Grano duro al Sud, ottime rese ma la qualità non eccelle

grano duro
Mixed pasta with ear of wheat
In Puglia e Basilicata raggiunti pressoché ovunque i 50-60 q/ha. Proteine basse, tra il 12 e il 13%

Rese eccellenti ovunque, spesso quasi mai viste, ma qualità non eccelsa, anzi piuttosto scadente, con bassa percentuale di proteine, ridotto peso specifico e cariossidi spesso slavate.

È il quadro sintetico dei risultati dell’annata 2015-2016 del grano duro in Puglia e Basilicata, come emerge dai campi a metà circa della mietitrebbiatura. Un consuntivo sul quale, dichiarano produttori pugliesi e lucani, ha inciso fortemente, ancora una volta, l’andamento climatico, soprattutto negli ultimi mesi del ciclo produttivo.

«Premesso che l’inverno è decorso mite, senza freddi intensi in grado di bloccare il ciclo vegeto-produttivo delle piante, poi, ad aprile e maggio, le piogge sono cadute consistenti e nei tempi giusti, cosicché le piante non hanno mai sofferto per stress idrico, come di norma accade – afferma Michele Nargiso, direttore della Cooperativa agricola fra coltivatori di Apricena (Fg), circa 13mila ha a grano duro nella pianura a nord di Foggia –. Il clima favorevole di maggio, non solo piovoso ma anche ventilato e fresco, ha incrementato le rese oltre ogni più lusinghiera previsione: in un territorio dove le medie oscillano di solito fra 30 e 35 q/ha, quest’anno risultano nettamente superiori ai 50 q: raramente pari a 30 q/ha, più spesso si aggirano sui 60-70 q/ha, con punte, fuori dall’ordinario, di 80 e 90 q/ha».

Leggi l'articolo completo su Terra e Vita 26/2016 L’Edicola di Terra e Vita

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