La difesa integrata diventi un vincolo della Pac

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L’applicazione del Piano d’azione sugli usi sostenibili l’ha resa obbligatoria, ma secondo la Corte dei Conti Ue mancano i controlli e la misura dei risultati. La proposta dei giudici della corte lussemburghese è quella di condizionare gli aiuti Pac all’applicazione della difesa integrata

L’applicazione della difesa integrata è obbligatoria per gli agricoltori, ma non è un requisito per percepire i pagamenti a titolo della politica agricola comune e il sistema per far rispettare tale obbligo è debole.

 

 

Promuovere l'uso sostenibile

È quanto rileva la Corte dei Conti europea nella sua ultima relazione sull’uso sostenibile dei pesticidi in agricoltura precisando poi che la Commissione e gli Stati membri hanno intrapreso azioni per promuovere l’uso sostenibile dei prodotti fitosanitari, ma i progressi nella misurazione e nella riduzione dei rischi sono stati limitati.

Dal 1991, l’Ue si è dotata di un quadro normativo per autorizzare i Principi attivi dei pesticidi, promuoverne l’uso sostenibile e ridurre il rischio che l’impiego dei pesticidi comporta per la salute umana e l’ambiente. La Commissione approva le sostanze attive che possono essere utilizzate nei pesticidi autorizzati negli Stati membri e verifica che questi ultimi diano attuazione alla legislazione UE applicabile. Promuove inoltre la difesa integrata per incoraggiare il ricorso a metodi di controllo fitosanitario preventivi, naturali o altri metodi non chimici prima di passare ai pesticidi.

I risultati dell’audit della Corte dei Conti Ue

La sede lussemburghese della Corte dei Conti Ue

Il principale obiettivo della Corte, nel corso dell’audit, era valutare se l’azione dell’UE abbia ridotto il rischio connesso all’utilizzo dei pesticidi. La, infatti, Commissione e gli Stati membri hanno intrapreso azioni per promuovere l’uso sostenibile di tali prodotti. La Corte ha però constatato che i progressi nella misurazione e nella riduzione dei rischi derivanti dall’uso dei pesticidi sono stati limitati. Dal lavoro della Corte risulta che l’azione dell’UE per un uso sostenibile dei pesticidi ha avuto un avvio lento.

La Corte ha anche analizzato se la normativa UE abbia fornito incentivi efficaci per ridurre la dipendenza dai pesticidi. Le norme UE impongono agli agricoltori di applicare una difesa integrata, il che significa che dovrebbero ricorrere ai pesticidi solo se la prevenzione e gli altri metodi falliscono o non sono efficaci. Gli agricoltori, benché soggetti all’obbligo di applicare una difesa integrata, non sono tenuti a documentarla e il sistema per far rispettare quest’obbligo è debole.

La politica agricola comune può favorire l’uso sostenibile dei PPP, ad esempio tramite i sistemi di consulenza aziendale obbligatori e grazie al sostegno finanziario fornito a misure quali l’agricoltura biologica e i regimi ambientali. Sebbene si possa favorire il rispetto delle norme collegando all’assolvimento degli obblighi giuridici i pagamenti a titolo della politica agricola comune, l’applicazione della difesa integrata non è al momento un requisito per percepire i pagamenti a titolo della politica agricola comune.

Le conclusioni della relazione

1) verificare che gli Stati membri convertano i princìpi generali della difesa integrata in criteri pratici che possano essere verificati a livello di azienda agricola, in modo da poter collegarli ai pagamenti a titolo della politica agricola comune nel periodo successivo al 2020;

2) migliorare le statistiche sui pesticidi in occasione della revisione della normativa per renderle più accessibili, utili e comparabili;

3) valutare i progressi compiuti verso gli obiettivi strategici, migliorare gli indicatori di rischio armonizzati o svilupparne di nuovi, che tengano conto dell’uso dei pesticidi.

La difesa integrata diventi un vincolo della Pac - Ultima modifica: 2020-02-06T12:53:03+01:00 da Lorenzo Tosi

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