L’acaro Tyrophagus similis colpisce anche le ortive in serra

Esiti dell’attacco dell’acaro Tyrophagus similis su spinacio
Attacchi gravi dell'acaride delle serre su spinacio e cucurbitacee. Le indicazioni per riconoscere i sintomi e per contrastare l'infestazione

La famiglia degli acaridi comprende specie note in agricoltura soprattutto per la loro frequente presenza sui prodotti conservati in magazzino, mentre meno conosciuta è la loro capacità di erodere i tessuti delle piante coltivate. La specie che si riscontra più frequentemente sulle colture ortive è l’acaride delle serre Tyrophagus similis.

Articolo pubblicato sulla rubrica L’occhio del Fitopatologo di Terra e Vita

 

 

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Questo vive e si sviluppa sui residui vegetali presenti sul suolo per poi passare sulle piante ospiti quando queste sono in fase di germinazione. Generalmente, appena i germogli si aprono , abbandona le piante e torna nel terreno; tuttavia con umidità maggiore del 90% può sostare anche su piante che presentano uno stato di sviluppo più avanzato.

Adulto di Tyrophagus similis

I danni su spinacio e cucurbitacee

L’acaride delle serre è stato segnalato in Italia fin dagli anni ’80 su zucchino e melone coltivati in serra e più recentemente su spinacio coltivato per la IV gamma in pieno campo. Nei semenzai delle cucurbitacee, i cotiledoni delle piante colpite presentano sulla pagina superiore ulcerazioni i cui bordi assumono una colorazione giallo-rossastra, mente sulle piante più sviluppate gli attacchi si manifestano con perforazioni internervali del lembo fogliare, soprattutto in prossimità del punto di inserzione del picciolo. Se l’attacco si verifica su spinacio le piante si presentano di taglia ridotta, con le foglie della parte centrale fortemente deformate e disseminate di ulcerazioni simili a quelle che compaiono sulle cucurbitacee. Sulle foglie più sviluppate gli esiti dell’infestazione si manifestano con ampie perforazioni del lembo.

Strategie di lotta

Considerando che il parassita attacca soprattutto in fase di germinazione, la lotta deve essere esclusivamente fondata sull’utilizzazione di un substrato di coltura esente del parassita. È consigliabile quindi sottoporre preventivamente il terreno di coltura a un trattamento di disinfestazione mediante l’uso del vapore. L’intervento con prodotti acaricidi può essere utile solo per ridurre il danno sulle piantine lievemente attaccate, ma non su quelle più gravi.

Per quanto riguarda il controllo delle infestazioni sullo spinacio coltivato in pieno campo, è da escludere la possibilità di ricorrere all’uso di acaricidi per mancanza di prodotti autorizzati. Esperienze condotte in Campania hanno evidenziato una buona efficacia del preparato a base di Beauveria bassiana, attivo per contatto contro gli stadi giovanili di vari insetti e acari parassiti delle piante. Il prodotto, quando è stato applicato con la fertirrigazione all’atto della semina alla dose di 6 l/ha, ha garantito una buona protezione della coltura senza lasciare residui.

Dal suolo ai germogli

Come tutte le specie congeneri gli adulti di Tyrophagus similis sono di colore bianco perlaceo opalescente e con le setole della parte posteriore del corpo molto lunghe. Le femmine depongono nell’arco di 20 giorni un numero variabile di uova da 40 a 60. Da queste fuoriescono larve esapode le quali, attraverso tre mute, si trasformano prima in protoninfe ottopode, poi in tritoninfe e quindi in adulti. Dalla deposizione delle uova alla comparsa degli adulti trascorrono da 17 a 24 giorni in funzione della temperatura. Fattori chiave per lo sviluppo di questa specie sono la temperatura, essendo particolarmente attivo durante la stagione invernale, e l’umidità relativa prossima alla saturazione.

L’acaro Tyrophagus similis colpisce anche le ortive in serra - Ultima modifica: 2020-02-19T09:15:21+01:00 da K4

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