GIORNATA DELL’ALIMENTAZIONE FAO

Nuova governance contro gli sprechi

Nella spazzatura un terzo della produzione agricola mondiale mentre 800 milioni di persone sono malnutrite

Un terzo della produzione
agricola
mondiale finisce
nella spazzatura mentre
800 milioni di individui sono
denutriti. È il paradosso
della civiltà globale a cui
oggi la comunità mondiale
intende dare un taglio. Il
tema infatti è stato al centro
della giornata mondiale
dell’alimentazione organizzata
il 16 ottobre scorso dalla
Fao. E un invito forte a
modificare gli stili di vita
anche alimentari è arrivato
da papa Francesco che nel
messaggio inviato alla Fao
ha denunciato lo scandalo
della fame e malnutrizione.
«Non si tratta solo – ha
affermato il Papa – di rispondere
a emergenze immediate,
ma di affrontare
insieme, a tutti i livelli, un
problema che interpella la
nostra coscienza personale
e sociale, per giungere a
una soluzione giusta e duratura.
Nessuno sia costretto
a lasciare la propria terra e
il proprio ambiente culturale
per la mancanza dei mezzi
essenziali di sussistenza!
». Una giornata dunque
caratterizzata da un impegno
forte a contrastare quella
che è ormai una piaga
inaccettabile per il mondo
civile.

Per il direttore generale
della Fao Josè Graziano da
Silva, non è sostenibile che
si continui a sprecare cibo.
Soprattutto in una prospettiva
di lungo termine. Nel
2050, infatti, si dovranno
sfamare 9 miliardi di persone.
«Occorrono maggiori
sforzi ha aggiunto De Silva
– per un’alimentazione sostenibile
».

Un fronte su cui è impegnato
il ministero delle Politiche
agricole anche per
affrontare i problemi interni
acuiti dalla crisi. «Abbiamo
4 milioni di persone
che soffrono di povertà alimentare
nel nostro paese, –
ha detto il ministro De Girolamo
– per questo credo
sia importante aver finanziato
nella legge di Stabilità
il Fondo indigenti che ci
consentirà di proseguire
l’assistenza con pacchi e pasti.
Per ora abbiamo sbloccato
5 milioni per il 2014,
che sono un primo passo,
ma che ci consentiranno di
avviare un meccanismo
che non aveva risorse».

Il ministro ha anche annunciato
una proposta «di
sgravi fiscali che possano
ulteriormente incentivare il
recupero del cibo nella filiera
alimentare. Dobbiamo
creare un circolo virtuoso
tra aziende, enti caritativi e
Istituzioni che garantisca ai
poveri l’assistenza di cui
hanno bisogno».

Per De Girolamo dunque
la lotta agli sprechi deve
diventare una priorità politica
a livello nazionale e comunitario
». Tra le azioni indicate
per combattere il fenomeno
l’aumento della
produttività agricola, l’accessibilità
ai prodotti e il
contrasto degli sprechi.
«La vera sfida resta quella
di trovare modelli di sviluppo
idonei, anche in considerazione
dell’aumento del
fabbisogno di cibo che dovremo
affrontare in futuro.
Come Italia concordiamo
con gli impegni presi a livello
internazionale per
contenere la volatilità dei
prezzi, aumentare la produttività
agricola, sostenere
colture alternative e con un
minore impatto ambientale
(come quelle proteiche), garantire
le condizioni dei territori
e delle risorse disponibili,
anche e soprattutto di
quelle idriche. Dobbiamo
intervenire anche per proteggere
i terreni agricoli
dall’avanzata della cementificazione,
contenendo quel
fenomeno di impermeabilizzazione
che aggrava ulteriormente
la situazione dell’autosufficienza
alimentare
di molti paesi».

Sulla volatilità dei prezzi
si è soffermato anche il presidente
della commissione
Agricoltura del Parlamento
europeo Paolo De Castro
che ha ricordato come lo
spartiacque possa essere indicato
nello shock che si è
registrato dal 2008 al 2012
quando dopo anni di stabilità
delle quotazioni la curva
si è rovesciata con un trend
di crescita delle commodity
agricole diventato strutturale.
Un cambio di scenario
che ha messo fine all’era
dell’abbondanza per passare
a quella della scarsità.
De Castro ha anche ricordato
l’impegno concreto dell’Europarlamento
su questo
fronte e ha rilanciato la
proposta della doppia data
sulle confezioni: quella che
porta il cibo a perdere qualche
qualità, ma senza controindicazioni
sul fronte
della sicurezza, e invece la
scadenza che può portare a
danni per la salute. Per De
Castro bisogna puntare a
una nuova governance delle
filiere dirottando le eccedenze
in primis verso le fasce
deboli, utilizzando per
l’alimentazione degli animali
i prodotti non adatti
all’alimentazione umane e
trasformando il resto in
energia. Ma l’imperativo
categorico, secondo il presidente
della commissione
Agricoltura di Strasburgo –
è che il cibo non finisca in
discarica. Recupero è la parola
d’ordine anche per il
sottosegretario alle Politiche
agricole Maurizio Martina,
delegato all’Expo
2015. «Si potrebbe recuperare
uno 0,5 Pil, pari a 8-9
miliardi con la valorizzazione
del cibo e la lotta agli
sprechi. Oltre il 20% della
perdita globale di cibo – ha
detto Martina – è nel postraccolto,
il 24% movimentazione,
il 35% tra distribuzione
e consumo. Nei paesi
sviluppati il 40% del cibo
viene buttato dalla grande
distribuzione e consumatori
». Un’occasione straordinaria
di dialogo con tutti i
paesi del mondo sarà – ha
ribadito il sottosegretario –
l’Expo 2015. L’auspicio è
che il semestre 1 maggio-
31 ottobre 2015 in cui
ospiteremo l’Expo a Milano
rappresenti uno snodo
decisivo nella Global Food
Policy».

Nuova governance contro gli sprechi - Ultima modifica: 2013-10-23T16:26:45+02:00 da Redazione Terra e Vita

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