Il Pan non esce dal forno

Difesa sostenibile: che fine ha fatto il nuovo Piano di azione nazionale?

I trattamenti con irroratrici “a cannone” su colture ortive di pieno campo saranno vietati
Corretto utilizzo degli agrofarmaci: tre anni per mettere a punto le nuove regole che ora rischiano di nascere già vecchie, superate dall’evoluzione della normativa europea

Che fine ha fatto il “nuovo” Piano di azione nazionale (Pan) per l’uso sostenibile dei prodotti fitosanitari?

Che fine ha fatto la riforma che avrebbe dovuto sostituire l’attuale piano, scaduto esattamente tre anni fa, nel febbraio 2019 e la cui pubblicazione è stata annunciata più volte come imminente nell’ultimo biennio?

Dei 27 Paesi membri dell’Ue l’Italia condivide con la sola Olanda un ritardo difficilmente giustificabile e sicuramente sanzionabile dall’Unione europea.

Anteprima di Terra e Vita 7/2022

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Ma andiamo per ordine, ricordando che il Pan è la norma attuativa della Dir. 128/2009 che ha istituito un quadro comunitario ai fini dell’utilizzo sostenibile dei pesticidi. Una vera rivoluzione per la gestione fitosanitaria che ha coinvolto, sull’intero territorio europeo, tutti coloro che commercializzano o utilizzano prodotti fitosanitari, nonché i numerosi enti ed istituzioni che si occupano della loro regolamentazione.


Sono sostanziali le novità del nuovo Pan, che tuttavia è in incubazione da oltre 3 anni, rischiando così di nascere già obsoleto.

In questo lasso di tempo sono state infatti emanate importanti disposizioni europee che incidono direttamente sull’uso sostenibile dei pesticidi e la Commissione ha annunciato l'aggiornamento della Dir.129/2009, forse con un provvedimento già esecutivo che non avrà bisogno di decreti di recepimento e nemmeno di piani d'azione (clicca per approfondire).


Stretta fitosanitaria

Previsto il rafforzamento di misure per la salvaguardia delle aree naturali protette

Il Pan, di durata quinquennale, deve esplicitare in Italia gli obiettivi da raggiungere e le azioni da adottare per perseguire le finalità della norma. È entrato in vigore nel 2014 prevedendo tra l’altro:

  • l’obbligo dell’applicazione di tecniche “sostenibili” (difesa integrata e biologica) per la gestione fitosanitaria delle colture, che ha reso necessario riorganizzare le reti regionali di assistenza fitosanitaria e agrometeo;
  • la formazione certificata degli utilizzatori professionali, dei distributori e della nuova figura del “Consulente fitosanitario”;
  • la certificazione ed il controllo delle attrezzature per la distribuzione dei prodotti fitosanitari (controllo funzionale e regolazione strumentale);
  • il divieto dell’irrorazione aerea;
  • la tutela dell’ambiente acquatico, dell’acqua potabile, delle aree naturali protette e di quelle frequentate dalla popolazione, con sensibili restrizioni all’uso ed alle modalità di distribuzione dei fitofarmaci;
  • la gestione dei residui e dei contenitori vuoti dei prodotti fitosanitari.

Il lavoro di revisione per la seconda puntata del Piano, portato avanti da un Comitato tecnico scientifico con diverse novità che tenevano conto del mutato quadro normativo, è stato posto in consultazione pubblica per qualche mese.

Le osservazioni pervenute alla fine del 2019 sono state oltre 22.000, costringendo il Comitato ad un notevole lavoro di analisi e, in alcuni casi, di rielaborazione del testo.

Cosa ci raccomanda Bruxelles

Controllo funzionale delle irroratrici, un obiettivo del Pan ancora da completare

La revisione del Pan ha dovuto tener conto anche delle “raccomandazioni” emanate dalla Commissione europea a seguito di una visita in Italia di una sua delegazione nel 2017 e di un audit a marzo dello scorso anno. Questo, in sintesi, quanto messo in evidenza dalla Commissione:

  • assenza di obiettivi quantitativi (difficoltà di “misurare” l’efficacia di alcune azioni);
  • basso numero di patentini per l’uso dei prodotti fitosanitari rilasciati;
  • basso numero di macchine irroratrici controllate;
  • scarsi controlli sull’effettiva applicazione della difesa integrata obbligatoria;
  • eccessivo ricorso all’uso in deroga di prodotti fitosanitari vietati;
  • eccessiva complessità della macchina amministrativa (tre Ministeri, tutte le Regioni e province autonome e una pluralità di enti, autorità e soggetti giuridici);
  • criticità per l’inquinamento delle acque superficiali e sotterranee;
  • troppo ritardo nell’adozione del nuovo Pan.

La cui bozza, tuttavia, è stata giudicata positivamente in quanto interviene sulla maggior parte delle criticità riscontrate nel 2014.


GLI OBIETTIVI                                                            

Alcuni degli obiettivi quantitativi previsti nella bozza del nuovo Pan (rispetto al 2017):

  • Più 60% della superficie bio, più 80% nelle aree Natura 2000;
  • Più 30% della Sau integrata (certificata ai sensi della L. 4/2011);
  • Meno 20% delle vendite di sostanze attive candidate alla sostituzione, meno 10% per le pericolose e pericolose prioritarie;
  • Meno residui di sostanze attive nelle acque superficiali (<0,5% di campioni con sostanze attive prioritarie e pericolose prioritarie e candidate alla sostituzione).

                                                                                                                                   


Gli indicatori di rischio armonizzati

Prevede infatti un sistema più oggettivo per la quantificazione degli obiettivi da raggiungere che tengono conto degli indicatori di rischio armonizzati individuati dalla Commissione nel 2019. Gli obiettivi quantitativi del Pan interessano le superfici ad agricoltura biologica e integrata, le vendite dei prodotti fitosanitari, le aree protette ed i residui negli alimenti.

La versione più recente della bozza prevede misure che dovrebbero essere più efficaci per completare il controllo funzionale delle macchine irroratrici, obiettivo largamente disatteso in questi anni. Ma si prevedono anche restrizioni nell’uso di alcune categorie di irroratrici che generano maggiore deriva degli agrofarmaci, come i cosiddetti “cannoni”, il cui uso sarà vietato sulle colture ortive in pieno campo e limitato sulle colture protette.

La formazione nell’”Akis”

Si prevede un aumento delle superfici gestite con metodi di difesa biologici

Anche il sistema di formazione (abilitazione degli utilizzatori e venditori di prodotti fitosanitari nonché dei Consulenti) prevede alcune azioni che dovrebbero migliorarne l’efficacia ed armonizzare le procedure tra le diverse regioni. Novità sono previste per la formazione del Consulente, figura professionale ritenuta strategica per l’uso razionale dei prodotti fitosanitari.

Per rafforzare l’insegnamento delle discipline specialistiche per la difesa fitosanitaria, il Mipaaf stipulerà accordi specifici con la Conferenza dei Presidi dei corsi di laurea in scienze agrarie e con la Rete Nazionale degli Istituti Agrari. Per le stesse finalità è prevista la stipula di accordi con Ordini e Collegi professionali del settore agricolo.

Nella futura Pac post 2022 l’attività di consulenza, tra cui quella fitosanitaria, sarà però inserita in un sistema più complesso e articolato (sistema Akis - Agricultural Knowledge and Innovation Systems) che comprende anche la formazione e l’innovazione. L’attuale sistema nazionale di consulenza aziendale dovrà essere adeguato, quindi, alle nuove previsioni del “Piano Strategico nazionale” della futura Pac, di recente presentato alla Ue.

Per il prossimo quinquennio si dovrà tener conto e sfruttare la necessaria sinergia possibile tra le azioni del Pan (che non prevede risorse finanziarie) e la nuova Pac, che invece prevede misure di sostegno alle tecniche di difesa integrate o biologiche, alla regolazione delle irroratrici ed alla consulenza aziendale.

Fasce di rispetto sempre più estese

Come richiesto anche dal Governo, un aspetto da migliorare è l’individuazione di misure per la riduzione dei rischi nelle aree frequentate dalla popolazione, sempre più attenta alle conseguenze dell’esposizione ai trattamenti fitosanitari, e nelle aree protette.

Per questo sono state previste “fasce di rispetto” dei corsi d’acqua, utilizzo di ugelli “antideriva” ed altre misure di mitigazione del “fuori bersaglio” durante i trattamenti fitosanitari.

Il nuovo Pan dedica maggiore attenzione alla ricerca ed alla sperimentazione, affidando direttamente al Crea il coordinamento scientifico, promuovendo l’uso di nuove tecnologie, in particolare per l’agricoltura di precisione e lo sviluppo di sistemi di supporto alle decisioni basati sui modelli previsionali e sull’agrometeorologia.

Il sistema dei controlli e delle sanzioni, infine, sarà integrato, assicurando un più razionale coordinamento nazionale e regionale.

Clicca per accedere alla bozza del nuovo Pan


Le tappe da percorrere del nuovo PAN

  • Definizione testo integrato ed emendato da parte del Comitato Tecnico Scientifico (23 componenti)
  • Condivisione del testo da parte dei 3 Ministeri (Mipaaf, Min. Ambiente, Min. Salute)
  • Acquisizione dell’intesa della Conferenza Stato-Regioni
  • Adozione del Decreto Ministeriale a firma dei 3 Ministri e pubblicazione in Gazzetta Ufficiale

                                                                                                              


Misura delle fasce tampone e aree di rispetto

L’uso dei prodotti fitosanitari nelle superfici agricole adiacenti alle aree frequentate dalla popolazione o da gruppi vulnerabili, oppure adiacenti alle abitazioni è vietato ad una distanza inferiore a:

  1. 50 metri in caso di trattamento del terreno o delle colture mediante fumigazione o altra modalità che comporti lo sviluppo di gas
  2. 40 metri (fascia di sicurezza non trattata di quaranta metri) in caso di utilizzo di:
    • prodotti fitosanitari contenenti sostanze attive candidate alla sostituzione per gli effetti sulla salute umana (tabella in Allegato V, parte A)
    • prodotti fitosanitari in polvere per trattamenti a secco
  3. 20 metri per il trattamento di colture arboree
  4. 15 metri per il trattamento di colture erbacee

Le Regioni possono autorizzare la riduzione a 5 metri per i punti c) e d) mediante l’applicazione di specifiche misure di mitigazione che saranno riportate in un allegato del PAN.

                                                                                              

Il Pan non esce dal forno - Ultima modifica: 2022-02-22T21:14:58+01:00 da K4

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