Agrofarmaci, in Europa vendite in crescita dopo anni di cali

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In Italia il minor incremento tra i principali paesi agricoli dell'Unione: +1,3%. Acquisti spinti dalle condizioni meteo

Nel 2024 nei 21 Paesi dell'Unione europea monitorati sono state vendute 316mila tonnellate di agrofarmaci, segnando un aumento dell'8% rispetto al 2023. Lo certificano i dati Eurostat, sottolineando che si tratta di una inversione di tendenza che fa seguito a due anni consecutivi di calo delle vendite. I dati certificati al 2024 riflettono comunque una riduzione del 12% rispetto ai livelli del 2011. Per l'Italia l'aumento è stato minimo, passando da 39.571 tonnellate a 40.094 tonnellate (+1,32%). Notevole invece il calo rispetto al 2015, quiando nel nostro Paese furono vendute oltre 63mila tonnellate di agrofarmaci.

Secondo l'Ufficio statistico dell'Ue, Francia (22%), Spagna (19%), Germania (14%) e Italia (13%) hanno rappresentato le quote più elevate dei volumi di vendita di agrofarmaci nel continente. Non una sorpresa dal momento che si tratta dei principali Paesi produttori agricoli. Ma rispetto ai principali paesi agricoli l'Italia è quella che ha fatto registrare l'aumento più ridotto di vendite. In Francia si è passati dalle 64.683 tonnellate del 2023 alle 69.830 del 2024 (+7,95%). In Spagna da 52.906 a 59.856 (+13,1%), in Germania da 40.493 a 45.174 (+11,56%).

La categoria principale di agrofarmaci venduti nell'Ue nel 2024 era quella dei "fungicidi e battericidi" (40%), seguita da "erbicidi, distruttori di fusti e antimuschi" (35%) e "insetticidi e acaricidi" (17%).

Andamento delle vendite di agrofarmaci in Europa

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Vendite spinte dalle condizioni meteo

Secondo gli analisti di Eurostat questo aumento è stato in gran parte determinato dalle condizioni agro-meteorologiche, in particolare dal clima umido, che ha portato a un maggiore utilizzo di fungicidi e molluschicidi per combattere i patogeni legati all'umidità. L'aumento maggiore delle vendite nel 2024 si è registrato per i fungicidi e i molluschicidi. Hanno inciso anche i cambiamenti dello status normativo – tra cui i ritiri (talvolta dovuti a problemi sanitari), le nuove autorizzazioni e l'incertezza sul rinnovo delle approvazioni per alcune sostanze attive – hanno giocato un ruolo chiave.

Anche le dinamiche di mercato, come prezzi più competitivi rispetto al 2023, hanno avuto un impatto. Inoltre, i cambiamenti nelle pratiche agricole – come la rotazione delle colture, l'ampliamento delle aree coltivate per specifiche colture e l'evoluzione delle strategie di gestione dei parassiti – hanno contribuito a diversi andamenti del mercato dei prodotti fitosanitari in alcuni paesi dell'Ue.

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