In autunno arrivano le cocciniglie

Attacco di cocciniglia del enere Ceroplastes su siepe di alloro (Laurus nobilis) con presenza di fumaggine
Siepi e spazi naturali sempre più presenti anche nelle nostre aziende agricole sulla spinta dei vincoli ambientali della politica agricola comunitaria. Gli interventi di difesa autunnali e invernali sulle piante ornamentali (alloro, lauroceraso, evonimo, bosso, pittosporo, oleandro, agrifoglio, cycas, corbezzolo, ecc.) sono essenziali soprattutto per contenere un gruppo di parassiti estremamente difficili da combattere: le cocciniglie.

Gli interventi di difesa autunnali e invernali sulle piante ornamentali (alloro, lauroceraso, evonimo, bosso, pittosporo, oleandro, agrifoglio, cycas, corbezzolo, ecc.) sono essenziali soprattutto per contenere un gruppo di parassiti estremamente difficili da combattere: le cocciniglie.

Danni provocati

Le cocciniglie provocano un danno diretto alle piante colpite poiché le femmine, con il loro apparato boccale, succhiano la linfa determinando un indebolimento generalizzato delle piante fino al disseccamento dei rami attaccati.

 

 

Inoltre esse provocano un grave danno indiretto poiché, a causa del loro fabbisogno proteico, sono costrette a ingerire grandi quantità di linfa e riemettere l’eccesso di sostanze zuccherine con produzione di abbondante melata. A causa della emissione di melata si determina, quindi, lo sviluppo di fumaggine causata da diversi funghi che, pur non istaurando un rapporto trofico con la pianta, determinano una riduzione dell’efficienza fotosintetica degli organi colpiti nonché un danno estetico di rilevante importanza.

Articolo pubblicato sulla rubrica L’occhio del Fitopatologo di Terra e Vita

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Sistemi di lotta

Purtroppo negli ultimi anni, con l’intensificarsi degli scambi commerciali tra i vari Paesi del mondo sono stati introdotti numerosi parassiti e, tra questi, molte cocciniglie. Quando un nuovo parassita viene introdotto in un ambiente nuovo, se trova le condizioni ottimali per il suo sviluppo, crea notevoli danni, non essendoci fattori di contenimento naturali che ne possono arrestare la crescita esponenziale.

La prima forma di lotta alle cocciniglie in ambito ornamentale è quello di monitorare costantemente la loro presenza con osservazioni sistematiche, al fine di non permettere livelli di infestazione elevati difficilmente sanabili. Pertanto, se in questo periodo si osservano gravi infestazioni, prima di procedere a qualsiasi intervento fitosanitario, bisogna effettuare un energico intervento di potatura delle siepi cercando di eliminare il più possibile i rami e le parti attaccate e poter permettere ai prodotti utilizzati di colpire in maniera efficace il parassita.

Il prodotto che si può utilizzare in questo periodo per la lotta alle cocciniglie è l’olio bianco al 2-3%. È opportuno ricordare che, seppur gran parte delle siepi e piante ornamentali non subiscono danni da fitotossicità con i formulati registrati per piante ornamentali, l’olio minerale può creare qualche problema qualora le temperature risultino troppo rigide (al di sotto dei 5 °C). L’olio minerale, che comunque mostra una efficacia limitata nei confronti delle forme svernanti di cocciniglia, è anche molto utile per rimuovere la fumaggine, a patto che si utilizzi un volume di acqua elevato e che il trattamento venga effettuato con lancia ad alta pressione. Attenzione alla miscelazione dell’olio minerale con alcuni fungicidi che potrebbero creare fitotossicità, opportunamente riportate nelle etichette dei formulati commerciali.

Utile per il lavaggio di melata e fumaggine risulta essere il sapone di Marsiglia noto per le sue capacità di sciogliere i residui organici rilasciati dagli insetti.

Non solo insetti

Oltre agli insetti, le siepi possono essere interessate dalla presenza di cancri rameali che possono determinare la morte di rametti o intere branche. Essi possono essere provocati sia da funghi appartenenti a diversi generi (Diplodia, Fusicoccum, Botryosphaeria, Nectria, Sphaeropsis ecc.) sia da batteri (es. Erwinia, Xanthomonas ecc.).

I primi sintomi della malattia consistono nella formazione di tacche depresse distribuite sugli organi legnosi. La pianta reagisce con la formazione di una barriera e la parte colpita va incontro a una forte necrosi che può portare a profonde fessurazioni che mettono in vista i tessuti legnosi interni. Si formano così dei “cancri aperti” dai margini sollevati e screpolati e con la zona centrale imbrunita e fessurata. Sui margini dei cancri di origine fungina possono formarsi i corpi fruttiferi. L’infezione di porzioni di piante sane o di altre piante avviene con il trasporto degli organi di propagazione tramite vento, pioggia o attrezzi di potatura infetti.

Articolo pubblicato sulla rubrica L’occhio del Fitopatologo di Terra e Vita

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In caso di attacchi già in atto occorre tagliare e bruciare le parti con presenza di cancri e disinfettare la lama con disinfettanti a base di sali quaternari d’ammonio o candeggina.

Dopo la potatura, sia in presenza di malattia che in via preventiva, occorre trattare la siepe con sali di rame, nelle sue diverse formulazioni. In commercio si trovano un numero considerevole di formulati commerciali caratterizzati da diversi sali di rame, puri o in miscela tra loro, con formulazioni e grado di micronizzazione diverse, e con dosaggi in etichetta differenti.

Si raccomanda di eseguire l’intervento avendo cura di bagnare bene il legno e le ferite causate dai tagli di potatura.

In autunno arrivano le cocciniglie - Ultima modifica: 2021-10-11T20:13:31+02:00 da K4

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