Dall’energia alla biodiversità, tutti i vantaggi del coltivare bio

vantaggi agricoltura biologica
Foto di Antonio di Giorgio/Deafal ong
L'agricoltura biologica dimezza il consumo energetico e l'inquinamento delle acque sotterranee. In più, aumenta la biodiversità e il contenuto di carbonio nel suolo. I risultati di uno studio dell'ente di ricerca Fibl

I vantaggi dell'agricoltura biologica sono molteplici e plurisettoriali. Rispetto all'agricoltura convenzionale, questo metodo produttivo permette di dimezzare il consumo energetico e l'inquinamento da nitrati nelle acque sotterranee, incrementando la biodiversità (+30%). Inoltre, può dimezzare le emissioni di gas serra aumentando il contenuto di carbonio nel suolo (10%). Sono questi i risultati ottenuti da un'analisi delle principali pubblicazioni scientifiche sul tema, condotta dai ricercatori dell'Istituto di ricerca dell’agricoltura biologica Fibl.

I risultati sono stati diffusi in un report volutamente semplice e sintetico, rivolto ai consumatori che si chiedono se acquistando un prodotto biologico contribuiscono davvero alla tutela dell'ambiente. E anche ai decisori politici, che si domandano se gli obiettivi della politica agroambientale possano essere raggiunti tramite l’agricoltura biologica.

Questo progetto è stato realizzato da Fibl in collaborazione con l'ufficio del Programma federale per l'agricoltura biologica (Bol) e il Ministero federale dell'alimentazione e dell'agricoltura (Bmel) della Germania. Il Ministero ne è stato anche il finanziatore.

Risparmio energetico

Qualcuno sarà stupito dal leggere che l'agricoltura biologica permette di risparmiare energia. É vero che il consumo energetico diretto è solitamente maggiore nel bio, perchè certe operazioni colturali (ad esempio, il diserbo) vengono svolte meccanicamente invece che chimicamente. Tuttavia, la produzione di fertilizzanti minerali e agrofarmaci convenzionali è talmente energivora da sfavorire il bilancio energetico dell'agricoltura convenzionale. Rinunciando all'utilizzo di questi prodotti, il consumo totale di energia nelle aziende agricole biologiche è in media inferiore di circa il 50% per ettaro rispetto alle aziende convenzionali. Inoltre, l’efficienza energetica è solitamente più elevata nelle aziende agricole biologiche, anche se le rese biologiche sono inferiori.

Inquinamento delle acque

L'uso eccessivo e scorretto di fertilizzanti e agrofarmaci è una delle principali cause di inquinamento delle acque sotterranee e superficiali. L’agricoltura biologica permette di ridurre l’inquinamento delle acque perché limita l'impiego di sostanze nocive che potrebbero essere lisciviate. Secondo le ricerche di Fibl, a 30 anni dalla conversione all'agricoltura biologica la concentrazione dei livelli di nitrati nell'acqua è dimezzata. Merita comunque una certa attenzione l'impiego di rame, che può essere lisciviato su terreni acidi (pH <5, condizione rara in Italia).

Tutela della biodiversità

L'agricoltura intensiva contribuisce al declino della biodiversità nei terreni agricoli, con gravi conseguenze per il comparto agricolo e non solo. Ciò riguarda anche gli insetti e, tra questi, gli impollinatori e gli agenti di controllo biologico. Tra le cause principali ci sono l'uso eccessivo di agrofarmaci, l'elevato numero di capi di bestiame, le brevi rotazioni colturali, la perdita di elementi seminaturali (siepi, alberi, prati), la cementificazione, la frammentazione e l'omogeneizzazione del paesaggio.

Rinunciando agli agrofarmaci e ai fertilizzanti convenzionali, incrementando il numero di colture e la presenza di elementi seminaturali, l’agricoltura bio può aumentare la diversità biologica e la biodiversità funzionale. A livello globale, nelle aziende agricole biologiche ci sono in media il 30% in più di specie e il 50% in più di individui rispetto a quelle convenzionali. Queste differenze sono rimaste stabili negli ultimi 30 anni e sono maggiori nei seminativi, seguiti da vigneti e frutteti.

La maggiore biodiversità e la maggiore densità di popolazione di alcune specie presenti nelle aziende agricole biologiche promuovono importanti servizi ecosistemici. Per esempio, è stato dimostrato che l’agricoltura biologica favorisce l’impollinazione naturale, il controllo biologico degli organismi nocivi e la decomposizione del letame nei pascoli.

Emissioni e cambiamento climatico

I vantaggi dell'agricoltura biologica riguardano anche il clima. Complessivamente, l’agricoltura biologica può far risparmiare circa una tonnellata di CO₂ equivalente per ettaro all’anno, dimezzando le emissioni rispetto all'agricoltura convenzionale.

Infatti, rinunciare ai fertilizzanti minerali azotati permette di diminuire le emissioni di gas serra (sia quelle dovute alla produzione dei fertilizzanti, sia quelle causate dalla loro distribuzione). In particolare, nei climi temperati, le emissioni di protossido di azoto in agricoltura biologica sono in media inferiori del 25% per ettaro rispetto all’agricoltura convenzionale.

Inoltre, alcune pratiche tipiche dell'agricoltura biologica (rotazioni colturali, copertura permanente del suolo, uso di ammendanti organici, ecc.) favoriscono l’accumulo di carbonio stabile nel suolo. Nei climi temperati, i suoli di terreni coltivati in bio contengono in media il 10% in più di carbonio.

Per quel che riguarda l'allevamento, ovvero la principale causa di emissioni in agricoltura, i dati comparativi sull’impatto climatico del convenzionale rispetto al biologico sono ancora limitati e talvolta contraddittori.

Rese e prezzi, falsi svantaggi?

Per fare un bilancio, ai vantaggi dell'agricoltura biologica vanno contrapposti gli inevitabili limiti e inconvenienti. Tra questi, spiccano le minori rese agricole e i maggiori prezzi di vendita. Fibl ha valutato criticamente entrambi, traendo le proprie conclusioni.

Rese più basse ma con input minori

In media, le rese agricole in agricoltura biologica sono minori rispetto all'agricoltura convenzionale. I seminativi dell'Europa centrale e occidentale, per esempio sono inferiori del 10-40%. Le principali cause sono la rinuncia all'uso di agrofarmaci convenzionali e di fertilizzanti minerali altamente solubili.

Il tema delle minori rese viene spesso impugnato dai detrattori del bio perché sottende la necessità di dedicare più terreni all'agricoltura per ottenere la stessa quantità di prodotti agricoli. D'altra parte, il ricorso massiccio a input esterni tipico dell'agricoltura convenzionale ha un impatto notevole sull’ambiente. Considerando la precaria situazione ambientale del nostro pianeta, ciò non andrebbe trascurato. L'inquinamento ambientale non è certo causato unicamente dal settore agricolo, ma ogni comparto produttivo dovrebbe contribuire ad affrontare il problema.

Nonostante le minori rese medie, l'agricoltura biologica potrebbe soddisfare il fabbisogno alimentare globale se si consumassero meno prodotti di origine animale e si riducessero gli sprechi. Ciò avrebbe anche un impatto positivo sulla salute, dato che al momento in Europa mangiamo troppi prodotti animali.

Il bio costa come il convenzionale di marca

Infine, veniamo al tema dei prezzi, che rappresentano il maggiore ostacolo alla crescita della domanda di prodotti bio da parte dei consumatori. Secondo un'analisi dell'Osservatorio Nazionale Federconsumatori condotta nel 2018, la differenza media tra prodotti convenzionali e biologici è del +60%, con forti variazioni in base alla tipologia di prodotto. Tuttavia, secondo i ricercatori di FiBL, l'idea che gli alimenti biologici siano costosi è vera solo in parte. Dal confronto dei prezzi dei supermercati discount tedeschi Netto, condotto a luglio 2023, è emerso che molti alimenti convenzionali di marca sono più cari di quelli biologici. Dunque, se i vantaggi dell'agricoltura biologica venissero opportunamente comunicati, alcuni consumatori potrebbero essere disponibili a pagare un prezzo premium per acquistarli.

Contestualizzare la complessità

Nonostante i toni ottimisti del report qui presentato, bisogna considerare che in letteratura non mancano opinioni e studi più critici sui vantaggi dell'agricoltura biologica e sul suo ruolo nella transizione verso sistemi agricoli più sostenibili.

Il confronto tra agricoltura biologica e convenzionale è limitato dal fatto che sotto questi termini ombrello vengono categorizzati metodi produttivi che adottano pratiche agronomiche talvolta molto diverse. Tale approccio comparativo offusca la grande diversità che caratterizza il mondo agricolo e il contesto ambientale e sociale in cui si instaura.

Chiaramente la questione è complessa e di difficile risoluzione. La trasizione verso sistemi agroalimentari più sostenibili non potrà negare questa complessità. Anzi, dovrà abbracciarla, mediando tra interessi talvolta opposti e negoziando faticosi compromessi. L'effettiva sostenibilità delle pratiche agricole dipende fortemente dal contesto in cui tali pratiche si applicano. La scelta del metodo produttivo più adeguato dovrebbe derivare da uno studio approfondito o essere affidata alla consulenza di esperti del settore.

Dall’energia alla biodiversità, tutti i vantaggi del coltivare bio - Ultima modifica: 2024-01-22T14:11:13+01:00 da Paola Cassiano

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