La piadina Igp è solo quella romagnola

piadina
E può essere prodotta solo all'interno dell’area territoriale indicata nel disciplinare. Una sentenza del Tribunale europeo mette fine all'annosa questione

La Piadina romagnola Igp non deve più temere alcuna concorrenza, magari da quella prodotta industrialmente e con lo stesso nome di Piadina, a Modena o in altre provincie e regioni.

Il principio è stato definitivamente affermato dal Tribunale dell’Ue con una sentenza emessa il 23 aprile e che dovrebbe quindi mettere fine ad una pluriennale controversia che ha già avuto due ricorsi al Tar e poi al Consiglio di Stato per l’annullamento del riconoscimento comunitario che risale ormai al 2014.

La questione sulla quale si è ora definitivamente pronunciato il Tribunale comunitario era stata promossa da un’azienda agroalimentare che intendeva produrre in provincia di Modena e quindi fuori dall’area indicata dal disciplinare della Piadina romagnola Igp, il rinomato prodotto da forno. La ditta ricorrente, infatti produce a Modena prodotti da forno, in particolare diverse tipologie di “piadine romagnole”. Il suoi dirigenti hanno chiesto l’annullamento del Regolamento di esecuzione Ue (174/2014) della Commissione, che aveva iscritto la denominazione nel registro delle denominazioni di origine protette e delle indicazioni geografiche protette con il nome: Piadina Romagnola/Piada Romagnola (Igp). La ditta sosteneva che riservare l’uso della denominazione “romagnola” alle piadine/piade prodotte nell’area geografica protetta renda impossibile l’esercizio della propria attività, in quanto il proprio stabilimento di produzione si trova al di fuori di questa area, ma appunto a Modena, in Emilia.

I giudici comunitari nella sentenza affermano che il legame territoriale esiste “in ragione di fattori umani”. Grazie alle tecniche di fabbricazione della piadina, trasmesse in Romagna di generazione in generazione, inizialmente per il consumo immediato e poi per la consumazione differita, e “grazie agli eventi socio-culturali organizzati dalla popolazione romagnola – affermano i giudici – il consumatore associa l’immagine della piadina romagnola, a prescindere dalle modalità artigianali o industriali di realizzazione, al territorio della Romagna”.

Immediata la reazione della Coldiretti che ha criticato la sentenza affermando che: «Siamo di fronte ad un'evidente contraddizione con la Corte Ue che impedisce la produzione della piadina Igp fuori dalla Romagna dopo che l’Ue ha firmato accordi di libero scambio che non prevedono per lo stesso prodotto alcuna tutela, dal Canada al Giappone». Secondo l’associazione degli agricoltori «il principio affermato dalla magistratura europea non viene rispettato dagli accordi di libero scambio siglati dall’Unione europea dove al contrario si sta legittimando la pirateria alimentare a danno dei prodotti made in Italy più prestigiosi, accordando esplicitamente il via libera alle imitazioni che sfruttano i nomi delle tipicità nazionali, compresa la piadina romagnola».

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