Verso la lotta biologica anche per la Drosophila suzukii

Drosophila suzukii
Dalle prime esperienze con Trichopria drosophilae, un imenottero parassitoide autoctono, alla possibilità di importare e di autorizzare i lanci di Ganaspis brasiliensis, un microimenottero che parassitizza le larve del moscerino asiatico e che nei luoghi di origine ha dimostrato una elevata specificità ed efficacia

Una delle tante specie esotiche che hanno colonizzato il nostro territorio è Drosophila suzukii, un piccolo moscerino drosophilidae di origine asiatica che in poco tempo è diventato il principale fattore limitante per le coltivazioni di ciliegio e dei piccoli frutti.

La pericolosità di questa specie invasiva deriva dall’elevato numero di uova deposte, dalla velocità del suo ciclo biologico, dal buon adattamento al nostro clima, dall’elevata mobilità dei moscerini e dalla possibile diffusione attraverso i frutti raccolti.

 

 

Molte generazioni all’anno

Le femmine della Drosophila suzukii sono dotate di un particolare ovopositore dentato che gli permette di deporre le uova nei frutti in maturazione e non soltanto in quelli sovramaturi. Una femmina di Drosophila può deporre complessivamente circa 400 uova visibili con qualche difficoltà anche ad occhio. Gli attacchi diventano evidenti, in genere, dopo il primo stacco e i frutti colpiti da D. suzukii presentano un’ampia area depressa e vanno incontro a un rapido disfacimento con odore di fermentato a causa dell’attività di nutrizione delle larve al loro interno. Con condizioni climatiche favorevoli si possono avere oltre 10 generazioni all’anno. Lo svernamento avviene come adulto in luoghi protetti.

Articolo pubblicato sulla rubrica L’occhio del Fitopatologo di Terra e Vita

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I metodi di controllo

La lotta contro il moscerino è particolarmente difficile in quanto Drosophila depone le uova all’interno dei frutti in corso di maturazione, proprio quando cambiano colore e spesso è necessario intervenire in prossimità e durante le operazioni di raccolta. Per questi motivi nella lotta vengono utilizzate sostanze attive con tempi di carenza brevi cui va abbinata una corretta gestione della raccolta cercando di ridurre i tempi di attuazione ed eliminando i frutti danneggiati dal campo.

Prospettive di difesa

La lotta biologica sta diventando l’estrema risorsa della nostra agricoltura per difendersi dagli attacchi di una specie aliena quando la difesa chimica tradizionale fa fatica a proteggere la produzione. Per D. suzukii le prime esperienze di lotta biologica sono state effettuate con una specie autoctona, Trichopria drosophilae, un imenottero parassitoide autoctono che ha già dimostrato di potere utilizzare come ospite anche il moscerino esotico. Purtroppo questa specie non riesce a contenere efficacemente le popolazioni del moscerino esotico e viene utilizzata soprattutto come complemento della difesa chimica, con lanci ripetuti da effettuare nell’ambiente allo scopo di ridurre la pressione del parassita.

Per ricercare un vero equilibrio biologico, analogamente a quanto fatto con la cimice asiatica, si è guardato alle zone dell’Estremo Oriente da cui proviene D. suzukii (Cina, Corea del sud e Giappone). In quelle zone è stato individuando Ganaspis brasiliensis, un microimenottero che parassitizza le larve del moscerino asiatico e che nei luoghi di origine ha dimostrato una elevata specificità e una elevata efficacia.

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Lo studio presentato al MInistero dell'Ambiente

Va ricordato che la legge vieta l’importazione di qualunque specie esotica, anche se utile, per cui, per potere pensare di impiegare G. brasiliensis nei nostri ambienti, è necessario seguire lo stesso iter già seguito per importare la vespa samurai (Trissolcus japonicus) per la lotta alla cimice asiatica. Buona parte del lavoro preparatorio è già stato svolto dalla Fondazione Edmund Mach che ha allevato nei suoi laboratori una popolazione del parassitoide raccogliendo le informazioni necessarie sulla biologia e valutando il suo impatto sui nostri ecosistemi in caso di liberazione sul territorio.

Le informazioni raccolte sono confluite in uno studio del rischio che sarà la base scientifica con cui si potrà richiedere al Ministero dell’Ambiente l’autorizzazione al rilascio di G. brasiliensis. La speranza è quella di riuscire a terminare l’iter della richiesta per l’anno in corso con l’ambizioso obiettivo di avviare anche per D. suzukii un programma di lotta biologica su scala territoriale analogo a quello messo in atto per combattere la cimice asiatica con la vespa samurai.

Verso la lotta biologica anche per la Drosophila suzukii - Ultima modifica: 2021-06-29T00:41:06+02:00 da K4

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