Peronospora della vite sempre più precoce

All’interno di una strategia di difesa contro la peronospora della vite, la scelta dei prodotti da utilizzare deve tenere conto prima di tutto del rischio infettivo, sempre più anticipato, della fase fenologica della coltura e della velocità di accrescimento della vegetazione

L’esperienza degli ultimi anni, nei quali la peronospora (Plasmopara viticola)è comparsa, anche con una certa precocità in seguito ad andamenti stagionali caratterizzati da temperature insolitamente elevate per i mesi di marzo e aprile, suggerisce di non sottovalutare il rischio infettivo in questa prima parte della stagione.

Da germogli a prefioritura...

Fine di aprile-prima settimana di maggio è il periodo in cui si verificano le prime infezioni. Le caratteristiche “macchie d’olio” sulle foglie sono i sintomi di infezione primaria di peronospora. Il rischio peronosporico aumenta progressivamente dal momento in cui i germogli raggiungono la lunghezza di 5-6 cm e le prime 2-3 foglie risultano completamente distese. Da germogli di 5-10 cm a prefioritura si possono utilizzare prodotti di copertura, quali i ditiocarbammati (mancozeb, metiram), dithianon o composti rameici, eventualmente miscelati con fosetyl-al o fosfito di potassio o di sodio per consentire una migliore protezione della nuova vegetazione in una fase di rapida crescita vegetativa. Eventuali trattamenti curativi (al massimo entro le 36 ore dalla pioggia infettante) possono essere eseguiti con principi attivi translaminari come dimetomorph o cymoxanil.

...fino all’allegagione

Dalla prefioritura all’allegagione il rischio aumenta, perché i grappolini, specialmente quando ancora allo stato erbaceo, sono particolarmente suscettibili e possono essere gravemente danneggiati dalle infezioni con pesanti conseguenze sulla produzione. È necessario mantenere una buona copertura fungicida, utilizzando miscele di prodotti translaminari (ciazofamide, famoxadone, valiphenal, iprovalicarb, dimetomorf, mandipropamide, ametoctradine, flupicolide) o sistemici (metalaxyl-m, benalaxyl-m) con principi attivi di copertura (folpet, zoxamide). In questo periodo si può impiegare efficacemente anche zorvec+zoxamide, la nuova molecola recentemente autorizzata sul mercato. Le miscele con fosetyl-al e i fosfiti di K o Na, anche in questa fase sono in grado di migliorare le performance dei fungicidi partners sulla vegetazione in accrescimento.

In viticoltura biologica

In biologico, dove i fungicidi a disposizione includono i Sali di rame e lo zolfo, trattare il più vicino possibile all’evento infettante è fondamentale. Un ulteriore supporto viene fornito dagli induttori di resistenza come Cerevisane e Laminarine avendo l’avvertenza di utilizzarle precocemente, in miscela con Sali di rame anche a dosi ridotte (per permettere di rispettare il limite imposto di 4 kg/ha/anno di ione rame distribuito), e in blocchi di 2-3 applicazioni. In alternativa è possibile impiegare estratti di olii di arancio dolce sempre in miscela con Sali di rame a dosi ridotte, oppure bicarbonato di K o Na.

La scelta dei prodotti

All’interno di una strategia di difesa, la scelta dei prodotti utilizzati varia tenendo conto di diversi fattori:

Articolo pubblicato sulla rubrica L’occhio del Fitopatologo di Terra e Vita

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Peronospora della vite sempre più precoce - Ultima modifica: 2020-05-18T17:37:59+02:00 da K4

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