La Giornata mondiale dell’acqua al tempo del Covid-19

Consorzio di Bonifica dell'Emila Centrale (www.emiliacentrale.it)
Il 22 marzo viene celebrata la giornata mondiale dell'acqua. Nell'attuale difficile contesto i Consorzi di bonifica sono al lavoro per garantire la risorsa idrica per l'agricoltura. Con l'inaugurazione (virtuale) della nuova sede del Consorzio LEB si apre ufficialmente la stagione irrigua in Veneto. Sprechi ancora troppo elevati

Oggi un quarto della popolazione mondiale vive in condizione di stress idrico. L'incremento demografico, la crescente urbanizzazione e i cambiamenti climatici stanno già gravando sul presente della risorsa idrica.

 

 

I dati dell’Osservatorio della Community Valore Acqua per l’Italia, di cui Anbi è partner, mostrano che l'Italia è il Paese più idrovoro in Europa con una media di 160 metri cubi d’acqua potabile utilizzata pro-capite all’anno (il doppio della media europea, due volte la Francia e quasi tre volte la Germania).

 

 

Una gestione idrica sostenibile

È quindi indispensabile accelerare la transizione verso modelli sostenibili di gestione idrica: oggi l’Italia si posiziona al 21° posto fra i 28 Paesi europei, considerati nell’indice “Valore Acqua verso lo Sviluppo Sostenibile”, con un punteggio di 4,91 su una scala da 1 (minimo) a 10 (massimo).

L’Osservatorio della Community Valore Acqua per l’Italia ha effettuato anche uno studio per valutare come una gestione efficiente e sostenibile della risorsa acqua sia presente negli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite: l’analisi evidenzia che la risorsa acqua impatta su 10 dei 17 Obiettivi di Sviluppo Sostenibile e 53 dei 169 target.

I Consorzi di bonifica non si fermano

Consorzio di Bonifica integrale dei bacini dello Jonio Cosentino (www.cbjoniocosentino.it)

In questo quadro, l’Italia può vantare, però, esperienze tecnologiche e consolidate competenze lungo la filiera dell’acqua, di cui i Consorzi di bonifica e irrigazione sono parte integrante anche in questi giorni gravi, ma determinanti per il futuro del Paese.

«Le umane paure  non condizionano, infatti, la responsabilità di servizio pubblico, adempiuta dal personale della Bonifica che, nel rispetto delle ordinanze sanitarie per il contenimento del coronavirus, persegue gli obbiettivi nell’interesse dei territori – dichiara Francesco Vincenzi, presidente dell’Associazione Nazionale dei Consorzi per la Gestione e la Tutela del Territorio e delle Acque Irrigue (Anbi) - Il lavoro dei Consorzi non si può e non si deve fermare soprattutto nella fase di avvio di una stagione irrigua, che si preannuncia difficile per le scarse precipitazioni e le temperature superiori alla media nei mesi più recenti».

Un lavoro incessante

In tutta Italia come spiega Massimo Gargano direttore generale di Anbi, i lavoratori degli enti consorziali sono impegnati quotidianamente nelle operazioni di manutenzione e gestione idraulica. Alcuni si trovano chi in ufficio, altri all’aperto ma anche da casa grazie allo smart working. E questo evidenzia la notevole elasticità operativa.

«Contestualmente - continua Gargano - si sta lavorando per l’apertura dei cantieri, che vedranno investimenti per circa un miliardo di euro, finalizzati al miglioramento della rete idraulica italiana».

Al via la stagione irrigua in Veneto

In questo week-end, dedicato alla Giornata Mondiale dell’Acqua (22 marzo), ma anche a San Benedetto (21 marzo), patrono dei bonificatori, assume particolare significato l’inaugurazione “virtuale” della nuova sede del Consorzio di 2° grado L.E.B. - Lessinio Euganeo Berico, a Cologna Veneta, in provincia di Verona.

La necessità di risorsa idrica per l’agricoltura rappresenta un’esigenza ancora più importante in relazione all’emergenza coronavirus ed alla conseguente crescita di domanda di prodotti agroalimentari, che si sta riscontrando. in questo contesto, l’ente consortile ha aperto le paratoie sul fiume Adige a Belfiore, avviando di fatto la sua stagione irrigua.

"Autostrada dell'acqua"

Principale arteria irrigua del Veneto ed una delle “autostrade dell’acqua”, che garantiscono le eccellenze del “made in Italy” agroalimentare, l’opera che si sviluppa su 70 chilometri, garantisce acqua pulita ad oltre 350mila ettari di campagna, attraversando i territori di 103 comuni dalla presa veronese sul fiume Adige fino a Chioggia, nel veneziano, attraversando anche le province di Vicenza e Padova.

Conclude Vincenzi: «Di fronte ai cambiamenti climatici e nel rispetto delle priorità normative, che prevedono il fine agricolo dopo quello umano, occorre promuovere rapidamente un’azione integrata fra i diversi interessi gravanti sulle risorse idriche per favorire anche in Italia quella transizione sostenibile già avviata in altri Paesi europe».

Dobbiamo ridurre gli sprechi

Nelle settimane di resilienza al Covid-19 la prevenzione dello spreco idrico e alimentare diventa elemento essenziale del nostro impegno per la sostenibilità: abitando costantemente le nostre case ci rendiamo conto di quanto sia prezioso prestare attenzione agli sprechi domestici di acqua e cibo.

Sul versante idrico, l’Italia deve certamente mettere a punto politiche più accurate di prevenzione degli sprechi: nel 2018 abbiamo prosciugato e sperperato ben 24 volte il lago Trasimeno solo conteggiando gli sprechi agroalimentari in campo. Lo annuncia la campagna Spreco Zero di Last Minute Market alle soglie della Giornata Mondiale dell’Acqua 2020, domenica 22 marzo 2020.

Più del 3% della produzione agricola 2018 non è stato raccolto per un totale di 15,6 milioni di tonnellate di coltivazione abbandonata perché non vengono raggiunti gli standard richiesti dal mercato o a causa dei prezzi troppo bassi che non permettono agli agricoltori di recuperare i costi sostenuti. Per questa produzione erano stati utilizzati, e sono andati quindi sprecati oltre 14 km3 di acqua virtuale, l’equivalente appunto di circa 24 bacini del lago Trasimeno.

Consumo medio di 419 litri/giorno

Andrea Segrè
Andrea Segrè

«L’Italia ha a disposizione annualmente 191,30 km3 di acqua potabile e il 97% dell’acqua dolce italiana si trova nelle falde acquifere sotterrane – spiega il presidente Last Minute Market, Andrea Segrè - È necessario sottolineare come il nostro Paese abbia un prelievo di acqua potabile pro capite molto elevato a livello europeo, con 419 litri al giorno. Gli usi domestici rappresentano poco più del 20%, mentre l’industria utilizza quasi il 36% e l’agricoltura ne utilizza il 44%. Tuttavia, mentre il mondo agricolo si sta attrezzando per ridurre al massimo il consumo di acqua (agricoltura di precisione, irrigazione a goccia, sensori di umidità), ciò che rimane in campo dipende molto dagli standard e dai prezzi imposti dal mercato ovvero dalla domanda alimentare.

Elevato spreco domestico

Inoltre potremmo ridurre notevolmente anche lo spreco idrico domestico – soprattutto ora che dobbiamo stare a casa. Come? Ad esempio: applicando dei riduttori flusso ai rubinetti; facendo la doccia invece del bagno; chiudendo il rubinetto mentre ci laviamo le mani, i denti o ci radiamo; usando lavatrice e lavastoviglie a pieno carico.  L’Italia – ha aggiunto il fondatore della Campagna Spreco Zero - purtroppo resta indietro negli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite per il 2030, in termini di spreco idrico: siamo maglia nera quanto a spreco di acqua potabile perché registriamo il maggiore prelievo di acqua per uso potabile pro capite tra i 28 Paesi dell’Unione europea, 156 metri cubi per abitante nel 2015 (Istat). Eppure, su 9,5 miliardi di metri cubi d’acqua per uso potabile prelevati nel 2015, solo 8,3 sono stati immessi nelle reti comunali di distribuzione e solo 4,9 sono stati erogati agli utenti, che significa 220 litri per abitante al giorno. Quindi, poco meno della metà del volume di acqua prelevata alla fonte, il 47,9%, non raggiunge gli utenti finali a causa delle dispersioni idriche dalle reti di adduzione e distribuzione».  

Dieta mediterranea meno idrovora della dieta anglosassone

Luca Falasconi

«Eppure – spiega Luca Falasconi, docente Distal Università di Bologna e curatore del progetto 60 Sei ZERO - il 71% del nostro pianeta è acqua, il 65% del corpo umano è acqua e a livello planetario disponiamo di 1,4 miliardi di km3  di acqua pari a 200 milioni di m3 per abitante, ma di questa solo lo 0,5% è acqua potabile disponibile (il 97% è acqua di mare, e il restante 2,5% è acqua potabile presente nei ghiacciai).

In termini di scelte nutrizionali va ricordato che la Dieta mediterranea utilizza in un anno poco più di 1700 metri cubi di acqua pro capite, mentre la dieta anglosassone finisce per assorbire fino a 2600 metri cubi di acqua, sempre in un anno e sempre pro capite. L’impronta idrica degli alimenti ci spiega che per la produzione di un chilo di carne di manzo servono 16 mila litri di acqua, per produrre una tazza di caffè ne ‘bastano’ 140. Quindi il risparmio idrico e la sostenibilità ambientale passano anche attraverso la nostra dieta alimentare».

Aggiornamenti e dettagli sul sito www.sprecozero.it

La Giornata mondiale dell’acqua al tempo del Covid-19 - Ultima modifica: 2020-03-21T11:34:44+01:00 da Alessandro Maresca

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