La nocciola tonda gentile è solo delle Langhe piemontesi

    nocciola tonda
    Una sentenza definitiva del Tar del Lazio ha accolto il ricorso presentato da circa cento enti piemontesi per difendere un nome che è identità di un territorio.

    Il Tar della Lazio con sentenza dell’8 maggio ha annullato il decreto del Ministero delle politiche agricole del 12 dicembre 2016 limitatamente alla parte in cui esso ha previsto quale sinonimo della varietà “Tonda gentile” la denominazione “Tonda gentile delle Langhe.

    La sentenza accoglie il ricorso presentato da circa 100 soggetti tra associazioni, comuni ed Enti vari del Piemonte che avevano richiesto l’annullamento del provvedimento ministeriale che nel registrare nel registro delle varietà la “nocciola Tonda Gentile” indicava come sinonimo “Nocciola Tonda Gentile delle Langhe”. La dicitura "Tonda Gentile Langhe" dovrà quindi essere cancellata dal Registro vivaistico nazionale.

    I ricorrenti, i quali possono giovarsi del marchio Igp nocciola Piemonte, fondavano il loro interesse sul fatto che la denominazione “Tonda gentile delle Langhe” creerebbe confusione rispetto al loro prodotto, in quanto la pianta – anche ove coltivata altrove – potrebbe essere denominata “delle Langhe” e così anche i frutti di essa.

    Secondo i ricorrenti la denominazione "Tonda gentile delle Langhe" attribuita dal Ministero alla pianta di nocciolo in discussione è suscettibile di ingenerare presso il pubblico l'erroneo convincimento che si tratti di una pianta coltivata esclusivamente nella zona delle Langhe piemontesi (e che quindi i frutti prodotti dalla pianta stessa — ossia le nocciole denominate "Tonde gentili delle Langhe" — abbiano questa medesima provenienza) - mentre in realtà si tratta di una pianta che (come tutte le piante) può essere impiantata e coltivata dovunque, e che quindi non ha necessariamente un collegamento con la zona delle Langhe di cui porta il nome (e solo il nome).

    Inoltre, sempre secondo i ricorrenti, tale denominazione, favorisce pratiche commerciali scorrette, idonee ad indurre il consumatore a confondere la provenienza delle nocciole denominate "Nocciole Piemonte" Igp (le quali provengono effettivamente ed esclusivamente dal territorio piemontese, o addirittura proprio dalle Langhe, secondo quanto previsto dal disciplinare dell'indicazione geografica protetta) con quella delle nocciole denominate "Tonde gentili delle Langhe" (le quali — a dispetto del loro nome, che ne ricollega la provenienza al territorio piemontese e all'assegnazione dell'Igp — possono invece non essere affatto provenienti dal territorio piemontese).

    La sentenza del Tribunale Regionale del Lazio arriva dopo una lunga controversia che ha visto impegnate anche le autorità italiane per eliminare la denominazione controversa dai registri delle varietà di nocciole di Argentina, dell’Olanda e della Romania.

    La Sentenza appena pubblicata afferma quindi, che se in linea di principio, ove una stessa varietà sia conosciuta con nomi diversi, non vi dovrebbe essere ostacolo ad iscriverla nel registro nazionale menzionando come sinonimi tutti i nomi con cui essa è o è stata storicamente indicata, nel caso in cui vi è stato, antecedentemente a tale iscrizione, il riconoscimento di un marchio Igp, la decisione circa i sinonimi da inserire nel Registro nazionale delle varietà dei fruttiferi non può non tener conto anche delle esigenze di tutela dell’indicazione geografica protetta.

    I giudici inoltre hanno fatto rilevare che tale valutazione è anche in accordo con gli sforzi dello Stato italiano, il quale – come si è detto – ha ottenuto recentemente la cancellazione del toponimo “delle Langhe” anche dai registri nazionali olandese e argentino.

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