Segnalare tempestivamente gli ammassi svernanti di cimice

cimice asiatica su uva
La segnalazione ai Servizi fitosanitari della presenza della cimice asiatica Halyomorpha halys nei rifugi invernali (che spesso sono le abitazioni) può aiutare ad allestire efficaci strategie di difesa nella primavera successiva. L'utilità della app BuGMap

Dopo la sua prima segnalazione in Emilia Romagna nel 2012, in solo otto anni, la cimice asiatica (Halyomorpha halys) si è diffusa praticamente in tutta la Penisola italiana e in Sicilia, sebbene nelle regioni meridionali la sua presenza sembra ancora sporadica e le popolazioni non molto consistenti.

 

 

Articolo pubblicato sulla rubrica L’occhio del Fitopatologo di Terra e Vita

Abbonati e accedi all’edicola digitale

I ricoveri invernali

Per la sua dannosità, H. halys è oggetto di norme di lotta obbligatoria ed è importante

Adulto di cimice asiatica

individuare precocemente la sua presenza in un territorio e valutare la consistenza della popolazione svernante per stimare il possibile impatto sulle colture alla ripresa del ciclo dell’insetto nell’anno successivo.

Con i primi freddi invernali gli adulti tendono a concentrarsi in luoghi riparati (“quartieri di svernamento”) producendo ormoni di aggregazione che richiamano altri individui della stessa specie. Spesso le cimici, richiamate dal calore, scelgono come riparo le abitazioni (es. cassonetti di finestre, tende arrotolate, soffitte, ecc.) dove possono ammassarsi anche centinaia di individui creando allarme alle persone che si vedono “invadere” ambienti domestici. In effetti, in diverse aree italiane, l’insetto è stato segnalato prima in aree urbani e solo successivamente in campagna, dove pure era già presente ma non produceva ancora danni rilevanti.

Un’app per mappare la posizione

In questo inverno, quindi, se si individuano insoliti ammassi di “cimici” svernanti, sarà bene raccogliere qualche individuo per poterne identificare la specie (cosa che potranno agevolmente fare i Servizi fitosanitari regionali) e poi distruggere il focolaio con i metodi che saranno consigliati.

Si segnala la disponibilità di un’app per smartphone l’app “BugMap” , della fondazione trentina Edmund Mach, che consente di spedire ad esperti le foto dell’insetto georeferenziate. In tal modo, oltre ad avere una diagnosi fatta da entomologi, si contribuirà alla costruzione di una mappa interattiva della presenza della cimice asiatica in Italia, molto utile per definire piani di lotta a questo insetto invasivo.

I danni sulle colture arboree

In Italia i danni maggiori sono stati rilevati su colture arboree come le drupacee e le pomacee, i cui frutti infestati presentano vistose deformazioni che li rendono incommerciabili.

Ma questa cimice è ampiamente polifaga e si alimenta su molte specie spontanee e coltivate, sia arboree sia erbacee (ad esempio nocciolo, mais, fragola, piccoli frutti, diverse ortive). È accertata anche la capacità di H. halys di danneggiare anche le drupe dell’olivo.

La particolare polifagia della cimice asiatica contribuisce alla sua diffusione.

Un individuo di questo insetto, infatti, per completare lo sviluppo e riprodursi deve necessariamente nutrirsi spostandosi su diverse specie vegetali (rosacee, leguminose, solanacee, cucurbitacee, brassicacee, ecc.).

I danni causati dalla cimice asiatica consistono essenzialmente in lesioni e necrosi delle parti su cui l’insetto si alimenta infilando il rostro e iniettando la sua saliva che ha effetti fitotossici.

I problemi maggiori sono sui frutti che, se infestati in fase di ingrossamento, si deformano.

Sotto la buccia, in corrispondenza delle punture, il tessuto della polpa presenta il tipico “cono salivare”, una suberificazione dei tessuti che sono venuti a contatto della saliva e che, macroscopicamente, appare come un grumo della polpa.

Segnalare tempestivamente gli ammassi svernanti di cimice - Ultima modifica: 2020-12-21T14:59:13+01:00 da K4

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento
Per favore inserisci il tuo nome