Cambiamenti climatici, il Ferrarese finirà sott’acqua?

Consorzio di bonifica della Pianura di Ferrara
Stefano Calderoni, Vicepresidente Anbi, mette in guardia su quanto potrebbe accadere nel 2050 per una parte del territorio ferrarese. Presentato il progetto Idropolis per un futuro sostenibile di fronte all’Italia del cemento

Mentre le drammatiche cronache dal Nord Europa all’Estremo Oriente evidenziano la necessità di accrescere la resilienza delle comunità e i dati Ispra (Istituto superiore per la protezione ambientale) testimonino invece come in Italia si continui a cementificare indiscriminatamente il territorio, a Ferrara viene presentato un programma pluriennale, scandito in 40 progetti per adattare, migliorare, potenziare strutture e impianti idraulici a fronte dei cambiamenti climatici.

Territori a rischio sommersione

Stefano Calderoni

«Per progettare  Idropolis – spiega il presidente del  Consorzio di bonifica Pianura di Ferrara, nonché neo Vicepresidente Anbi, Stefano  Calderoni – siamo partiti da una verità imprescindibile: nel 2050 con l’innalzamento del livello del mare e la subsidenza, una parte del Ferrarese sarà invasa dall’acqua; per questo occorre programmare sin d’ora interventi mirati per mitigare i danni. Allo stesso tempo, i cambiamenti climatici con fenomeni di siccità estrema, alternati a piogge spesso torrenziali, richiedono interventi sulle opere irrigue e non si può pensare di lavorare sempre in emergenza; basti pensare che al 30 Giugno scorso avevamo già derivato 250 milioni di metri cubi d’acqua  per assicurare l’irrigazione».

 

 

Il piano Idropolis

«Il piano Idropolis – sottolinea Francesco Vincenzi, presidente dell’Associazione nazionale dei Consorzi per la gestione e la tutela del territorio e delle Acque irrigue (Anbi) -  va nella direzione della programmazione, guardando al futuro, ma interpretando già i bisogni di oggi  con cinque progetti di grande rilievo per un valore complessivo di circa 100 milioni di euro, candidati ai fondi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza e che potrebbero iniziare ad Agosto. Per questo – continua  il Presidente di Anbi – sollecitiamo velocità decisionale nel rispetto delle normative, perché non ci possiamo permettere di attendere mesi, pena non riuscire a cogliere la straordinaria opportunità del Recovery Plan».

Investimento di 230 milioni

Il piano Idropolis, condiviso con gli enti pubblici e i portatori di interesse, nasce da un’idea di sostenibilità e difesa del territorio. Complessivamente l’investimento previsto è di 230 milioni di euro.

Cinque progetti di recupero e razionalizzazione

Mauro Monti

«Nel dettaglio - precisa Mauro Monti, direttore del Consorzio di bonifica Pianura di Ferrara – parliamo attualmente di  5 progetti per il   recupero e la razionalizzazione della rete irrigua, ma soprattutto del completamento del sistema irriguo Ciarle, i cui lavori sono iniziati a Giugno con  l’obbiettivo di essere sempre più indipendenti dalla disponibilità di fiumi appenninici ormai torrentizi come il Reno, prelevando  acqua invece dal Canale Emiliano Romagnolo».

Piano di efficientamento

«Idropolis – conclude il direttore generale di Anbi, Massimo Gargano - nasce perché l’agricoltura, ma anche molte altre attività non sono possibili senz’acqua e la gestione idrica richiede un piano di adattamento strutturato e di grande respiro. Con il Ministero delle Politiche agricole alimentari e forestali abbiamo un’interlocuzione costante a partire dal nostro Piano di Efficientamento della Rete Idraulica, i cui 858 progetti cantierabili sono un patrimonio a servizio del Paese,  considerando anche che il Next Generation Eu prevede che i lavori siano ultimati e rendicontati entro il 2026».

Cambiamenti climatici, il Ferrarese finirà sott’acqua? - Ultima modifica: 2021-07-23T14:32:12+02:00 da Alessandro Maresca

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