sulla riforma della Pac arrivato alla fase finale del trilogo. Senza dubbio la Pac del 2020 rimarrà legata al suo nome non fosse altro perché ministro dell’Agricoltura italiano, partecipante all’ultimo e definitivo Consiglio agricolo Ue che l’approverà. Il risultato finale non si profila, al momento, molto favorevole all’Italia: il neo ministro rischia di fare da capro espiatorio e giustificarsi per colpe che non sono certamente sue.

La De Girolamo entra poi in un Ministero dove le ultime indagini giudiziarie e gli avvicendamenti nei vertici hanno mutato molto il quadro istituzionale e di riferimento. Certamente verrà a mancare la collaborazione di un suo compaesano e cioè il capo Dipartimento Giuseppe Serino, beneventano anche lui, che ha già fatto domanda di pensione a partire dal prossimo mese di giugno. Non potrà contare neppure sul precedente ministro Catania, già Capo Dipartimento del Mipaaf, in quanto eletto deputato all’ultima consultazione elettorale e quindi in aspettativa parlamentare, e neppure su alcuni dirigenti più che navigati e di esperienza in quanto indagati o messi sotto giudizio dalla magistratura come il campano Giuseppe Ambrosio e Stefano Vaccari.

Il compito che aspetta il nuovo Ministro non è quindi facile ma De Girolamo è sorretta da una fama di dura e volitiva che non si lascia abbattere facilmente. Nel suo sito conclude la sua presentazione affermando che «In fondo il vincitore è semplicemente un sognatore che non ha mai mollato...».

Lo dimostra anche la sua vita privata piena di politica come confermato dal matrimonio avvenuto nel 2011 con un “rivale”, il deputato Francesco Boccia, pugliese, classe 1968, che nei banchi di Montecitorio siede sul fronte opposto dei banchi del Pd. 

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