Biodinamica premiata da due ricerche scientifiche

Il presidente di Assobiodinamica Carlo Triarico ci segnale due studi: uno americano, che ha messo in luce l’effetto positivo dei preparati biodinamici sulla lunghezza delle radici del grano, e l’altro, dell’istituto francese Inra, nel quale è stato riscontrato un netto miglioramento dello stato microbiologico del terreno

I detrattori del metodo agricolo biodinamico attaccano l’utilizzo dei preparati biodinamici definendoli stregonerie. Eppure esistono degli studi scientifici accreditati attraverso i quali sono stati testati gli effetti dei preparati biodinamici su diverse rotazioni colturali. I risultati sono stati poi confrontati con quelli ottenuti dalle medesime coltivazioni non trattate con i preparati e quindi coltivate con metodo convenzionale o biologico.

Carlo Triarico, presidente dell'Associazione nazionale per l'agricoltura Biodinamica

Carlo Triarico, presidente dell’Associazione per l’Agricoltura Biodinamica, cerca di fare chiarezza nel polverone che negli ultimi mesi ha visto al centro proprio la Biodinamica. «Gli articoli scientifici a supporto dell’agricoltura biodinamica esistono e sono, oggi, di massima importanza -. E continua: - Le accuse alla biodinamica cadono davanti ai numerosi studi, che documentano il valore agronomico e nutrizionale della biodinamica.

Ne segnalo due: il primo riporta i risultati di sperimentazioni condotte negli Stati di Washington e Wisconsin dai quali è emerso che i preparati biodinamici dimostrano di avere effetti diretti nello stimolare la crescita delle piante. Mentre la seconda pubblicazione, francese del 2021, classifica i sistemi di produzione in base al loro impatto positivo sulla conservazione e sul miglioramento delle proprietà ecologiche dei suoli e al primo posto mette l’agricoltura biodinamica».

Grano, radici più sviluppate con i preparati biodinamici

Il primo articolo citato da Triarico è “Biodynamic preparations, greater root growth and health, stress resistance, and soil organic matter increases are linked”- I preparati biodinamici, una maggiore crescita e salute delle radici, la resistenza allo stress e l'aumento della materia organica del suolo sono collegati - pubblicato sulla rivista scientifica Open Agriculture dagli autori Walter A. Goldstein, Herbert H. Koepf and Chris J. Koopmans che, come dice nel suo titolo, mette in evidenza le potenzialità dei preparati con il supporto di evidenze scientifiche.

Gli autori riportano i risultati di due esperimenti effettuati negli Stati Uniti e in particolare negli stati di Washington e Wisconsin. L’esperimento nello stato di Washington è durato 3 anni e ha riguardato la produzione di grano, piselli e orzo su un terreno precedentemente coltivato, per 7 anni, a cereali. L’esperimento in Wisconsin, invece, è durato 6 anni e ha riguardato la coltivazione di grano e mais su un terreno in cui precedentemente era stato coltivato, per un lungo periodo, mais con metodo convenzionale.

Le indagini hanno riguardato vari aspetti relativi sia alle produzioni sia al contesto in cui queste venivano realizzate. Ecco le più interessanti. Nell’esperimento di Washington, i preparati utilizzati hanno portato ad un aumento della crescita delle radici del frumento invernale. Sensibili incrementi sono risultati anche nella biomassa microbica e nella materia organica del suolo. Per l’esperimento Wisconsin l'attenzione era rivolta al grano invernale e al mais nei quali sono stati riscontrati non solo un maggiore sviluppo ma anche una migliore salute delle radici e, per quanto riguarda la qualità del suolo, un incremento della materia organica presente. In particolare l’apparato radicale delle coltivazioni trattate con i preparati biodinamici avevano delle differenze di lunghezza, rispetto a quelle coltivate in convenzionale o in biologico, che variava dal 10% al 37% a seconda dell'esperimento, del raccolto, dell'anno e dell’applicazione dei preparati. Il trattamento con i preparati biodinamici ha anche indotto una compensazione delle rese negli anni che presentavano condizioni di stress.

Stabilizzazione delle rese produttive

In Wisconsin le risposte in termini di migliori performance sono state praticamente identiche per il frumento e il mais, indicando che l'effetto è della stessa grandezza per entrambe le colture. I risultati sono stati rese medie più elevate con conseguenti ritorni finanziari maggiori rispetto al grano biologico.

Gli autori dichiarano che il maggiore sviluppo delle radici e la loro salute è stata stimolata dall’utilizzo dei preparati che porta anche ad una maggiore crescita vegetativa, a una maggiore capacità delle piante di far fronte a condizioni di stress oltre a un aumento della qualità e del carbonio nei suoli. Inoltre, l'uso intensivo dei preparati ha portato a una stabilizzazione della resa sia per frumento che per il mais.

Questi risultati confermano quanto affermato da ricerche precedenti attraverso le quali era stato scoperto che i preparati biodinamici potevano aumentare il carbonio nel suolo, la crescita delle radici e la stabilità della resa e che applicazioni multiple di preparati potevano indurre aumenti di resa statisticamente significativi. E gli autori concludono affermando che alla luce della crisi climatica in atto questi risultati dovrebbero essere ulteriormente testati. È importante accertare il valore sociale ed economico dei preparati biodinamici e se lo sviluppo delle radici associata al loro utilizzo è il fattore chiave che collega resistenza allo stress, sequestro del carbonio nel suolo e incrementi dell’attività biologica.

Biologico, biodinamico e convenzionale a confronto

Il secondo articolo citato da Triarico “Impact of farming systems on soil ecological quality: a meta-analysis” - Impatto dei sistemi agricoli sulla qualità ecologica del suolo: una meta-analisi - è uscito nell’agosto di quest’anno sulla rivista scientifica Environmental Chemistry Letters. Gli autori Amélie Christel, Pierre-Alain Maron e Lionel Ranjard sono ricercatori dell'Inrae, l’Istituto Nazionale per la Ricerca Agronomica francese e, attraverso una meta-analisi, hanno confrontato l'agricoltura convenzionale con la biodinamica, l'agricoltura biologica e l'agricoltura per la conservazione del suolo. Gli scienziati hanno quindi scelto i sistemi colturali che si presentano oggi come alternative all'agricoltura convenzionale e sui quali è stata trovata una letteratura scientifica sufficiente.

Gli studi analizzati andavano ad indagare i vari parametri comunemente studiati per valutare la qualità del suolo. La macrofauna (lombrichi, formiche, ragni…) che modifica il suolo dal punto di vista fisico attraverso la trasformazione e il riciclo della materia organica e che con la sua attività aiuta a mantenere la porosità e la stabilità strutturale del suolo. La macrofauna agisce insieme alla mesofauna (es. artropodi) e alla microfauna andando a regolare le proprietà chimiche e biologiche dei suoli. Infine, i microrganismi (batteri e funghi) che svolgono un ruolo cruciale nella regolazione della vita del suolo, partecipando al riciclaggio degli elementi e influenzando la biodisponibilità dei nutrienti per le piante, regolando la salute del suolo. Sono queste funzioni biologiche che determinano le proprietà agronomiche dei suoli.

Parametri microbiologici nettamente migliori

Vitalità delle zolle in agricoltura biodinamica

I risultati pongono l’agricoltura biodinamica al punto più alto rispetto alla conservazione e al miglioramento dei suoli. Gli indicatori del suolo biologico sono migliorati di circa il 70% nell'agricoltura biologica e biodinamica rispetto all'agricoltura convenzionale. Però i batteri e i funghi sviluppano, in biodinamica, interazioni dall'80% al 150% in più rispetto agli altri metodi di coltivazione. Complessivamente, il 43% degli indicatori biologici del suolo risulta migliorato nell'agricoltura biodinamica rispetto all'agricoltura biologica. Emerge un trend generico per i parametri microbiologici: l'abbondanza di microrganismi aumenta in media del 71% in biodinamica rispetto all'agricoltura biologica. L'agricoltura biodinamica risulta quindi essere il metodo di coltivazione con il miglior impatto sulle qualità ecologiche del suolo. Il 70% degli indicatori biologici misurati in biodinamica è superiore all'agricoltura convenzionale e il 52% degli indicatori microbiologici è superiore all'agricoltura biologica.

Gli autori concludono affermando che la sintesi del lavoro sulla scala del sistema colturale mostra che l'agricoltura biodinamica sarebbe più virtuosa di quella biologica riguardo alle proprietà ecologiche del suolo. Ma aggiungono anche che è necessario rafforzare la ricerca sul metodo biodinamico.

Link agli articoli

Articolo americano

Articolo francese dell'Inra

Biodinamica premiata da due ricerche scientifiche - Ultima modifica: 2021-11-12T17:55:43+01:00 da Alessandro Maresca

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