Pomodoro in pieno campo sotto attacco delle batteriosi

Grave attacco di macchiettatura batterica causata da P. syringae pv. tomato. Le necrosi di pochi millimetri sono spesso contornate da un alone idropico. Col tempo tendono a confluire disseccando tutta la lamina fogliare
Corynebacterium michiganensis (cancro batterico), Xanthomonas vesicatoria (maculatura batterica), Pseudomonas syringae pv. tomato (macchiettatura batterica): le strategie di prevenzione

Le condizioni climatiche di questa stagione, caratterizzate da temperature elevate e da eventi piovosi, spesso a carattere temporalesco, e intervallati da bel tempo, hanno determinato, nel Nord Italia, le condizioni ottimali per lo sviluppo di malattie batteriche sui pomodori da industria in pieno campo.

Negli areali pomodoricoli del settentrione le batteriosi sono particolarmente pericolose per la coltura e pertanto giustamente temute in quanto portano a riduzione sia quantitativa che qualitativa della produzione. Se si esclude la necrosi batterica causata da Ralstonia solanacearum, malattia da quarantena di una certa gravità, le avversità batteriche più comuni sono rappresentate dal cancro batterico, la maculatura batterica e la macchiettatura batterica causate rispettivamente da Corynebacterium michiganensis, Xanthomonas vesicatoria e Pseudomonas syringae pv. tomato.

 

 

Articolo pubblicato sulla rubrica L’occhio del Fitopatologo di Terra e Vita

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Macchiettatura batterica

Anche la macchiettatura batterica è in grado di colpire tutti gli organi della pianta. Il batterio sopravvive nel terreno sui residui colturali, su altre colture e su piante spontanee, come anche sulla superficie del seme. La macchiettatura si presenta spesso in concomitanza di prolungate bagnature ma basse temperature in quanto il patogeno ha un basso optimum termico (13-20 °C). Sulle foglie compaiono delle piccole maculature idropiche che in seguito necrotizzano mentre sui frutti i sintomi interessano solo gli strati superficiali dei tessuti vegetali. Ciò, per il pomodoro da industria, assume un aspetto poco rilevante se non per un lieve deprezzamento del prodotto.

Maculatura batterica

La maculatura batterica è, fra le tre avversità batteriche, quella in grado di provocare maggiori danni. Il patogeno è in grado di svernare sui residui colturali. La malattia è influenzata da temperatura elevata (25-27 °C) e da ferite che possono essere favorite sia dal clima (vento e grandine) che dall’uomo (con le normali pratiche colturali). A differenza della macchiettatura batterica, le sue manifestazioni sintomatiche compaiono tardivamente nel corso della stagione.

Cancro batterico

Il cancro batterico è una avversità meno frequente nei nostri areali e si presenta solamente in seguito ad annate particolarmente favorevoli. Il patogeno, non sporigeno, è in grado di conservarsi sui residui colturali. Tuttavia è anche in grado di colonizzare il seme sia superficialmente che vascolarmente. L’introduzione pertanto di nuove varietà particolarmente suscettibili è pertanto una delle cause principali della sua insorgenza in campo. Qui il batterio si sviluppa a livello dei vasi xilematici impedendo pertanto il fluire della linfa grezza all’interno della pianta che, progressivamente va incontro ad avvizzimento e disseccamento della porzione interessata alla infezione. Sintomo caratteristico della malattia è caratterizzato dalla cavitazione del fusto e dall’imbrunimento dei tessuti a “ferro di cavallo”, facilmente osservabile sezionando il fusto longitudinalmente. Il batterio si sviluppa con temperatura elevata (superiore ai 25 °C) e in seguito a ferite dovute alle operazioni colturali o in seguito ad attacchi di insetti. La comparsa della malattia in aree normalmente indenni è spesso dovuta al materiale vegetale contaminato che rimane attaccato alle macchine dopo che hanno operato in appezzamenti colpiti.

Articolo pubblicato sulla rubrica L’occhio del Fitopatologo di Terra e Vita

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Prima le buone pratiche agronomiche

Prima di ricorrere alla difesa chimica, è buona norma tenere in considerazione tutte quelle pratiche agronomiche in grado di sfavorirle. Si raccomanda pertanto di fare uso di seme certificato esente da Xanthomonas e Clavibacter, di eliminare le infestanti e i residui colturali possibilmente senza interrarli, ricorrere ad ampie rotazioni colturali a concimazioni equilibrate, e all’impiego di cultivars tolleranti. Nel caso delle prime due batteriosi, la difesa può basarsi su interventi chimici, caratterizzati da trattamenti a base di sali di rame e/o Acibenzolar-s-metile da eseguirsi durante le prime fasi vegetative della coltura, consigliati generalmente nelle aree fortemente a rischio. Per evitare il diffondersi delle epidemie, è inoltre raccomandabile eseguire la raccolta e le eventuali lavorazioni dapprima negli appezzamenti sani e solo successivamente in quelli colpiti.

Pomodoro in pieno campo sotto attacco delle batteriosi - Ultima modifica: 2021-07-29T23:40:32+02:00 da K4

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