Custodi dell’ambiente e innovatori, l’identikit dei giovani vincitori dell’Oscar green

oscar green
I vincitori dell'Oscar green 2021
Il premio della Coldiretti agli imprenditori agricoli che combattono gli sprechi inventandosi il lavoro

Dall’agri drive in al sidro della movida fino ai pescatori di plastica, assegnati gli Oscar green 2021 della Coldiretti ai giovani che fanno innovazione salvando il clima, combattendo gli sprechi e inventandosi il lavoro. I premi sono stati consegnati nel corso delle finali di Roma, nella Giornata Internazionale della consapevolezza sulle perdite e sprechi alimentari proclamata dalle Nazioni Unite, in occasione di Youth4Climate che anticipa la riunione dei ministri della Cop26, la conferenza mondiale dell'Onu sui cambiamenti climatici in programma a Glasgow dall'1 al 12 novembre.

I vincitori dell'Oscar green 2021

Il sidro della movida

Nella categoria Creatività l’oscar è andato Federico Pedrolli del Trentino Alto Adige che ha sperimentato con successo il sidro della movida. Antiche varietà che, negli anni, hanno ceduto il posto alla mela da tavola, sono state recuperate e accostate al luppolo e a essenze innovative, metodologie di lavorazioni imprevedibili e tecniche di invecchiamento ereditate dalla tradizione brassicola ed enologica italiana. Ecco come il sidro, secco o abboccato, trova nuove strade e diventa l’alternativa alla birra e al vino per il mondo della movida e del divertimento. Lievitazione e invecchiamento per la spumantizzazione, aromatizzazione agli agrumi e ai piccoli frutti, per gustarlo con essenze fresche e fruttate in curiosi abbinamenti e vivaci occasioni di consumo.

 

 

«L’azienda - sottolinea la Coldiretti -  è stata premiata per la genialità dell’idea, la capacità di interpretare il futuro, con il valore della tradizione e la capacità di saper mettersi in gioco in quelle che appaiono come sfide insuperabili».

L'agri-drive in campagna

Fantasia e creatività insieme al desiderio di uscire dalla crisi generata dalla pandemia hanno assicurato l’Oscar nella categoria Covid a Giovanni Zuanon che in Veneto  ha inventato il primo Agri-drive in piena campagna, dove gustare ottimi spuntini e birra artigianale davanti a un bel film, nella propria auto senza rischio contagio.

«Il giovane imprenditore - afferma la Coldiretti – è stato premiato non solo per aver salvato la sua azienda,  incanalando creatività e originalità in un momento di crisi terribile, ma anche per aver dato una risposta concreta all’emergenza Covid, regalando un sorriso alla popolazione colpita».

Monitoraggio aereo e agricoltura di precisione

Puntare sull’unione che fa la forza è importante per vincere l’Oscar della categoria Fare rete e per questo motivo il premio è stato assegnato ad Andrea Liverani della Sardegna che con una start up ha attivato una partnership per un progetto di rete sperimentale sull’agricoltura di precisione di ben 10 aziende agricole. L'obiettivo è quello di evitare lo spreco d’acqua e somministrare solo il concime e il fertilizzante strettamente necessario, abbattendo l'inquinamento chimico e ottimizzando la resa. Attraverso il monitoraggio aereo, si intuisce pianta per pianta il reale fabbisogno energetico e dove erogare più o meno fertilizzante. Metodologia equivalente per gli irrigatori d’acqua o per la lotta ai parassiti.

«Andrea - afferma Coldiretti – è stato premiato perché ha saputo collegare esperienze diverse rendendo protagonista la tecnologia a servizio dell’agricoltura sana insieme al territorio in una nuova sfida collettiva unendo innovazione e valorizzazione del prodotto».

Dall'aglio alla carta

Nella categoria impresa 5.terra il premio va a Rosa Ferro che nella sua Campania ha inventato il primo foglio di carta interamente ricavato dall’aglio. Per crearlo non c’è bisogno soltanto della tunica d’aglio, ma di silenzio, armonia e della delicata vita dei borghi degli Alburni. In questi terreni con scarse risorse di acqua è stato piantato una antica varietà di aglio e, ad ogni lavorazione, si produce una grande quantità di scarto. Rosa è riuscita a ottenere il “foglio dalla tunica d’aglio”, senza l’aggiunta di componenti chimici e senza lasciare un solo grammo di scarto che non chiuda il ciclo di produzione. Il risultato è una carta per scrivere o disegnare, ma anche oggetto di design.

«Rosa – afferma la Coldiretti – è stata premiata per il suo inflessibile spirito ecologista e la sua creatività che insieme alla sua la terra sono in grado di sprigionare e fare di un rifiuto aziendale il carburante innovativo di una start up di successo».

Composte di piccoli frutti, dalla finanza londinese alla campagna brianzola

Nella categoria Campagna Amica a vincere è stato Andrea Tagliabue della Lombardia che ha abbandonato la finanza londinese per dedicarsi alle campagne della Brianza. Per cominciare a produrre marmellate Andrea ha percorso una lunga strada che da una laurea in scienze bancarie l’ha portato nel ventre della City dove ha aggiunto un master in matematica finanziaria, per diversi anni di successo alle leve di un colosso bancario d’investimento. L'esperienza è servita a comprendere che «se fai un prodotto made in Italy e lo fai eccellente non hai nulla da temere». Andrea è così tornato in Brianza per coltivare piccoli frutti e produrre composte con metodi innovativi. Protegge i frutti rossi con una moderna copertura anti insetto e, secondo i principi dell’economia circolare, da tutti gli scarti della lavorazione delle piante ottiene un cippato da riusare nei processi aziendali. Cucina la materia prima con il metodo del sottovuoto, che mantiene intatte le proprietà organolettiche della frutta, addolcita con l’uso di solo miele.

«Andrea - continua Coldiretti – ha centrato fino in fondo lo spirito di questa categoria ed è stato premiato per aver saputo sapientemente coniugare bontà e qualità della tradizione gastronomica italiana».

Pescatori custodi

Essere custode dell’ambiente per tramandare un mondo più pulito alle nuove generazioni ha garantito la vittoria nella categoria Sostenibilità a Chiara Meriti che nella Marche che ha trasformato il suo peschereccio nella flotta dei pescatori custodi. Dopo aver visto evidenti segni di sofferenza e un aumento dell’inquinamento marino che rischiava di finire anche sulle tavole di consumatori è nato il progetto di Chiara. Le saccate sono un miscuglio di pescato e rifiuti. Una volta svuotata la “saccata” avviene la cernita del pesce e la raccolta di tutto il materiale plastico che verrà poi stoccato all’interno di una vera e propria isola ecologica mobile composta da diversi contenitori. Il peschereccio si è impegnato, facendosi carico di costi e sforzi, di selezionare la plastica dal pesce e di trasportarla a terra per affidarla a chi di dovere.

«Chiara - afferma la Coldiretti - è stata premiata per avere impiegato coraggio e passione in una importante pratica che consente il ripopolamento del pescato e di tutela del mare e per aver trasformato la fatica quotidiana in impegno ecologico, per garantire un futuro migliore alle nuove generazioni».

La fattoria sociale che include

E per finire nella categoria Noi per il sociale viene premiato il coraggio Alessandro Bruno che in Valle d'Aosta è riuscito a trasformare la disabilità in impiego remunerato.Tra le montagne della sua regione Alessandro ha creato la fattoria della felicità dove le fragilità e le disabilità sono una risorsa inesauribile, diventando volano per sempre più innovative attività della fattoria. Dalla cura degli animali, alle pratiche dell’orto, fino alla trasformazione dei formaggi sono i ragazzi portatori di handicap ad occuparsene. Ma tocca anche a loro l’attività della didattica ai bambini. D’estate, con i centri estivi, ma anche d’inverno nelle scuole. Come dice Alessandro: «il seme dell’inclusione non ha terreno fertile migliore che nei bambini». Questo tipo di attività permette ai ragazzi con disabilità di prendere consapevolezza delle loro capacità e potenzialità e ai bimbi ospitati di imparare oltre a delle attività anche l'inclusività in modo naturale e sincero.

«L’azienda - conclude Coldiretti - è stata premiata per aver ridato, attraverso l’agricoltura, speranza, opportunità e reddito a ragazzi meno fortunati». 

Custodi dell’ambiente e innovatori, l’identikit dei giovani vincitori dell’Oscar green - Ultima modifica: 2021-10-01T10:26:59+02:00 da Laura Saggio

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