Continua l'ondata di maltempo che dalla metà di luglio sta colpendo il Centro-Nord Italia, con grandinate violente, trombe d'aria e raffiche di vento che stanno mettendo in ginocchio numerose aziende agricole e compromettendo produzioni e strutture.
Secondo il monitoraggio di Coldiretti, gli eventi estremi hanno già provocato danni per milioni di euro in diverse regioni, dall'Emilia-Romagna alla Lombardia, fino all'Abruzzo.
In Emilia-Romagna, le giornate del 15, 20 e 21 luglio sono state segnate da fenomeni di particolare intensità, con raffiche di vento che hanno raggiunto i 120 chilometri orari. Nelle ultime ore nuove grandinate e forti raffiche hanno interessato diverse aree, tornando in alcuni casi a colpire territori già danneggiati. Coldiretti Emilia-Romagna ha quindi inviato una lettera all'assessore regionale all'Agricoltura Alessio Mammi per chiedere con la massima urgenza l'attivazione della deroga alla legge 102/2004, relativa al Fondo di solidarietà nazionale.
«Il provvedimento – spiega l'organizzazione agricola – è ritenuto indispensabile per procedere alla delimitazione dei territori colpiti e consentire alle imprese di presentare domanda di indennizzo, superando i limiti ordinari della normativa di fronte a eventi che, per portata e intensità, hanno travolto ogni sistema di gestione del rischio».
Il direttore di Coldiretti Emilia-Romagna, Marco Allaria Oliveri, sottolinea: «Siamo di fronte a una situazione drammatica, con perdite che appaiono già insostenibili per la tenuta economica delle aziende agricole colpite».
Particolarmente grave è il bilancio in provincia di Ferrara, dove le nuove grandinate hanno provocato perdite irreversibili alle colture in pieno campo, soprattutto orticole e seminativi. Nei frutteti si contano alberi abbattuti, reti antigrandine sfondate dal peso dei chicchi di ghiaccio e pali di sostegno spezzati. Danni anche ai fabbricati agricoli, con coperture perforate, vetri infranti e mezzi aziendali danneggiati. Nel Modenese risultano inoltre gravemente compromesse le produzioni di cocomeri, meloni, pere e susine, in molti casi completamente perdute.
La situazione è critica anche in Lombardia. Le grandinate hanno nuovamente interessato le province di Brescia e Mantova, dove chicchi di ghiaccio del diametro di 4-5 centimetri hanno colpito mais, meloni, angurie e zucche. Nel Mantovano, secondo le prime stime, le perdite per le produzioni orticole interessate oscillano tra il 70 e l'80%. Ai danni alle colture si aggiungono quelli alle strutture aziendali, con tetti scoperchiati, fienili crollati e serre gravemente compromesse.
Pesante anche il quadro in Abruzzo, dove una violenta grandinata ha colpito un'ampia area della provincia di Teramo nel pieno della stagione produttiva. Tra le colture danneggiate figurano pomodori, peperoni, fagiolini, zucchine, fagioli borlotti, mais, girasoli, sorgo ed erba medica da seme, oltre a oliveti e vigneti. In molti casi piante e frutti sono stati pesantemente lesionati dall'impatto dei chicchi di ghiaccio.
«Sono stati investiti settori strategici come quello ortofrutticolo, insieme alle colture orticole e ai seminativi», ha sottolineato Coldiretti Emilia-Romagna, evidenziando come la violenza della grandine e del vento non abbia risparmiato neppure le strutture produttive, con serre divelte, stalle e capannoni scoperchiati, impianti frutticoli abbattuti e reti antigrandine lacerate o sfondate.












