Xylella, per i vivaisti un passo avanti e uno indietro?

La Determinazione per la produzione e commercializzazione delle piante specificate è stata emessa, ma per i vivaisti contiene obblighi burocratici e costosi che di fatto ne vanificano l’effetto.
La Determinazione per la produzione e commercializzazione delle piante specificate è stata emessa, ma per i vivaisti contiene obblighi burocratici e costosi che di fatto ne vanificano l’effetto

Dopo tante insistenze dei vivaisti è stata emanata e pubblicata sul sito http://www.emergenzaxylella.it la Determinazione del Dirigente Sezione Osservatorio fitosanitario n. 76 dell’8 luglio 2019 “Adozione protocollo tecnico per la produzione e la commercializzazione all’ingrosso di piante specificate, escluse le piante ospiti (comprese quelle del genere Olea europea varietà “Leccino” e “Fs-17”), per la presenza di Xylella fastidiosa, ai sensi del comma 2 dell’art. 8-ter della L. 44/2019”.

Ora, grazie a essa, i vivaisti operanti nelle zone delimitate per la presenza in Puglia del batterio Xylella fastidiosa subsp. pauca ST53 (zona cuscinetto, zona di contenimento e zona infetta) sono autorizzati a produrre piante specificate e commercializzarle solo nella zona di contenimento e nella zona infetta.

Capitanio: «Determinazione molto attesa, ma deludente»

Era una Determinazione molto attesa (leggi qui), per rendere possibile lo sblocco dei vivai produttori di numerose specie vegetali specificate (ossia specie potenzialmente a rischio, ma che, come il caso di diverse specie orticole, non sono ospiti della sottospecie “pauca” ceppo ST53). Eppure, per quanto sostiene Leonardo Capitanio, titolare dei Vivai Capitanio Stefano di Monopoli (Ba) e presidente dell’Anve-Associazione nazionale vivaisti esportatori, pare che le attese siano state vanificate da obblighi burocratici e costosi previsti da tale Determinazione.

Leonardo Capitanio.

«Sono stato il primo vivaista a protocollare la richiesta di produzione e commercializzazione nella zona di contenimento e nella zona infetta, tuttavia pienamente consapevole che la Determinazione, così come è stata formulata, è inadeguata alle esigenze dei vivaisti e non funzionerà. La bozza circolata nelle scorse settimane era quasi perfetta, sembrava un buon passo in avanti, tanto che avevo dato il mio benestare, poi, non so per quali ragioni, è stata disposta e ufficializzata una Determinazione che dice ben altro e costituisce un grosso passo indietro. Essa prevede, infatti, una serie di adempimenti troppo onerosi per i vivaisti».

«Analisi troppe e inutili, e soprattutto molto costose»

Ad esempio, cita Capitanio, dispone l’obbligo, per gli operatori professionali autorizzati alla produzione e al commercio all’ingrosso di piante specificate di “(…) caricare sul portale le commercializzazioni/movimentazioni all’ingrosso di piante specificate almeno 48 ore prima dell’emissione del cartellino; effettuare sulle piante specificate, a esclusione delle ospiti (comprese quelle del genere Olea europea varietà “Leccino” e “Fs-17”), entro 10 giorni prima della movimentazione all’ingrosso le analisi di laboratorio al fine di accertare l’assenza di Xylella fastidiosa; ripetere nuove analisi di laboratorio al fine di accertare l’assenza di Xylella fastidiosa, nei termini di cui al punto precedente, in caso di giacenze (…)”.

La Determinazione prevede, secondo Capitanio, una serie di adempimenti troppo burocratici e onerosi per i vivaisti.

«Questo significa che, tolti i due giorni pari alle 48 ore necessarie per il caricamento sul portale, un vivaista come me ha 8 giorni per compiere le analisi. A parte il poco tempo a disposizione, il problema vero è che le piante specificate di un lotto sottoposto ad analisi io le vendo, come fanno anche gli altri vivaisti, non tutte insieme, ma poche alla volta. Quindi dovrò ripetere le analisi più e più volte, sopportando un costo che nella mia azienda, facendo due conti, sarebbe pari a circa 45.000 € all’anno. Non potrebbe bastare, come avevamo proposto, l’analisi dell’intero vivaio a cadenza trimestrale? Secondo me sarebbe un giusto compromesso fra necessità di controllo e possibilità di lavorare per il vivaio, e inoltre ci costerebbe molto meno».

Capitanio sostiene che, dovendo ripetere più e più volte le analisi delle piante specificate, sopporterebbe un costo pari a circa 45.000 € all’anno.

«Perché applicare il cartellino a ogni singola pianta?»

Per Capitanio si tratta di «un’assurdità alla quale se ne aggiunge un’altra, cioè l’obbligo, contenuto in Allegato A, di applicare il cartellino “EMERGENZA XYLELLA – Puglia” a ogni singola pianta. «Per me è una follia pura anche tale obbligo! Nell’epoca della digitalizzazione in cui viviamo, non possono bastare le analisi a cui dobbiamo sottoporre le piante e le comunicazioni a cui siamo tenuti?».

Per Capitanio non è ammissibile dover applicare il cartellino “EMERGENZA XYLELLA – Puglia” a ogni singola pianta.

Purtroppo, aggiunge Capitanio, «alle nostre rimostranze in Osservatorio sulle eccessive analisi ci è stato detto che nessuno immaginava che le piante venissero vendute poche alla volta, ma per blocchi organizzati, e poi ci è stato suggerito si scrivere per proporre eventuali modifiche… Per noi vivaisti questi obblighi eccessivi costituiscono un ostacolo, un vero e proprio blocco alla produzione e commercializzazione delle piante specificate. Formalmente ora possiamo farlo, ma nei fatti non abbiamo compiuto alcun passo in avanti… Mi chiedo se ci sia veramente la volontà di farci lavorare, noi vivaisti operanti nelle zone delimitate».

Xylella, per i vivaisti un passo avanti e uno indietro? - Ultima modifica: 2019-07-11T13:35:44+02:00 da Giuseppe Francesco Sportelli

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