Agrofarmaci, in Italia residui negli alimenti più bassi d’Europa

Nel 2021, secondo l'Osservatorio curato da Areté, il 99,3% dei campioni analizzati risultano pienamente regolari per quanto riguarda i residui di agrofarmaci

agrofarmaci
Da sinistra Enrica Gentile e Riccardo Vanelli
Le vendite di agofarmaci si sono ridotte del 12% negli ultimi 10 anni

L’Italia è il Paese europeo con il minor livello di residui di agrofarmaci negli alimenti: nel 2021 il 99,3% dei campioni analizzati risultano, infatti, pienamente regolari. Lo rivela l’Osservatorio Agrofarma, la prima release di un’indagine che ogni sei mesi raccoglierà informazioni sullo stato dell'arte dell'agricoltura italiana e sul ruolo strategico degli agrofarmaci per la tutela e lo sviluppo della produzione agricola italiana.

«Non solo i residui, ma anche le emissioni in agricoltura, sono in forte diminuzione a testimonianza del fatto, appunto – ha spiegato Riccardo Vanelli, presidente di Agrofarma-Federchimica, l’Associazione che raggruppa le imprese nazionali produttrici di agrofarmaci – dell'importante attenzione sul tema della sostenibilità che anche si riflette sui dati di vendita degli agrofarmaci in Italia negli ultimi 10 anni. Una tendenza che ha visto la riduzione di circa il 12% delle vendite dimostrando ancora una volta che c'è un'attenzione ancora maggiore anche all’utilizzo degli agrofarmaci in Italia».

«Possiamo dire che partendo da questa analisi - ha aggiunto Vanelli - ancora una volta confermiamo che l'agricoltura italiana è in profonda trasformazione. Una trasformazione che sta portando sempre di più a un incremento di professionalizzazione degli agricoltori da una parte, ma anche come attenzione maggiore alla sostenibilità dall’altra. E anche dal punto di vista normativo è emerso un elemento importante, questa transizione è già in atto e sappiamo come effettivamente sempre di più a livello europeo si stiano predisponendo delle proposte normative che siano funzionali alla riduzione dell’utilizzo degli agrofarmaci. Io credo che sia importante che anche il legislatore tenga in considerazione questo percorso dell'industria».

Uno strumento d'informazione partendo da dati certi

Agrofarma ha lavorato alla creazione di uno strumento in grado di svolgere una funzione informativa e al contempo divulgativa sul comparto agricolo in generale, con un focus sul settore agrofarmaci, evidenziandone, in particolar modo, la spinta all’innovazione e sostenibilità.  L’Associazione mette a disposizione informazioni che consentano di avere dati certi su temi attorno ai quali si diffondono spesso falsi miti e fake news, a supporto dei tre pilastri del posizionamento associativo: utilità, sicurezza e innovazione in relazione alla produzione agricola e agroalimentare.

Per la creazione dell’Osservatorio, Agrofarma si è avvalsa delle competenze e dell’esperienza di Areté, società indipendente di ricerca, analisi e consulenza economica interamente specializzata sui settori agricoltura e food. «Naturalmente il focus – ha sottolineato Enrica Gentile, Ad di Areté – sarà sull'Italia, ma l'Osservatorio guarderà comunque il territorio europeo di cui facciamo parte. Cercare anche di alimentare una comunicazione non necessariamente positiva, ma quantomeno veritiera su quello che si sta facendo».

Oggi in agricoltura si utilizzano agrofarmaci sempre più innovativi e a minore impatto e lo stesso settore che ne fa uso  è molto attento nell’utilizzo delle risorse e dei mezzi tecnici, con effetti positivi sia sull’ambiente che sulla sicurezza alimentare.  «Questo progetto – ha aggiunto Vanelli – – nasce anche per contrastare la diffusa credenza che associa l’utilizzo della chimica in agricoltura a pratiche negative per l’ambiente. Purtroppo, infatti, ci troviamo spesso di fronte a contenuti fuorvianti, che non solo riportano informazioni superficiali o inesatte, ma che danno un’immagine distorta della nostra agricoltura danneggiando l’impegno in sostenibilità degli operatori della filiera agroalimentare».

 Si riducono le emissioni e le vendite di agrofarmaci

Il report mostra come siano calati l’utilizzo di energia (-13%) e di emissioni, inclusi i gas ad effetto serra (-14%), con livelli di emissioni di ammoniaca sostanzialmente già in linea con gli obiettivi di riduzione per il 2030 concordati con l’Ue.

L’Osservatorio sottolinea l’uso sempre più consapevole degli agrofarmaci da parte degli agricoltori. Lo dimostrano le vendite di questi prodotti, ridotte del 12% negli ultimi 10 anni; fanno eccezione i prodotti di origine biologica che sono aumentati del 102% nello stesso periodo.

La diminuzione delle vendite non impatta sul numero di nuovi agrofarmaci autorizzati anche per l’impiego in agricoltura biologica, che rimane costante: segno di una sempre crescente attenzione all’innovazione e alla sostenibilità.

Italia secondo Paese Ue per varietà di colture

Secondo il report, l’Italia emerge con il secondo Paese in Ue in termini di varietà di colture presenti sul suo territorio con 122 tipologie diverse mappate nel 2021-22. In questo ambito ricoprono particolare rilevanza le colture minori, che aiutano a comprendere le specifiche esigenze di protezione di colture con superfici contenute ma tassi di crescita particolarmente interessanti.

Un problema al quale l’industria degli agrofarmaci in Italia risponde investendo ogni anno il 6% del proprio fatturato in R&d (rispetto a una media dell’industria del 1,5%) garantendo la presenza di prodotti sempre più innovativi e meno impattanti.

Il ruolo centrale dell’innovazione negli agrofarmaci

L’innovazione tecnologica, inclusa la disponibilità sul mercato di agrofarmaci innovativi, è un fattore determinante nella lotta alle avversità biotiche emergenti, la cui diffusione sul territorio italiano è collegata – tra gli altri – anche ai fenomeni di cambiamento climatico ed alla progressiva interconnessione tra i mercati, che favoriscono la diffusione di patogeni in aree diverse da quelle di origine (come nel caso del batterio Xylella fastidiosa), o un aumento della virulenza di patogeni già presenti sul territorio (come nel caso della peronospora della vite, della patata e del pomodoro).

 

Agrofarmaci, in Italia residui negli alimenti più bassi d’Europa - Ultima modifica: 2023-09-28T20:09:41+02:00 da Francesca Baccino

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