Vespa Samurai, si va avanti con i lanci o no?

Vespa samurai (Trissolcus japonicus) mentre parassitizza un'ovatura di cimice asiatica
Conclusa la fase dei primi lanci di vespa Samurai e dei rilievi dei risultati. La palla ora passa al Ministero dell'Ambiente che deve decidere se continuare nell'esperienza di lotta biologica alla cimice asiatica oppure dare retta alle perplessità di chi teme gli effetti collaterali della nuova specie aliena. Ma c'è un'evidenza, una pistola fumante di cui tenere conto

Si è conclusa a fine dicembre la fase di raccolta dei risultati ottenuti nel primo anno di lotta biologica alla cimice asiatica basata sui lanci della cosiddetta vespa samurai (Trissolcus japonicus).

Articolo pubblicato sulla rubrica L’occhio del Fitopatologo di Terra e Vita

 

 

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Questione rilievi

L’autorizzazione arrivata dal ministero dell’Ambiente prevedeva, infatti, anche l’esecuzione di numerosi rilievi successivi ai lanci con l’obiettivo di verificare l’insediamento del T. japonicus e i suoi effetti sull’ambiente e su altre specie non target.

Anche se finora non sono mai stati evidenziati impatti negativi sulla biodiversità degli ecosistemi colonizzati (ad esempio negli Stati Uniti) si tratta comunque di un agente di controllo biologico non specifico per cui, prima di continuare le attività del progetto, il Ministero ha chiesto di effettuare degli studi per dimostrare scientificamente che non crea danni all’ambiente.

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Vespa Samurai, le prime indiscrezioni

I dati ottenuti nelle diverse regioni sono stati poi assemblati dal Crea-Dc in un unico report che a fine anno è stato inviato al Mattm. Sarà sulla base di queste informazioni che verrà concessa o meno l’autorizzazione a eseguire un secondo anno di lanci.

Le prime indiscrezioni sui risultati ottenuti dicono che la vespa samurai è stata ritrovata,

Biosolutions
Cimice asiatica

pur con livelli di presenza molto diversi, un po’ in tutti gli ambienti in cui è stata introdotta e che è stata rilevata sulle ovature di Halyomorpha halys anche un’elevata presenza del complesso di parassitoidi oofagi con forti presenze dell’esotico Trissolcus mitsukurii e dell’autoctono Anastatus bifasciatus.

Si tratta di un primo passo verso un futuro in cui la vespa samurai, insieme ad altri parassitoidi oofagi, potrà regolare le popolazioni di cimice asiatica ristabilendo così un equilibrio naturale e riducendo i rischi di danno alle colture.

Le perplessità di chi vuole fermare l'introduzione

A questo punto la palla passa necessariamente nelle mani del Ministero dell’Ambiente che dovrà valutare i risultati ottenuti ed esprimersi quanto prima sulle possibilità di concedere il rinnovo dell’autorizzazione. Dal punto di vista del mondo agricolo non ci sarebbero dubbi sulla volontà di continuare con il progetto vista la dannosità dimostrata negli scorsi anni da questa specie esotica.

Tuttavia, non va taciuto che ci sono alcune voci nell’ambiente scientifico che sono fortemente contrarie all’introduzione nell’ambiente di una specie esotica anche se utile.

Le ragioni per chi conviene andare avanti

Ovviamente si tratta di perplessità che hanno una valida base scientifica ma che non tengono conto del fatto che la vespa samurai (come del resto la cugina T. mistsukurii) è già arrivata in autonomia nei nostri territori. Il progetto di lotta biologica, infatti, non è da considerare una vera introduzione di una specie utile aliena ma piuttosto un intervento per accelerare la diffusione di una specie che nei nostri ambienti c’è già.


Vespa Samurai, la metodologia dei rilievi

Per la valutazione dei risultati del primo anno di lotta biologica, seguendo un protocollo comune stabilito e livello nazionale, sono state raccolte tutte le ovature presenti sia che fossero di cimice asiatica sia che appartenessero a un’altra specie, su almeno il 10% dei 712 siti di lancio distribuiti sul territorio delle Regioni e delle Province autonome che hanno partecipato al progetto.

Il lavoro di campo è stato svolto soprattutto dai Servizi Fitosanitari cui si sono affiancate le principali Università locali per gli aspetti di laboratorio.

A questo lavoro vanno aggiunte anche delle analisi di dettaglio che sono state svolte in una/due aree per regione scelte per essere rappresentative del territorio, in cui si è cercato di verificare oltre all’insediamento nell’ambiente della vespa samurai, la sua capacità di spostamento.

Nei laboratori sono state controllate migliaia di uova di cimice asiatica tenendo conto di quante sono andate a buon fine e di quante invece sono state parassitizzate. Queste ultime sono state ulteriormente analizzate per verificare quale specie di parassitoide oofago fosse presente.

Lo stesso lavoro è stato fatto anche per le ovature di specie diverse dalla cimice asiatica ritrovate nei siti di lancio ma, in questo caso, su numeri decisamente inferiori.

Vespa Samurai, si va avanti con i lanci o no? - Ultima modifica: 2021-01-25T23:47:22+01:00 da K4

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