Un secco no alla realizzazione dell'impianto di cogenerazione a Bettola nel piacentino è arrivato dalla locale sezione della Coldiretti, con questa motivazione: «gli impianti di produzione di energia da fonti rinnovabili, devono essere sempre integrati nella realtà locale non calati dall’alto e imposti alla popolazione: alla base di un’operazione come questa deve esserci la condivisione».
Malgrado la contrarietà espressa, Coldiretti ribadisce comunque «di non essere contraria alla produzione di energia da fonti rinnovabili quando si tratta davvero di un beneficio per la cittadinanza, l’ambiente e l’agricoltura».
«Tali installazioni - si legge ancora nella nota di Coldiretti - dovrebbero essere caratterizzate da:
- sostenibilità socio ambientale: con un'attenta valutazione dell’impatto sul territorio, non solo in termini di emissioni (che in fase di progettazione sappiamo tutti essere sempre indicati nei limiti stabiliti per legge) ma anche e soprattutto sull’origine dell’approvvigionamento. Per l’impianto di Bettola, se, come pare ormai certo, non c’è possibilità di accedere all’enorme patrimonio di 5.000 ha di boschi dei Comunelli dell’Alta Valnure, e se il patrimonio di pioppeti nel bacino del Po Piacentino ammonta solo a circa 500 ha (molto al di sotto del fabbisogno della centrale) ci si chiede quale sarà e da dove arriverà la materia prima.
- sostenibilità economica ed ecologica: se il materiale non arriva dalla vallata, salta prima il bilancio ecologicamente sostenibile delle emissioni (in primis l’anidride carbonica) alla base del vantaggio dell’agroenergia e poi anche quello economico, visto che il valore dell’approvvigionamento non rimarrebbe di certo nella vallata».
BIOMASSE
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