Giovani, imprese in calo ma produttività doppia rispetto alla media Ue

Cresce l’occupazione giovanile (+6%). Un’impresa su tre investe in tecnologie per ridurre consumi e costi: l’analisi Coldiretti diffusa in occasione della finale a Roma degli Oscar Green consegnati a cinque imprese under giovani

Sono 49mila le imprese agricole guidate da under 35 attive in Italia. Un numero che segnala una presenza ancora limitata rispetto al potenziale del ricambio generazionale, che stenta ad attivarsi, ma che si accompagna a dinamiche positive sul fronte dell’innovazione, della produttività e dell’occupazione nei campi.
Un dato che registra una tendenza positiva negli anni è, invece, la produttività delle imprese guidate dai giovani agricoltori, che ha raggiunto i 4.800 euro per ettaro, quasi il doppio rispetto alla media europea ferma a 2.500 euro, secondo il Centro studi Divulga.

Prandini: «Agricoltura riferimento per il lavoro giovane»

Il presidente di Coldiretti Ettore Prandini, in occasione della finale a Roma dell’Oscar Green, il premio promosso da Coldiretti Giovani Impresa che celebra quest’anno i vent’anni, ha sottolineato come l’agricoltura continui a rappresentare un punto di riferimento per l’occupazione delle nuove leve. «Oggi emerge con chiarezza che il nostro è il settore che cresce di più per quanto riguarda il lavoro giovanile. Sul fronte delle nuove imprese agricole registriamo invece un calo, pari al 4%, che va letto però all’interno di un quadro più ampio legato alla dinamica demografica del Paese».

Secondo Prandini, nonostante la flessione, l’agricoltura resta il comparto che meglio tiene rispetto agli altri settori economici. «Un dato che evidenzia comunque le difficoltà che i giovani incontrano, a partire dall’accesso al credito e dalla disponibilità della terra da lavorare».

In questo contesto, conclude il presidente di Coldiretti, diventa centrale l’impegno dell’organizzazione. «Coldiretti è al lavoro per dare risposte concrete ai bisogni dei giovani agricoltori e per creare le condizioni che consentano nuove opportunità di crescita e di sviluppo occupazionale, che l’agricoltura, più di altri comparti, può offrire».

Parisi: «Attivare strumenti di microcredito che prevedano periodi di preammortamento»

Il delegato nazionale di Coldiretti Giovani, Enrico Parisi, ha sottolineato l’urgenza di politiche adeguate che favoriscano il ricambio generazionale e una riduzione della burocrazia, che resta oggi il principale ostacolo alla gestione d’impresa.

«Il ricambio generazionale in agricoltura – ha detto – è una sfida complessa che richiede innanzitutto di comprendere a fondo la realtà dei giovani che scelgono di lavorare nei campi. I principali ostacoli si concentrano in tre ambiti: l’accesso alla terra, cioè al capitale fondiario necessario per avviare e sviluppare l’attività; l’accesso al credito, quindi agli strumenti finanziari indispensabili per sostenere l’impresa; e l’accesso alle conoscenze, vale a dire alla professionalità».

Sul fronte del credito, ha incalzato Parisi, diventa fondamentale «istituire strumenti di microcredito che consentano ai giovani agricoltori, con degli anni di preammortamento, di poter affrontare i costi di gestione annuali – che vanno dai 30 ai 50 mila euro – rendendo quindi sostenibile l’avvio dell’attività».

Un ruolo centrale è poi svolto dall’innovazione, strettamente legata anche all’utilizzo del capitale fondiario. «L’impiego delle tecnologie più avanzate – ha puntualizzato – permette infatti di ridurre l’uso di fertilizzanti, diminuire il consumo di acqua e rafforzare il patrimonio innovativo delle imprese».

Un patto tra generazioni

Il ricambio generazionale, però, non è soltanto un fatto economico o produttivo. «Più che di ricambio – ha spiegato – si dovrebbe parlare di un vero e proprio patto tra generazioni. Per questo servono politiche attive capaci di rendere possibile una scelta di vita nelle aree interne. Investimenti in infrastrutture logistiche e tecnologiche possono consentire ai giovani di non dover scegliere tra la famiglia e l’azienda agricola, ma di poter costruire entrambe con serenità, anche in territori che troppo spesso vengono considerati marginali.

In definitiva – ha concluso – un Paese che lascia ai margini della società le categorie considerate più fragili è un Paese debole. È necessario riportare al centro il valore dell’essere umano, delle sue radici e soprattutto il valore dei giovani, che non rappresentano solo il futuro ma già il presente della nostra società».

L'indagine

Giovani agricoltori più innovativi e sostenibili

Poche ma forti, le aziende agricole guidate da giovani hanno il merito di trainare la modernizzazione del settore. Secondo il primo censimento sulla maturità digitale delle aziende agricole del Polo innovazione agricoltura digitale di Coldiretti Next, oltre un’azienda agricola giovane su tre (35%) ha investito in tecnologie e soluzioni per ridurre il consumo di fertilizzanti, acqua ed energia, con l’obiettivo di contenere i costi produttivi, migliorare la sostenibilità e ridurre la dipendenza da forniture esterne.

Dove sono le imprese giovani

Dal punto di vista territoriale, il maggior numero di aziende agricole under 35 si concentra nel Mezzogiorno. La Sicilia guida la classifica con 5.900 imprese giovanili, seguita dalla Puglia con 4.900 e dalla Campania con 4.400. Se invece si guarda all’incidenza sul totale delle aziende agricole regionali, in testa si collocano Liguria, Basilicata e Valle d’Aosta, dove circa un’impresa agricola su dieci è guidata da giovani.

Gli agricoltori under 35 si collocano inoltre al terzo posto per numerosità, dietro solo al commercio al dettaglio (73 mila imprese) e costruzioni (60 mila), ma davanti a ristorazione (40 mila), imprese di servizi alla persona (33 mila), commercio all’ingrosso (29 mila) e settore manifatturiero nel suo complesso (23 mila), secondo il Centro Studi Divulga.

Occupazione: agricoltura unica in crescita

Anche sul fronte del lavoro arrivano segnali incoraggianti. Nel 2025 l’agricoltura è stato l’unico settore a registrare una crescita dell’occupazione giovanile: i lavoratori under 35 aumentano del 6% rispetto al 2024. Ancora più significativo il dato sui contratti stabili, con un incremento del 19% per quelli a tempo indeterminato. Un andamento opposto rispetto agli altri comparti economici, dove l’occupazione giovanile arretra: -5% nell’industria, -1% nelle costruzioni, -2% nel commercio, negli alberghi e ristoranti e negli altri servizi.

I vincitori dell’Oscar green

Sono cinque le storie di impresa giovane che quest’anno si sono aggiudicate gli Oscar green, il riconoscimento dedicato alle nuove esperienze imprenditoriali in agricoltura che puntano su innovazione, sostenibilità e nuovi servizi per il territorio. La premiazione si è svolta a Roma, al Centro Congressi di Palazzo Rospigliosi, e ha messo in luce progetti capaci di rinnovare il settore con approcci originali e fortemente legati alle comunità locali.

giovani agricoltori
I vincitori dell'Oscar Green 2026

Per la categoria Campagna Amica, premiata Noemi Cimonetti, che in Trentino ha dato vita a L’Arca di Noemi, un’iniziativa di pet therapy realizzata all’interno della propria azienda agricola. Il progetto si basa sulla terapia assistita con animali recuperati dopo l’abbandono, che vengono coinvolti in percorsi dedicati al benessere delle persone. Un’esperienza che unisce agricoltura sociale, accoglienza e inclusione, trasformando animali salvati in strumenti di relazione e cura.

Il riconoscimento nella categoria +Impresa è andato a Giulio Rinaldi, titolare dell’azienda agricola Lumiluna in Umbria. Il suo lavoro si concentra sul recupero di vigneti abbandonati: in dieci anni sono stati riportati in produzione sette ettari di vigne, restituendo valore a terreni dimenticati e trasformandoli in vini di qualità. Un percorso che contribuisce a salvaguardare il patrimonio vitivinicolo locale e a preservare il carattere del territorio.

Innovazione tecnologica al centro invece del progetto di Stefano Bondielli, floricoltore toscano premiato nella categoria Impresa digitale e sostenibile. Ha sviluppato una serra intelligente capace di gestire in autonomia le condizioni ideali di crescita delle piante. Grazie a una centralina tecnologica vengono regolati luce, ventilazione, temperatura e irrigazione, permettendo di anticipare gli effetti dei cambiamenti climatici e di ottimizzare l’uso delle risorse.

Dalle Marche arriva invece l’esperienza di Federico Mencaroni, vincitore nella categoria Coltiviamo insieme, che ha trasformato gli scarti della vinificazione in una nuova opportunità produttiva. Nella sua azienda i residui della lavorazione dell’uva vengono utilizzati per produrre biocellulosa, materiale impiegabile nella realizzazione di carta, bioplastiche e gel biomedicali destinati a diversi settori, dalla medicina alla cosmetica. Un esempio concreto di economia circolare applicata all’agricoltura.

Infine il premio Agri Influencer è stato assegnato a Emily Turino, originaria del Connecticut ma attiva in Campania, dove ha creato il più grande giardino di zucche d’Europa. Il progetto è nato da un’idea personale e si è sviluppato grazie alla comunicazione sui social, diventando nel tempo un’esperienza immersiva legata alla stagione autunnale e alla festa di Halloween, capace di attirare visitatori da tutta Italia e di generare nuove opportunità per il territorio.

 

 

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