Prezzi del mais, per l’inverno non si prevedono scossoni

    prezzi del mais
    Human hands pouring grain corn after harvest
    Tutto supporterebbe la tesi di un’ulteriore stabilizzazione e consolidamento dei prezzi; euro/dollaro, petrolio e speculazione permettendo. Il punto e le previsioni di Stefano Serra.

    Il mais si è stabilizzato definitivamente o sussistono ancora incertezze di prezzo per l’inverno?

    Sulle nostre piazze non si è verificata quella volatilità di prezzo riscontrata nella cosiddetta “area dollaro”; in Italia, a luglio, si è toccato un massimo per poi rientrare gradualmente su valori medi dell’ultimo anno. Da noi il mercato è fatto dal mais “no-ogm”, ma il rischio di vedere pericolosi effetti domino al ribasso da parte delle principali origini extra-Ue (Brasile, Usa e Ucraina) è forte. Le ultime indicazioni sui fondamentali sembrano però confermare che quanto occorso sulle nostre mercuriali sia il “futuro”. Infatti si stima un progressivo ridursi della pressione alla vendita Ucraina (forte nel mese di ottobre) e che l’esportazione Sudamericana, prima o poi, debba fare i conti (e rallentare?) con il sensibile calo dei volumi disponibili. Dopo settimane di mercato dinamico ci si attende lo stabilizzarsi dell’offerta (senza più picchi) e un mercato dei noli più tenuto. Tutto supporterebbe la tesi di un’ulteriore stabilizzazione e consolidamento dei prezzi, anche se questi eventi potrebbero azzerare i dazi all’importazione e imporre un lieve calo delle quotazioni in centro Europa. Tuttavia, essendo l’Italia un importatore netto di mais, non sono all’orizzonte scossoni ed i prezzi dovrebbero tenere il livello odierno anche nel periodo invernale; euro/dollaro, petrolio e speculazione permettendo.

     

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