Macfrut si presenta ai nastri di partenza forte di una crescita dell’area espositiva di almeno il 30% rispetto all’anno precedente. La fiera punta così, nella sua 43esima edizione, a consolidare un ruolo di riferimento per la filiera ortofrutticola italiana, un comparto che oggi vale 60 miliardi di euro.
L'evento, in programma dal 21 al 23 aprile presso il Rimini Expo Centre, pone al centro un concetto chiave: l’efficienza delle risorse come driver fondamentale per la redditività agricola. Tema cardine è la gestione sostenibile dell'acqua, resa tangibile attraverso ampi campi prova dinamici: laboratori interattivi dove testare dal vivo robotica, droni e intelligenza artificiale la cui integrazione in campo offre soluzioni concrete alla crisi delle risorse e alla crescente carenza di manodopera.
Il programma, definito dal Comitato Tecnico di Macfrut coordinato da Bruno Mezzetti e presieduto da Paolo De Castro, esplorerà anche temi di estrema attualità: dalle Tecniche di Evoluzione Assistita (Tea) e in generale l'innovazione varietale, fino alle giornate dedicate a mango e avocado, prodotti simbolo di questa edizione, con analisi strategiche su coltivazione e mercato, coltivazione e benefici metabolici sulla salute, oltre a sessioni sulle tecniche di trasformazione di questi frutti. Completano il quadro, incontri d'affari, competizioni culinarie e l'Italy Day, incentrato sulle potenzialità agricole del Sud Italia e sull'integrazione di questi prodotti nella grande distribuzione.
Tra i saloni tematici verticali si confermano Biosolutions and Digital Technologies (Bdt), dedicato ai prodotti naturali per la difesa e la nutrizione sostenibile delle colture, e Plant Nursery, focalizzato sul vivaismo e approfondimenti sulle colture tropicali. Grande rilievo anche ai piccoli frutti, come mirtilli, ribes e fragole: nella Berry Area, esperti internazionali e organizzazioni tra cui I’Ishs (International Society for Horticultural Science) analizzeranno nuove varietà commerciali e tecniche d’irrigazione per aumentare la redditività e la sostenibilità del settore.
Il “savoir-faire” italiano lungo tutta la filiera
Macfrut si conferma anche la fiera che valorizza le eccellenze italiane nel pre e post-raccolta e nel packaging, vero fiore all'occhiello del comparto. Il workshop dedicato presenterà innovazioni nel confezionamento sostenibile: dall’uso di film edibili che migliorano stabilità e funzionalità dei prodotti vegetali, alle strategie circolari 4R per la valorizzazione di sottoprodotti agroalimentari.
Tecnologie 4.0 e quarta gamma
All'interno dell'Area Healthy Food verranno presentate novità riguardanti la filiera biologica e l’innovazione agroecologica con momenti di confronto non solo sulla gestione sostenibile del territorio attraverso biodistretti e “buone pratiche agricole”, ma anche sulle tecnologie di trasformazione "mild" che preservano il valore nutrizionale degli alimenti, e promuovono la sicurezza alimentare e il benessere del consumatore. Innovazione anche per il settore dei prodotti "ready-to-eat", grazie all’integrazione con tecnologie 4.0, fondamentali per prolungare la shelf life oltre a preservare la qualità nutrizionale dei prodotti della IV gamma.

Dialogo tra scienza e industria
Oltre alle colture tradizionali, l’evento del 2026 punta anche alla valorizzazione delle erbe spontanee, officinali e spezie grazie alla sinergia tra università e industria: il settore sta adottando moderne tecnologie di essiccazione di precisione ed estrazione sostenibile 4.0 per preservare l'integrità di aromi e principi attivi.
Tra gli appuntamenti più attesi spicca il Tisana Day, una giornata incentrata sulla creazione e degustazione di infusi, test sensoriali, con dimostrazioni pratiche su oli essenziali e droghe officinali. Importante anche la partecipazione dei maggiori gruppi della grande distribuzione come Conad, Coop Italia e il gruppo Vegè, confermando l'evento fieristico come punto di riferimento per la moderna distribuzione nel segmento del fresco su un canale centrale nelle strategie del largo consumo.
Gestione intelligente delle risorse
Acqua Campus
La gestione della risorsa idrica non rappresenta più un semplice costo di produzione, ma una "risorsa vitale" che deve fare i conti con sfide ambientali e complessità normative senza precedenti. L’agricoltura mediterranea, in particolare, si trova a dover difendere il proprio futuro da normative europee spesso troppo standardizzate. "C’è bisogno di fare sistema": sottolinea l’urgenza di una visione d’insieme Francesco Vincenzi, presidente di Anbi, (Associazione Nazionale Consorzi di gestione e tutela del territorio e acque irrigue), “per affermare le peculiarità dell’agricoltura italiana e costruire comunità resilienti attraverso condivisi obbiettivi ambientali”. La risposta a queste sfide risiede nell’accelerazione su infrastrutture e innovazione tecnologica, l’unico binomio capace di conciliare la sostenibilità ambientale con la produttività agricola.
Su questo fronte si rinnova il legame tra Macfrut e Acqua Campus, il polo di ricerca del Cer (Consorzio di Bonifica per il Canale Emiliano Romagnolo), i quali per l’edizione 2026 coordineranno lo spazio sull'evoluzione dei sistemi irrigui. A testimonianza della centralità di questi temi, l'inaugurazione ufficiale di Macfrut si terrà proprio negli spazi di Acqua Campus.
Il padiglione “pre-harvest” ospiterà un’area sperimentale interattiva di oltre 1000 metri quadrati. Questo spazio sarà una vera aula didattica interattiva, dove professionisti, esperti e studenti potranno toccare con mano sistemi di irrigazione di ultima generazione attraverso tour guidati e sessioni tecniche, oltre alle esperienze dei Consorzi di bonifica e del mondo della ricerca.

Le soluzioni concrete per ottimizzare ogni goccia d'acqua, nate dalla sinergia tra il centro di ricerca Acqua Campus Cer-Anbi, ed enti scientifici, includono tecnologie di precisione come Irriframe: il sistema esperto per il "consiglio irriguo", che supporta l’agricoltore sul momento di intervento e sui volumi da impiegare, e Goccia Verde, la certificazione volontaria che attesta la sostenibilità idrica dei prodotti.
Agrivoltaico: il doppio raccolto
In sinergia con tecnologie di precisione, anche gli impianti agrovoltaici vengono presentati come strumenti per migliorare la resa dei terreni e la sostenibilità aziendale. L'installazione di pannelli fotovoltaici nei frutteti può permettere un doppio beneficio:
- nella gestione operativa della coltura, permettendo di proteggere le piante da eventi climatici estremi come innalzamenti termici prolungati e precipitazioni brevi ma intense;
- nel generare contemporaneamente reddito dall'energia ricavata.
Nello spazio adibito verranno illustrati casi studio reali riguardanti coltivazioni frutticole, tra cui limone e kiwi. Oltre agli aspetti tecnici, la presentazione esaminerà le normative vigenti e gli incentivi economici disponibili per favorire la transizione ecologica delle imprese. Particolare attenzione sarà rivolta ai benefici dell'autoconsumo energetico applicato alle filiere produttive e manifatturiere.
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Innovazione genetica e vivaismo
Con un valore che supera i 600 milioni di euro e oltre 1.000 imprese, il vivaismo ortofrutticolo italiano si conferma un settore strategico per l’economia agricola nazionale. La quarta edizione del salone Plant Nursery, realizzato in collaborazione tra Soi (Società di Ortoflorofrutticoltura Italiana) e Civi-Italia (Centro Interprofessionale per le attività vivaistiche), metterà a confronto i massimi esperti mondiali su temi che spaziano dalla ricerca genetica alle nuove strategie commerciali, in quattro momenti chiave.
Innovazione varietale, Tea e prospettive per il biologico
La giornata di apertura del 21 aprile, ospiterà un dibattito su innovazione varietale e impatto delle Tecniche di Evoluzione Assistita (Tea). L’incontro analizzerà le nuove prospettive per la tutela legale delle privative vegetali, i brevetti necessari per tutelare lo sviluppo di nuove varietà e aumentare la competitività della filiera italiana nel mercato globale.
“Il settore vivaistico attende con ansia le novità sulla regolamentazione delle nuove tecniche di miglioramento genetico” spiega Luigi Catalano, coordinatore del salone, sottolineando l’importanza della burocrazia di stare al passo con la scienza. Rappresentanti dei breeder (i costitutori di nuove piante), dei vivaisti e del settore sementiero discuteranno le sfide dell'editing genomico nei settori frutticolo e orticolo, delineando strategie comuni per l'adozione di queste innovazioni. La partecipazione del Cpvo (Community Plant Variety Office) esporrà la posizione ufficiale europea in merito alla protezione delle nuove varietà vegetali.
Nel pomeriggio, l'attenzione si sposterà sul biologico con la presentazione del Piano Nazionale Sementi Biologiche. Il focus riguarderà i materiali di propagazione per fruttiferi, olivo e agrumi, analizzando il quadro normativo e le esigenze della filiera produttiva italiana, con un approfondimento finale sulle sfide del materiale vivaistico certificato.
Il Mediterraneo diventa tropicale
Il 22 aprile sarà interamente dedicata alle ultime frontiere della ricerca e della produzione di colture tropicali, con mango e avocado scelti a rappresentanza di Macfrut 2026. Favorite dai cambiamenti climatici, le colture tropicali e subtropicali si stanno diffondendo rapidamente nel mercato Mediterraneo. In Italia, nonostante una domanda di forte crescita, la produzione vivaistica nazionale non riesce ancora a soddisfare pienamente la richiesta di nuovi impianti, evidenziando la necessità di una produzione più strutturata.
L’attenzione si estenderà anche a specie tropicali minori, come papaya, anona, macadamia, banano e nespolo, viste come opportunità concrete di adattamento ai nuovi scenari climatici del Mediterraneo. Gli esperti illustreranno i modelli di Italia e Spagna per gestire la propagazione clonale di qualità, le tecniche per contrastare parassiti e malattie, ridurre gli stress abiotici, fino agli aspetti cruciali del post-raccolta e alla valorizzazione nutraceutica degli scarti di produzione.
Dall’editing del genoma al campo
La giornata conclusiva del 23 aprile esplorerà il passaggio "dall'editing del genoma alle applicazioni in campo". Si discuterà di come queste biotecnologie rivoluzionarie, tra cui le Tea, possano integrarsi con l'innesto erbaceo, una tecnica di propagazione antica che oggi si rinnova grazie alla precisione dell’editing genomico per migliorare la qualità e la resilienza delle specie vegetali, con un focus specifico sul pomodoro. Oltre agli aspetti genetici, accademici ed esperti analizzeranno l'impatto dell'innesto sulla qualità e sui profili bioagronomici delle colture, senza trascurare il ruolo cruciale delle moderne strutture di protezione nel vivaismo. In un contesto di sfide ambientali crescenti, il dibattito delineerà le prospettive future di un settore che unisce sapienza vivaistica e avanguardia scientifica.
Biosolutions and digital technologies
Se l’84% delle aziende frutticole italiane impiega prodotti biologici come biostimolanti, biofungicidi o bioinsetticidi per la difesa e la nutrizione vegetale, come evidenzia lo studio condotto da Agri 2000 Net, oltre il 50% degli agricoltori prevede di aumentare l’utilizzo di questi prodotti nel prossimo triennio. Non è solo una scelta etica, ma una necessità di rispondere con strategie mirate a contrastare gli stress, in costante aumento anche a causa dei cambiamenti climatici e rispondere alle crescenti pressioni normative europee sull’uso sostenibile dei prodotti fitosanitari.
Situato nella Hall Sud e nel padiglione A1, il salone Biosolutions and digital technologies mostrerà le biosoluzioni più avanzate e tecnologie digitali quali droni, robotica, integrate a intelligenza artificiale e piattaforme software. L'obiettivo è far vedere come l’adozione di questa tecnologia possa supportare concretamente la difesa, la nutrizione e la biostimolazione delle colture in ottica sostenibile. I sistemi Uas (Unmanned Aircraft System) consentono oggi operazioni ad alto valore aggiunto: rilievi multispettrali, diagnostica precoce degli stress, stima della biomassa, mappatura dello stato fitosanitario e interventi mirati in aree complesse o difficilmente accessibili.
Appuntamenti tecnici al Bdt: la difesa contro Glomerella
Il palinsesto si arricchisce di appuntamenti mirati ad approfondire le attuali sfide dell’agricoltura e i risultati ottenuti dall’impiego di biosolutions nel contrasto delle avversità biotiche.
All’interno di questa cornice si terrà il convegno internazionale sulla "Glomerella Leaf Spot delle pomacee", dove esperti di Talia e Spagna si confronteranno sulle strategie di difesa contro una delle malattie fungine più pressanti del settore.
L'incontro, organizzato da Agri 2000 Net e moderato da Ri.Nova, partirà dall’analisi dell’Università di Bologna, sulla biologia e l'impatto di questa avversità sulla coltivazione del melo, proseguendo con i risultati sperimentali di AgriNet sul contenimento di Colletotrichum spp. e una serie di approfondimenti territoriali curati dalla Fondazione Agrion, Servizio Fitosanitario e Difesa delle Produzioni della Regione Emilia-Romagna , da Ersa (Servizio Fitosanitario della Regione Friuli-Venezia Giulia) e della Regione Veneto. Grazie al contributo dell’istituto spagnolo Irta Lleida (Instituto de Investigación y Tecnología Agroalimentarias), l'evento offrirà un importante confronto con l'esperienza iberica nella gestione del meleto, concludendosi con la testimonianza dell’Azienda Agricola Gaia per sottolineare la connessione fondamentale tra l'attività di ricerca e la pratica agricola.

Biosolutions & Digital Technologies, area del salone dedicata a incontri tecnici e seminari
Meccanizzazione di precisione e innovazione digitale all’opera
Una delle caratteristiche distintive di Macfrut 2026 sarà l’area Pre-Harvest, un doppio campo prova di 2.500 metri quadrati: una panoramica sulle tecnologie del futuro in azione. Il padiglione A1 sarà interamente dedicato all'orticoltura, mostrando innovativi sistemi di lavorazione del terreno, nuove modalità di semina e sarchiatrici performanti a basso impatto, con un focus specifico su colture come baby leaf e carote, con la mostra varietale curata da Edagricole e un simposio di filiera. Il padiglione C1 avrà invece una spiccata impronta frutticola, ospitando simulazioni di impianti di meli, ciliegi e un vigneto per mostrare l’efficacia di reti antigrandine e sistemi di protezione fisica evoluti, soluzioni cruciali per proteggere i raccolti dagli eventi climatici estremi.

In queste aree, coordinate dagli esperti Luciano Trentini e Marco Pattaro, debutteranno le tecnologie digitali tra intelligenza artificiale, robotica, rover e droni, che stanno cambiando la gestione delle attività in campo. Questo spazio offrirà anche tour tecnici guidati: un’occasione unica di confronto diretto e operativo tra costruttori di macchine agricole e professionisti del settore.

Presso la Innovation Arena (padiglione D3), un ciclo di seminari in programma mercoledì 22 aprile esplorerà le nuove frontiere della gestione dei dati. L'iniziativa, nata dalla collaborazione tra Politecnico di Torino, Università di Bologna e Regione Emilia-Romagna, vedrà il confronto tra accademici, esperti di settore e imprese innovative. Il primo appuntamento sarà dedicato alle nuove dimensioni dell'Internet of Things (IoT) e dei sensori “indossabili” per le piante, tecnologie che grazie ad algoritmi di analisi avanzata trasformano i dati raccolti in tempo reale in supporti strategici per la competitività e la sostenibilità delle imprese agricole.
Un approfondimento riguarderà l’automazione intelligente: I Robotics and Autonomous Systems si propongono degli alleali che sollevano gli operatori dai compiti più logoranti, migliorando al contempo la precisione operativa e la sostenibilità ambientale. Sfruttando il machine learning e la sensoristica di ultima generazione, i robot sono oggi in grado di assumere decisioni autonome per ottimizzare i raccolti e ridurre gli sprechi.
Un incontro di particolare rilievo sarà dedicato al ruolo dei droni nell'agricoltura di precisione. Grazie all’integrazione con l’intelligenza artificiale, questi strumenti facilitano il monitoraggio delle avversità fitosanitarie come supporto alle decisioni, e la protezione attiva delle colture tramite la distribuzione mirata di prodotti fitosanitari. Durante l'evento saranno presentati i risultati di test sperimentali condotti con i droni su cipolla, pomodoro e vite per supportare le aziende colpite dalle recenti alluvioni dell'Emilia-Romagna, insieme agli ultimi aggiornamenti normativi sul prossimo decreto del Ministero dell'Agricoltura fondamentale per definire le regole del settore per i prossimi anni.

Una vocazione al dialogo globale
L'edizione 2026 punta con decisione all'internazionalizzazione, focalizzandosi sul mercato europeo “dove oggi avviene oltre il 70% dell'export italiano” spiega Patrizio Neri, presidente di Cesena Fiera, “insieme a una particolare attenzione al Nord Africa e all’area Caraibica, quest’ultima partner internazionale di quest’anno”.
La cooperazione come motore di sviluppo
I due speciali focus dedicati all’America Latina e all’Albania rappresentano la partecipazione della Cooperazione italiana con il Ministero dell’Agricoltura di Tirana quale co-organizzatore dello stand. Lo spazio curato dall’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo (Aics), ospiterà dieci Sedi estere dell’Agenzia (Tirana, Bogotà, San Salvador, L’Avana, Tunisi, Gerusalemme, Beirut, Maputo, Kampala, Hanoi) con il duplice obiettivo di rafforzare il legame tra le filiere agroalimentari e rispondere a sfide globali come la sicurezza alimentare e il cambiamento climatico.
In questo contesto, si approfondiranno i nuovi strumenti finanziari per lo sviluppo sostenibile legati al Piano Mattei, con programmi di eccellenza come le “Green Cities” e il Caam, il Centro Agroalimentare di Manica in Mozambico. Non solo un luogo di confronto istituzionale, lo spazio ospiterà anche incontri B2B e degustazioni di prodotti d'eccellenza provenienti dalle filiere sostenute, tra i quali caffè, cacao, vaniglia, infusi alla moringa e derivati della cassava.
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