Riso, Paolo Carrà (Enr): «La Ue finanzia la violazione dei diritti umani»

Il presidente dell'Ente Risi fa presente che «le concessioni alla Cambogia provocano sfruttamento. Ma Bruxelles tace». I dati in un rapporto della Development Solutions.

Un rapporto ufficiale inchioda la Commissione europea alle sue responsabilità: le esportazioni della Cambogia verso l’Unione europea sono all’origine di violazioni dei diritti umani in risposta alle quali la Commissione europea non ha attivato la revoca temporanea dei regimi di preferenza commerciale, ma anzi l'Ue ha intensificato la cooperazione allo sviluppo con il paese, con particolare attenzione alla riforma del settore fondiario del paese.

«Lo avevamo segnalato anche in febbraio, in occasione del forum dei risicoltori europei promosso a Milano ma la gravità della questione – sottolinea il presidente dell’Enr, Ente nazionale risi Paolo Carrà - è stata  sottovalutata. Ora è necessario un intervento urgente dei servizi della Commissione che di fronte all’evidenza non possono più permettersi di procrastinare l’applicazione di misura di  tutela per i diritti dei lavoratori dei paesi beneficiari del regime Eba  e per la risicoltura comunitaria. Per parte nostra, intendiamo andare a Bruxelles con i risicoltori per protestare ufficialmente e smuovere l’esecutivo europeo dal suo torpore».

La notizia emerge dalla revisione del regolamento sui Pma. A norma dell’art. 40 del regolamento Ue  978/2012 entro il 21 novembre la Commissione avrebbe dovuto presentare al Parlamento europeo e al Consiglio una relazione sull’applicazione del regime Eba, eventualmente corredata da una proposta legislativa. La società di consulenza incaricata per la redazione del rapporto (Development Solutions) ha consegnato il documento ai servizi della Commissione che però temporeggia e la deadline è stata posticipata a marzo 2018.

Il rapporto  della Development Solutions dal titolo “Mid-Term Evaluation of rhe EU’s Generalised Scheme of Preferences (GSP) Final Interim Report" è pubblicato sul sito della Commissione. Dalla lettura, oltre ad apprendere che il questionario effettuato nella primavera scorsa - per il quale ai produttori italiani è stato impedito di replicare nella propria lingua - ha ottenuto una concentrazione di risposte a livello settoriale e geografico  pervenute dai produttori dell’Unione che hanno espresso la propria preoccupazione per l’impatto delle concessioni sulla propria attività, emerge anche la violazione dei diritti umani accertata dall’Onu.

Il documento riporta infatti che le esportazioni della Cambogia verso l’Unione europea sono aumentate in modo significativo dal 2009 per effetto del regime Eba e che l’Unione è la destinazione principale dell’export cambogiano (37% del totale esportato) e che diverse industrie traggono vantaggio dalle preferenze commerciali, comprese quelle che utilizzano la terra in modo intensivo come quelle dello zucchero e del riso.

A seguito di una maggior produzione di zucchero e riso si è verificata una grave violazioni dei diritti umani sotto forma di spostamento in massa della forza lavoro, di sottrazione di terre con la forza che sono state poi concesse all’industria. In questo contesto l'Onu e la società civile hanno rilasciato dichiarazioni chiare sull'impatto negativo di queste concessioni sulla terra in Cambogia.

Nel rapporto si legge anche che in risposta alle violazioni dei diritti umani segnalate in Cambogia la Commissione non ha attivato l'articolo 19 (disposizioni di revoca temporanea dei regimi) ma l'Unione ha intensificato la cooperazione allo sviluppo con il paese, con particolare attenzione alla riforma del settore fondiario del paese.

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