Tavole imbandite per la notte bianca del cibo made in Italy

Via alla prima iniziativa che realizza l'ambizione del ministro Gian Marco Centinaio di incentivare le sinergie tra agroalimentare e turismo. Duecento tecnici e star internazionali come Laura Pausini per far capire la differenza tra vero italian food e italian sounding. Dal tramonto all'alba prende il via l'iniziativa che coinvolge tutti i distretti agroalimentari della penisola

Stasera in tutto il Paese si celebra la Notte Bianca del Cibo Italiano, iniziativa voluta lo scorso anno dai ministri Maurizio Martina e Dario Franceschini per celebrare il 198 esimo compleanno di Pellegrino Artusi. Un evento che si colloca all’interno dell’ Anno del Cibo Italiano creato dai predecessori di Gian Marco Centinaio.

In un’intervista a Qn (Quotidiano nazionale www.quotidiano.net) il ministro dell’Agricoltura riconosce a chi l’ha preceduto il merito del progetto e ne approfitta per rilanciare la qualità della produzione enogastronomica italiana, il suo progetto di integrazione con il turismo e chiede a Laura Pausini di diventare ambasciatore del Made in Italy.

Tutto in una notte

Ministro Centinaio, oggi in tutto il paese si celebra la notte bianca del cibo italiano. Che effetto le fa?
Sicuramente bello. E’ un riconoscimento a tutto il lavoro fatto negli ultimi anni per consacrare la grande qualità della produzione e del cibo made in Italy. La possibilità di far conoscere sempre di più ai nostri cittadini e ai turisti la qualità agroalimentare italiana.
Interi distretti del cibo sono mobilitati, dovunque degustazioni e folle di turisti.

E’ la strada giusta?
Si. Questi sono i momenti in cui facciamo anche educazione alimentare: far conoscere le tipicità e le peculiarità delle produzioni del nostro paese che troppo spesso passano inosservate perché non sono vendute dalla grande distribuzione.

E’ stata istituita dai suoi predecessori Martina e Franceschini, la disturba?
No assolutamente. A prescindere dalle idee politiche, io rendo sempre merito a chi crea qualcosa di buono e utile. Certo, loro l’hanno istituita e noi la sapremo valorizzare.
Il cibo sta diventando sempre più una spinta per la crescita Italiana. L’export lo scorso anno ha toccato i 41 miliardi, si può raggiungere un nuovo record?
È ancora troppo poco alla luce del fatto che l’italian sounding fattura ben 100 miliardi di euro, ci sono molti margini di miglioramento ma dobbiamo cogliere tutte le opportunità in giro per il mondo.
Come combattete l’Italian Sounding?
C’è un dipartimento specifico del nostro ministero, l’ICQRF, composto da 200 tecnici che stanno ottenendo risultati importanti grazie accordi con altri governi e con le piattaforme di vendita on line. Sono orgoglioso del loro lavoro.
Perché l’agroalimentare italiano è vincente?
Il sistema Italia è vincente perché coniuga genuinità, tradizione e sicurezza. E poi perché rispecchia le caratteristiche che i consumatori vogliono: i nostri prodotti sollecitano l’olfatto, il gusto, la vista e danno la possibilità di mangiare e godere di un piatto.
Eppure c’è chi ne mette in dubbio la salubrità. E’ una fake news che i prodotti tipici italiani possono far male come sostiene qualcuno all’Oms?
Nel momento in cui mi dicono che i prodotti chimici fanno bene e i prodotti naturali fanno male e che l’Agrifood italiano è paragonabile al fumo, i casi sono due: o non hanno mai assaggiato la cucina italiana oppure hanno fumato qualcosa di strano.
State pensando a delle etichette da mettere obbligatoriamente sui cibi con contenuti di grassi, zuccheri, proteine etc..
Non è all’ordine del giorno. Piuttosto metteremo etichette con la scritta ”100 per cento italiano”.

Mipaaf+Turismo, una marcia in piú

Sottolineare il valore della produzione italiana, la sua storia le sue tradizioni coniugandolo con il turismo. Una spinta formidabile per il suo programma..
Si, è quello che vogliamo fare. Diciamo che Franceschini e Martina con questa iniziativa involontariamente avevano gettato il seme del ministero dell’agricoltura e turismo e dunque mi chiedo perché il Pd ora faccia tutte queste polemiche sul passaggio delle deleghe del turismo al mio ministero.
C’è un’Italia da vedere, da mangiare e da bere attireremo così i turisti stranieri?
Si, i dati che abbiamo sono confortanti. A luglio dalla Russia più 50 per cento di arrivi e vengono soprattutto per motivi enogastronomici. Vuol dire che l’enogastronomia può essere paragonata all’arte e alla storia e all’archeologia del nostro Paese. Il turismo già contribuisce al 13 per cento di Pil ma i margini di crescita con una buona programmazione e con la collaborazione di tutti sono potenzialmente altissimi.
E poi cos’altro ha in mente?
A settembre faremo la prima riunione operativa per decidere come programmare la promozione in giro per il mondo e coinvolgeremo anche l’Ice e le camere di commercio estere.
Pensate anche a ambasciatori del made in Italy?
Si, penso a personaggi illustri e famosi molto apprezzati al di là dei nostri confini per quello che hanno fatto nella musica, nello sport, nella moda, nell’imprenditoria e in tutti i settori in cui il nostro Paese eccelle. Darebbero al nostro paese una visibilità mediatica enorme.
Anche a Laura Pausini che in ogni suo concerto all’estero decanta le bellezze dell’Italia e la bontà del nostro cibo?
Se la Pausini fosse disponibile sarebbe la testimonial perfetta. Sarei onorato di coinvolgerla nel nostro progetto di promozione del made in Italy in giro per il mondo.

 

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