Biostimolanti, braccio operativo nella strategia Farm to Fork

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Cresce il mercato dei biostimolanti, strumento importante per il recupero di competitività. Con la dimostrazione degli effetti dichiarati in etichetta si potrà finalmente contare sempre su prodotti efficaci. Se n’è parlato nel corso di un incontro organizzato da Sagea Group con la collaborazione di Assofertilizzanti
Lorenzo Gallo (Asofertilizzanti)

Un mercato da 2,6 miliardi di dollari che nel 2025 diventeranno 5. È questo il giro d’affari generato dai biostimolanti a livello mondiale. Lo ha ricordato Lorenzo Gallo, presidente del gruppo fertilizzanti specialistici nel corso di un incontro organizzato da Sagea Group, società che fornisce servizi di ricerca, sviluppo e registrazione in agricoltura e nel campo ambientale.

«Quello dei biostimolanti è un comparto in rapida evoluzione che in ricerca e sviluppo, dove lavora dal 10 al 33% del personale delle aziende, prevede un reinvestimento del 3-10% delle entrate. Sono attive inoltre collaborazioni con oltre 150 tra Università e Centri di ricerca» ha ricordato Gallo.

 

 

Sostegno al "Farm to Fork"

I biostimolanti, per le loro caratteristiche operative legate alla sostenibilità, assumono oggi una grande importanza. «Se si tiene conto che questi favoriscono un più efficiente uso della risorsa idrica e degli elementi nutritivi, riducono i danni provocati da stress abiotici ed hanno effetti positivi sulla qualità, favorendo un’intensificazione sostenibile - ha detto Gallo -, i biostimolanti rappresentano uno degli strumenti più efficaci per il raggiungimento degli ambiziosi obiettivi della strategia Farm to Fork».

Dario Frisio (Università di Milano)

Grazie anche al nuovo regolamento Ue i biostimolanti stanno uscendo da una fase pionieristica. “L’interesse dei grandi gruppi internazionali è in continua crescita (vedi la recente acquisizione di Valagro  da parte di Syngenta) e il mercato vive una forte espansione che nei prossimi anni lo porterà a raddoppiare il suo giro d’affari - ha dichiarato Dario Frisio Dipartimento di Scienze e Politiche Ambientali dell’Università di Milano. - Ora è necessario definire i quadri di riferimento normativi e, conseguentemente, merceologici e di attività economica. È inoltre fondamentale una validazione tecnico-scientifica dei prodotti, per evitare confusioni con altre tipologie”.

Il lavoro di Sagea Group

Davide Ferrari (Sagea)

La nuova normativa europea, che finalmente comprende anche i biostimolanti,  dettata dal reg. Ue 2019/1009, entrerà in vigore nel 2022. «Sagea Group partecipa al comitato Cen/TC455 Plant Biostimulants nei Working Group 2, 3, 4 e 5 che stanno definendo gli aspetti normativi e tecnici. - ha ricordato Davide Ferrari, direttore di Sagea Group -. I lavori dei Working Group sono in una fase avanzata e stiamo discutendo gli ultimi particolari dei protocolli e delle linee guida da seguire per svolgere prove sperimentali per la registrazione dei biostimolanti.

Abbiamo le informazioni necessarie per iniziare un lavoro che si potrà ufficializzare solo a partire da luglio 2022, ma che ci dà la possibilità di produrre già dei dati utilizzabili ai fini registrativi non appena entrerà in vigore il reg. 2019/1009. Sagea Group è pronta ad affiancare le aziende nello sviluppo dei loro prodotti, a partire dalle prove preliminari in serra e nelle camere di crescita fino ad arrivare a quelle registrative in campo e in coltura protetta».

"Claim" solo veritieri

Manuel Isceri (Assofertilizzanti)

Il nuovo regolamento prevede nella realizzazione dei dossier per il riconoscimento in legge dei biostimolanti che i claim  (il testo che promuove le caratteristiche e le qualità del prodotto ndr) riportati in etichetta siano pienamente dimostrati.

«Questa è la parte più complessa di tutto il lavoro, a monte del quale deve essere prevista un’armonizzazione degli standard da parte del Cen. Questi standard vengono elaborati grazie al contributo di esperti del settore provenienti da tutta Europa, tra cui quelli italiani in rappresentanza di Unichim (Associazione per l’Unificazione nell’Industria chimica - ente federato all’Uni) - ha ricordato Manuel Isceri dell’Area Regulatory di Assofertizzanti). Solo in questo modo si potrà tenere il mercato sotto controllo  e  migliorare la competitività delle imprese del settore».

In attesa che il nuovo regolamento entri in vigore si continuerà a far riferimento alla norma nazionale. «In prospettiva però - avverte Isceri - questa dovrà essere aggiornata per essere allineata a tutti i principi compresi nel regolamento europeo».

 

Biostimolanti, braccio operativo nella strategia Farm to Fork - Ultima modifica: 2020-10-18T14:57:06+02:00 da Alessandro Maresca

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