Dalla prevenzione alla mutualità, così cambia la gestione del rischio

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In Trentino il confronto tra agricoltori, tecnici, periti e ricerca. Le recenti grandinate in Vallagarina confermano la necessità di un approccio sempre più integrato alla protezione delle imprese

Il cambiamento climatico sta modificando profondamente il profilo di rischio delle imprese agricole, rendendo sempre più necessario un approccio integrato alla prevenzione e alla gestione dei danni. In Trentino, Co.Di.Pr.A. ha riunito tecnici, periti, compagnie assicurative, ricercatori e agricoltori in due momenti di confronto, organizzati il 21 luglio a Castel Valer, in Val di Non, e alla Cantina di Isera, in Vallagarina, con l'obiettivo di analizzare l'andamento della campagna agraria 2026 e rafforzare gli strumenti di tutela delle aziende.

Il primo incontro ha coinvolto i responsabili dei corpi peritali delle compagnie assicurative, i tecnici dei Condifesa di Trento e Bolzano e gli esperti della Fondazione Edmund Mach e del Beratungsring. Al centro del confronto le prime valutazioni sugli eventi atmosferici che hanno interessato il territorio e le prospettive per una gestione del rischio sempre più adeguata a un contesto caratterizzato dall'intensificazione dei fenomeni estremi.

A Isera, invece, l'attenzione si è spostata sulle aziende della Vallagarina colpite dalle recenti grandinate. Responsabili e tecnici del Consorzio, insieme agli ispettori delle principali compagnie assicurative, hanno incontrato gli agricoltori per condividere modalità operative, tempistiche e strumenti di tutela, portando anche la vicinanza alle imprese che hanno visto compromesso in pochi minuti il lavoro di un'intera stagione.

Quasi raddoppiato il rischio - grandine rispetto alla media storica

Secondo le analisi di Radarmeteo-Hypermeteo, l'Italia è oggi uno degli hotspot climatici europei e la probabilità di eventi caratterizzati da grandine di grandi dimensioni è aumentata dell'80% rispetto alla media storica. Giugno e luglio, inoltre, si confermano i mesi maggiormente esposti. Uno scenario che rende sempre più strategico investire nella prevenzione e in strumenti capaci di proteggere il reddito delle imprese.

«Gli eventi estremi che stiamo vivendo dimostrano con sempre maggiore evidenza che il cambiamento climatico non rappresenta più un'eccezione, ma una nuova condizione con cui noi agricoltori dobbiamo confrontarci quotidianamente», afferma il presidente di Co.Di.Pr.A. Trento, Giovanni Menapace. «Per questo l'impegno costante del Consorzio è quello di essere sempre più vicini ai soci, non solo nella fase di liquidazione del danno, ma soprattutto nella costruzione condivisa di un sistema di protezione e prevenzione moderno capace di dare risposte concrete alle imprese agricole e alle loro filiere».

La strategia indicata da Co.Di.Pr.A. si basa su un sistema integrato che combina assicurazioni agevolate, fondi mutualistici, fondi Ist, strumenti di difesa attiva e innovazione tecnologica. Un modello che punta non soltanto a intervenire dopo il verificarsi dell'evento, ma anche a rafforzare la capacità delle aziende di prevenire e gestire i rischi. In questo quadro si inseriscono anche le esperienze mutualistiche rivolte alla viticoltura, tra cui il Fondo Ist Uva, insieme ai fondi dedicati alle fitopatie e al fondo di stabilizzazione del reddito delle cantine sociali, sviluppati anche grazie al sostegno della Provincia autonoma di Trento.

Adattarsi al cambiamento

«Questi momenti di confronto sono fondamentali perché consentono di mettere allo stesso tavolo agricoltori, tecnici, periti, compagnie assicurative e mondo della ricerca», sottolinea la direttrice di Co.Di.Pr.A. Trento, Marica Sartori. «Solo attraverso il dialogo e la condivisione di competenze, esperienze e visioni è possibile costruire una cultura della gestione del rischio sempre più evoluta e rispondente alle esigenze delle nostre imprese agricole e delle loro filiere».

Per Sartori, l'obiettivo è mettere al centro «la capacità dell'impresa di adattarsi ad un contesto climatico, produttivo ed economico sempre più instabile e incerto salvaguardando la competitività». La direttrice richiama inoltre una stima della Banca mondiale, realizzata su incarico della Commissione europea, secondo cui i danni attesi annualmente alle produzioni agricole italiane legati agli eventi climatici supererebbero i 3,5 miliardi di euro. Un impatto che, secondo Co.Di.Pr.A., non riguarda più soltanto la perdita delle produzioni, ma anche il rischio di desertificazione di alcune aree e di una significativa riduzione delle rese.

La situazione della Vallagarina ha evidenziato concretamente la portata della sfida. «Le recenti grandinate hanno danneggiato molte aziende socie della nostra cantina, quasi l'80% della superficie è stata colpita, con forti ripercussioni anche per la nostra realtà che perderà una parte fondamentale dei conferimenti dei propri soci», spiega il vicepresidente della Cantina di Isera, Clemente Rizzi. «Nell'epicentro abbiamo visto vigneti completamente distrutti ed il lavoro di tanti nostri soci andato perso in pochi minuti».

In questo scenario, aggiunge Rizzi, «diventa fondamentale fare rete» e creare occasioni di dialogo tra produttori, tecnici e istituzioni. La gestione del rischio si conferma così una componente sempre più centrale della strategia aziendale, nella quale assicurazione, mutualità, prevenzione e innovazione devono procedere insieme.

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