Da Verona all’Italia: nasce la rete nazionale dell’innovazione agrifood

Dopo tre anni di attività e oltre 450 collaborazioni tra startup, imprese e investitori, il progetto nato nel Veronese diventa una piattaforma nazionale per accelerare l’innovazione agroalimentare e valorizzare il Made in Italy

Da Verona all’Italia. Il progetto nato tre anni fa come Verona Agrifood Innovation Hub (Vaih) cambia dimensione e diventa Italia Agrifood Innovation Hub (Itaih), con l’obiettivo di estendere a livello nazionale un modello che punta a favorire l’innovazione nella filiera agroalimentare, mettendo in relazione imprese, ricerca, startup e investitori.

L’annuncio arriva in una fase di crescita dell’agrifoodtech italiano che, secondo i promotori, ha registrato nel 2025 un incremento del 18%, raggiungendo 121,6 milioni di euro di investimenti, in controtendenza rispetto al rallentamento osservato in altri Paesi europei.

Promosso da Fondazione Cariverona ed Eatable Adventures, il progetto punta ora a superare la dimensione territoriale originaria per costruire una rete nazionale dedicata all’innovazione agroalimentare, integrando le competenze dell’agricoltura e dell’industria alimentare lungo l’intera filiera produttiva.

Dal Nord Est a una rete nazionale

Dopo aver consolidato la propria presenza nel Veneto e nel Nord Est, il nuovo hub guarda all’intero territorio nazionale, con particolare attenzione alle regioni del Mezzogiorno, dove intende replicare il modello sviluppato a Verona.

L’obiettivo è creare un sistema diffuso capace di favorire il trasferimento delle innovazioni dalla ricerca alle imprese, accompagnando la transizione verso modelli produttivi più digitali e competitivi.

Verona manterrà il ruolo di coordinamento per il Nord Est, mentre la nuova struttura lavorerà per costruire una rete di partner distribuita sul territorio. Tra le realtà già coinvolte figurano l’Università di Verona, l’Università di Padova, Veronafiere, Its Academy Agroalimentare Veneto, Confagricoltura Verona e Confindustria Verona.

Oltre 450 collaborazioni attivate in tre anni

Nel triennio di attività il progetto ha favorito oltre 450 collaborazioni tra startup, imprese e investitori e ha coinvolto più di 1.900 partecipanti attraverso corsi di formazione, seminari e incontri dedicati ai temi dell’innovazione agroalimentare.

Tra le iniziative sviluppate figurano il Foodtech Incubator, programma destinato a trasformare risultati della ricerca, spin-off universitari e progetti imprenditoriali in nuove imprese innovative, e la Wine Tech Challenge, che ha coinvolto aziende del settore vitivinicolo nella ricerca di soluzioni tecnologiche per affrontare le principali sfide della filiera.

Accanto a queste attività è stato avviato anche l’Agrifood TechTransfer Lab, un percorso dedicato al trasferimento tecnologico per accompagnare le innovazioni nate nei laboratori di ricerca verso applicazioni concrete sul mercato.

Innovazione e giovani talenti

Tra le priorità della nuova fase vi è anche il coinvolgimento delle giovani generazioni, attraverso collaborazioni con università e istituti di formazione per favorire la nascita di nuove competenze e opportunità professionali nei distretti agroalimentari italiani.

Grazie alla rete internazionale sviluppata da Eatable Adventures, il nuovo hub intende inoltre rafforzare i collegamenti tra il sistema italiano dell’innovazione agroalimentare e i principali mercati di Europa, America Latina e Medio Oriente, facilitando lo scambio di tecnologie, competenze e opportunità di crescita.

«Con Italia Agrifood Innovation Hub compiamo un passaggio importante: ciò che è nato a Verona come esperienza territoriale diventa oggi una piattaforma nazionale al servizio di un settore strategico per il Paese», ha dichiarato il direttore generale di Fondazione Cariverona, Filippo Manfredi.

Per Alberto Barbari, vicepresidente Europa di Eatable Adventures, la trasformazione in hub nazionale punta a rafforzare il ruolo dell’Italia nell’innovazione agroalimentare, creando un collegamento più stretto tra ricerca, imprese e investitori. L’obiettivo è costruire una filiera dell’innovazione capace di valorizzare le competenze tecnologiche, sostenere la competitività del Made in Italy e favorire l’accesso delle imprese italiane ai principali mercati internazionali.

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