Un decreto legge contro la crisi idrica

Il Governo Meloni mette in campo interventi strutturali che prevedono la semplificazione delle procedure per le manutenzioni sulla rete idrica e il via libera all’utilizzo di acque reflue depurate in agricoltura. Accelerazione sull’istituzione della cabina di regia e del Commissario nazionale

Siccità e crisi idrica mai così anticipate.

Il Governo entra in campo con il Decreto legge approvato ieri sera dal Consiglio dei Ministri. Che ufficializza la cabina di regia e il commissario straordinario nazionale per la crisi idrica (ne avevamo parlato qui). «Affrontiamo un problema ciclico e sempre più grave – ha commentato la premier Giorgia Meloni – con interventi coordinati e per la prima volta strutturali».

Altre novità importanti previste dal provvedimento sono:

  • semplificazione delle procedure per gli interventi sulla rete idrica,
  • possibilità dell'utilizzo delle acque depurate in agricoltura,
  • via libera a procedure semplificate per gli impianti di desalinizzazione.

Reti idriche da mettere in sicurezza

Riguardo alle reti idriche colabrodo, il Dl prevede procedure accelerate e tempi certi per gli interventi di miglioramento dell'efficienza delle infrastrutture idriche e di dragaggio degli invasi. Per questi interventi è previsto un fondo specifico (il cui ammontare è ancora da definire).

Acque depurate in agricoltura

Il riutilizzo in agricoltura delle acque reflue potrà essere autorizzato dalle Regioni o Province autonome. Presso ciascuna delle Autorità di bacino distrettuali viene istituito un Osservatorio permanente sugli utilizzi idrici.

I compiti del Commissario

L’istituzione della cabina di regia interministeriale e del Commissario per la crisi idrica punta a eliminare lungaggini ed ostacoli burocratici. Le due strutture avranno infatti il potere di sostituire gli enti locali e i concessionari inadempienti, attuando eventuali opera al posto loro. La cabina di regia è incardinata alla Presidenza del Consiglio e presieduta dal Premier o, su sua delega, dal Ministro delle Infrastrutture. Il Commissario straordinario previsto nel decreto, di cui ancora non si conosce il nome, avrà tra i suoi compiti quello di determinare, in caso di crisi, le portate delle reti e degli invasi e fissare termini per i gestori degli acquedotti affinchè riducano le perdite e migliorino la capacità degli invasi. In caso di inadempienza, può revocare le loro concessioni.

Sanzioni più pesanti

Vengono inoltre inasprite le sanzioni in denaro per l'estrazione illecita di acqua e gli inadempimenti nella manutenzione delle dighe. Si prevede poi un Piano di comunicazione per informare la popolazione sulla crisi idrica.

La tempistica

È stato il ministro delle infrastrutture Matteo Salvini a presentare il testo del Dl. Il primo compito della  Cabina di regia (composta dai Ministri delle Infrastrutture, dell'Ambiente, del Pnrr, dell'Agricoltura, della Protezione civile, degli Affari regionali e dell'Economia, oltre al sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega agli investimenti pubblici) sarà di effettuare entro 30 giorni una ricognizione delle opere urgenti da affidare al Commissario straordinario. Il Commissario dovrà essere nominato entro 10 giorni dall'entrata in vigore del Dl con decreto del premier, e resterà in carica fino al 31 dicembre 2023, con incarico prorogabile di un anno.

Un decreto legge contro la crisi idrica - Ultima modifica: 2023-04-07T12:19:01+02:00 da Lorenzo Tosi

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