Ferrero Hazelnut Company, insieme all'European Institute of Innovation for Sustainability (Eiis) e al Consiglio Nazionale dei Dottori Agronomi e Dottori Forestali (Conaf), rilancia l'Hazelnut agronomy program, il percorso formativo dedicato alla filiera della nocciola italiana, che proseguirà con una seconda edizione. L'annuncio è arrivato nel corso dell'Hazelnut Summit ospitato nella sede del Parlamento europeo a Roma, dove è stato tracciato il bilancio del primo anno di attività e presentata la nuova edizione del programma.
Accanto alla prosecuzione del percorso formativo, i promotori hanno annunciato la nascita di una community dedicata ad agronomi, tecnici e professionisti della corilicoltura, con l'obiettivo di consolidare il confronto tra competenze scientifiche, tecniche e imprenditoriali.
Oltre 70 ore di formazione
Nato per sostenere la competitività della filiera attraverso formazione, innovazione e sostenibilità, il programma si è sviluppato in tre fasi – formazione online, incontri in presenza ed evento conclusivo nazionale – ed è stato interamente finanziato da Ferrero Hazelnut Company.
Alla prima edizione hanno aderito oltre mille tra agronomi, tecnici di cooperativa e studenti di discipline agrarie, per un totale di oltre 70 ore di formazione. I 120 partecipanti più attivi hanno poi preso parte a quattro sessioni territoriali organizzate nelle principali aree corilicole italiane: Piemonte, Umbria, Lazio e Campania.
L'iniziativa ha ottenuto il patrocinio delle Università di Torino, della Tuscia, di Perugia e di Salerno e ha coinvolto i partecipanti in attività di gruppo finalizzate all'elaborazione di proposte e soluzioni per le principali criticità del comparto.
Le sfide della corilicoltura
Il settore della nocciola in Italia interessa circa 95 mila ettari coltivati e negli ultimi anni ha dovuto confrontarsi con gli effetti dei cambiamenti climatici, l'aumento delle fitopatie e una crescente pressione dei parassiti. Temi che richiedono competenze specialistiche e una collaborazione sempre più stretta tra imprese, tecnici, ricerca e mondo produttivo.
Secondo Ferrero Hazelnut Company, proprio questa esigenza ha spinto a dare continuità al progetto.
«Con l’Hazelnut Agronomy Program abbiamo voluto stimolare la qualità, la sostenibilità e l’innovazione nella corilicoltura, investendo sulle competenze del tessuto territoriale. Le oltre mille adesioni confermano il reale bisogno di competenza e ricerca. La solidità dei progetti elaborati dai partecipanti dimostra le capacità e la motivazione a contribuire alla salute del settore. Anche per questo il Summit di oggi non è soltanto un bilancio, è l’occasione per annunciare la seconda edizione del programma e proseguire questo percorso, confermando il legame con la nocciola italiana e il suo territorio», ha affermato Marco Botta, General Manager di Ferrero Hazelnut Company.
Per Carlo Alberto Pratesi, presidente di Eiis, il percorso ha rappresentato un'occasione concreta di confronto tra i diversi attori della filiera: «Questa prima edizione ha offerto ai partecipanti un’opportunità straordinaria di misurarsi con sfide reali attraverso un percorso formativo innovativo che mantiene al centro la sostenibilità di lungo periodo. La condivisione di un linguaggio e di obiettivi comuni è la precondizione affinché i diversi attori della filiera collaborino in una partnership reale e duratura, ed è l’impegno che con questo Summit assumiamo formalmente, proseguendo il percorso insieme».
Al centro il ruolo dell'agronomo
Nel corso dell'evento è stato ribadito anche il ruolo strategico dei professionisti agronomi nel trasferimento dell'innovazione alle aziende agricole.
“Il dottore agronomo rappresenta il riferimento tecnico al centro della filiera e questa giornata sancisce l’impegno comune a portare avanti questo cammino. Oggi celebriamo il successo di un’idea in cui le professioni agrarie e forestali si presentano come lo sbocco specialistico e altamente qualificato per il settore. Un attento lettore, però, si accorgerebbe che l’apparenza è ingannevole: qui, oggi, raccontiamo come le professioni agrarie e forestali sono diventate leva di interesse generale, in quanto sono - e lo saranno sempre più - professioni già immerse nei processi di trasformazione che segneranno il prossimo futuro del Paese. Con il riconoscimento dei crediti formativi professionali, formalizziamo questo valore per costruire un sistema agricolo resiliente e sostenibile”, ha concluso Mauro Uniformi, Presidente Conaf.
Le candidature per la nuova edizione dell’Hazelnut Agronomy Program si apriranno nei prossimi mesi e il percorso prenderà ufficialmente il via in autunno. Per maggiori informazioni: https://www.eiis.eu/hazelnut-agronomy-program.













