L’agricoltura di precisione per un’intensificazione davvero sostenibile

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In Italia è adottata solo sull’1% della superficie agricola complessiva. Ma l’obiettivo del Mipaaf è arrivare al 10% nel 2021. «Un obiettivo che si raggiunge solo con più fondi e più aggregazione».

«Oggi l’agricoltura di precisione è adottata solo sull’1% della superficie agricola complessiva del Paese. Non teniamo il passo con gli Usa, che ne è il maggiore utilizzatore, ma anche di altri paesi europei come Germania e Francia. Occorre lavorare insieme per incentivare l’agricoltura di precisione, affrontandola in un’ottica di aggregazione, stimolando anche la politica a stanziare fondi specifici per la sua implementazione, al fine di raggiungere l’obiettivo che il Ministero si è dato nelle Linee guide per lo sviluppo dell’agricoltura di precisione del 2016, ossia di arrivare al 10% della superficie agricola nel 2021». Lo ha detto Patrizia Marcellini, Coordinatrice Settore Agricolo e Servizi dell’Alleanza delle Cooperative Agroalimentari partecipando oggi ad una giornata di approfondimento sull’agricoltura di precisione nel settore cerealicolo svoltasi a Bentivoglio (Bo).

La Fao stima che per nutrire il mondo nel 2050 sia necessario aumentare la produzione del 70% rispetto ad oggi. La produzione di cereali dovrà crescere del 43%, soprattutto per alimentazione animale e per le bioenergie, la produzione di carni dovrà crescere del 75%, per rispondere alla domanda dei Paesi in via di sviluppo. «La nuova sfida dell’agricoltura sarà di conseguenza - ha spiegato il prof. Angelo Frascarelli dell’Università di Perugia - quella di produrre di più in maniera più sostenibile. Una sfida che presuppone un concetto chiave per l’agricoltura, ovvero l’innovazione. La Pac post 2020 dovrà avere come caposaldo proprio il legame tra l’intensificazione sostenibile e l’innovazione, puntando da un lato al miglioramento della produttività e insieme ad una gestione ad alto contenuto di conoscenza per produrre alimenti con il minor impatto possibile sull’ambiente».

L’agricoltura di precisione è proprio lo strumento che consente di raggiungere in pieno il concetto di intensificazione sostenibile della produzione agricola. Pur essendo disponibile da circa 20 anni, fatica purtroppo a diffondersi, perché spesso gli agricoltori non sono in grado di comprenderne i reali benefici.

Secondo Michele Pisante, docente dell’Università di Teramo, per sviluppare l’agricoltura di precisione «servono competenze trasversali», mentre per l’Assessore all’Agricoltura dell’Emilia-Romagna Simona Caselli «è necessario che nelle aziende ci siano più giovani». Il Capo Dipartimento Mipaaf Giuseppe Blasi ha evidenziato come gli obiettivi che si è posto il Ministero per lo sviluppo dell’agricoltura di precisione sono «molto importanti e costituiscono parte integrante della strategia di sviluppo del comparto».

L’iniziativa si è svolta presso la sede della cooperativa cerealicola “Il raccolto”, presieduta da Eros Gualandi, che opera da venti anni con l’agricoltura di precisione. Dai dati raccolti dalla cooperativa, emerge come in un contesto di crisi generale del comparto cerealicolo, l’agricoltura di precisione consente di aumentare il reddito.

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