Aviaria: la vaccinazione negli allevamenti parte dal Veneto

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Via in aprile. Coinvolgerà 200 strutture, quasi tutte in provincia di Verona. Nei prossimi mesi profilassi anche in Emilia-Romagna e Lombardia

Il Veneto sarà la prima regione italiana ad avviare la vaccinazione contro l'influenza aviaria negli allevamenti. Il progetto è nazionale e in seguito coinvolgerà anche Lombardia ed Emilia-Romagna. Lo ha annunciato l'assessore regionale all'agricoltura Dario Bond, durante la presentazione del nuovo piano di intervento vaccinale per il controllo del virus a Fieragricola. La campagna partirà ad aprile, con l'obiettivo di garantire la protezione degli animali entro il prossimo autunno.

Serve una gestione più attenta degli allevamenti

«È una scelta strategica, fondata su dati scientifici solidi e su un'esperienza maturata sul campo in anni difficili, che segna un passaggio fondamentale nella prevenzione di una delle emergenze sanitarie più impattanti per il nostro sistema agroalimentare e sanitario – ha spiegato Bond –. La vaccinazione però deve andare di pari passo con il rafforzamento delle misure di biosicurezza, con una gestione attenta della densità degli allevamenti, con la programmazione degli accasamenti e dei fermi produttivi, e il disincentivo alla creazione di nuovi allevamenti in aree già fortemente congestionate. Solo così gli sforzi per la campagna vaccinale avranno effettivamente successo».

Veneto regione più colpita dal virus

Qui il piano interesserà 136 allevamenti di tacchini da carne e 64 allevamenti di galline ovaiole, concentrati prevalentemente nella provincia di Verona, una delle zone a più alta densità avicola e maggiormente esposte al rischio. In totale saranno somministrate oltre 4 milioni di dosi ai tacchini e circa 10 milioni di dosi alle galline ovaiole, con richiamo. Sugli stessi allevamenti vaccinati sarà attivato ogni 30 giorni il piano di sorveglianza prescritto da Efsa. Negli ultimi anni il Veneto è stato tra le regioni più colpite dall'influenza aviaria in Italia.

Dal 2020 a oggi si sono registrati 316 focolai domestici, su un totale nazionale di 477, con un impatto particolarmente rilevante nelle province di Verona, Padova, Vicenza e Treviso. Il peso economico dell'emergenza per il Veneto è stato enorme: tra danni diretti (abbattimenti degli animali) e danni indiretti (mancati introiti, blocchi produttivi e della filiera), la Regione ha indennizzato gli allevatori per quasi 240 milioni di euro nel quinquennio. Il Veneto conta 2.506 allevamenti avicoli, con oltre 48,6 milioni di capi presenti (al 31 dicembre 2025).

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