Un laboratorio di conoscenza

Il Sannino-De Cillis ospiterà dal 14 al 16 ottobre il congresso Renisa

L’istituto napoletano accoglie 930 studenti in 7 indirizzi di studio e un’azienda agraria di 17 ettari tra frutteti, vigneti e agrumeti

Gli istituti agrari italiani si ritroveranno dal 14 al 16 ottobre a Napoli, al “Sannino-De Cillis”, per il congresso della rete nazionale presieduta da Antonella Germini, dirigente dell’Umberto I di Alba. A fare da padrona di casa sarà Angela Mormone, da sei anni alla guida dell’istituto napoletano, realtà complessa e articolata.

«Il nuovo anno scolastico - esordisce la professoressa Mormone - vedrà presenti 930 studenti nei diversi percorsi di studio. Il  Sannino-De Cillis si caratterizza per un’offerta formativa con 7 indirizzi di studio; le iscrizioni più numerose si registrano nei settori di enogastronomia, Made in Italy, socio-sanitario e agraria. Ai corsi ordinari si aggiungono quelli d’istruzione serale per adulti, attivi per gli indirizzi di enogastronomia e ospitalità alberghiera e di agraria, e quelli della filiera 4+2 collegati agli Its, in partenza proprio da quest’anno».

 

Angela Mormone

 

Come convivono insieme contesti così differenti e come riesce l’istruzione agraria a mantenere la sua specificità?

La coesistenza è una sfida gestionale e pedagogica complessa, ma al contempo un patrimonio di competenze unico. Far dialogare identità così distanti è un’impresa ardua ma possibile, come è emerso anche attraverso sinergie spontanee. Si pensi alla capacità dell’elettronica di ottimizzare ambienti comuni a vantaggio di tutti gli studenti, alle collaborazioni nate tra l’indirizzo agrario e il socio-sanitario, o alla narrazione delle produzioni curata dal corso per i servizi culturali. Questi innesti dimostrano che la frammentazione può essere superata a favore di un ecosistema integrato. In questo quadro, l’istruzione agraria mantiene intatta la sua specificità proprio grazie al suo ruolo di “laboratorio vivente” e di connettore naturale. La sua unicità non viene diluita, ma amplificata dal confronto con gli altri indirizzi: la terra produce ciò che l’alberghiero trasforma, si sposa con la cura della persona del socio-sanitario e si innova attraverso le tecnologie dell’elettronica.

 

Qual è l’area di provenienza degli studenti di agraria?

Gli iscritti risiedono principalmente nell’area orientale di Napoli e nei comuni della fascia vesuviana. Storicamente gli studenti provengono da tutto l’hinterland a est e a nord-est del capoluogo”.

 

Quali sono le principali vocazioni agricole del territorio?

L’istituto insiste su di un’area adagiata sulla pianura un tempo nota come “Sebeto” fino alle pendici del Vesuvio, con suoli vulcanici straordinariamente fertili. Le produzioni includono la frutticoltura, con la coltivazione dell’albicocca vesuviana (la tipica Pellecchiella); l’orticoltura intensiva, con coltivazione sia in pieno campo sia in serra, con eccellenze come il Pomodorino del Piennolo del Vesuvio Dop, i friarielli e le papaccelle; la viticoltura ed olivicoltura nelle zone pedomontane; l’agrumicoltura, diffusa nelle aree costiere.

 

 

Come sono rappresentate all’interno dell’azienda annessa all’istituto queste produzioni?

Le vocazioni locali si ritrovano tutte all’interno dell’azienda che si estende per 17 ettari. La biodiversità e le colture del territorio sono rappresentate. Ospitiamo frutteti, noceti, impianti di limoneto e aranceto, oltre a vigneti e oliveti nei quali gli studenti apprendono sul campo le tecniche di potatura, cura e raccolta. Altri appezzamenti sono destinati alla produzione orticola stagionale. Punto di forza è la filiera completa, poiché disponiamo di laboratori interni per la vinificazione e la trasformazione dei prodotti.

 

Ci sono realtà con le quali intrattenete rapporti strutturati di collaborazione?

L’indirizzo agrario mantiene una fitta rete di relazioni con il tessuto scientifico, professionale e produttivo della Campania.  A livello universitario e scientifico il partner accademico naturale è la Federico II di Napoli con il Dipartimento di Agraria di Portici, con cui condividiamo vicinanza geografica, scientifica e progettuale.  Collaboriamo stabilmente con il Collegio dei Periti Agrari di Napoli, che ha la propria sede proprio all’interno dell’istituto. Rapporti costanti sono in essere con Coldiretti, Confagricoltura e l’Associazione Campana Avicoltori, che ci permettono di allineare la didattica alle reali esigenze del mercato agricolo, coinvolgendo gli studenti in fiere, mercati ed eventi promozionali del territorio. Sinergie sono in essere con i Consorzi di Tutela e con il tessuto imprenditoriale, con gli studenti che svolgono stage e tirocini formativi mirati presso vivai, aziende di gestione del verde, realtà vinicole, aziende conserviere ed imprese dedite all’enologia e alla trasformazione agroalimentare.

 

Quali sono i rapporti con l’Istruzione Tecnica Superiore?

Grazie all’attivazione della filiera 4+2, stiamo stringendo accordi sempre più solidi con le Fondazioni Its Academy dell’area agroalimentare. Dal 2022 siamo partner dell’Its Ma.De. Academy (Manifattura e Design), che si concretizza nel corso biennale per Tecnico Superiore per il restauro di parchi e giardini.

 

 

Che ruolo avete nella Fondazione?

L’istituto è socio fondatore, con un ruolo attivo nella governance che, grazie ad un parteneriato di eccellenza, ci permette di garantire un raccordo diretto tra scuola e Academy. I primi cicli biennali hanno fatto registrare un bilancio positivo, in termini di iscrizioni e di successivo inserimento occupazionale. L’impegno per il futuro prevede l’aggiornamento dei moduli didattici sui sistemi digitali applicati al monitoraggio del verde (agritech, droni e sensoristica predittiva) e l’apertura di nuovi canali di specializzazione legati all’agro-design sostenibile.

 

Nel frattempo sono appena partiti due corsi quadriennali…

Sì, dal 2026/2027 l’istituto li ha attivati per gli indirizzi di enogastronomia e ospitalità alberghiera e agraria, agroalimentare e agroindustria. L’approdo a questa sperimentazione è il risultato di un lavoro di rete che ha coinvolto le realtà  produttive. Sede di questi percorsi sono i nostri laboratori - come l’azienda agraria, la fattoria didattica, l’Ecobistrot e l’AgriCucina — ambienti di eccellenza nei quali regnano i principi della dieta mediterranea, della stagionalità, della sana alimentazione e della sostenibilità ambientale.

 

Investimenti in corso?

Tra quelli degli ultimi anni segnalo l’allestimento dell’AgriCucina, nella quale i prodotti agricoli vengono trasformati e valorizzati sotto l’aspetto culinario; la realizzazione di un moderno impianto di irrigazione per l’oliveto, il vigneto e il limoneto; l’ammodernamento del parco macchine dell’azienda con trattori e attrezzature di precision farming. Al momento stiamo attrezzando due laboratori 4.0, uno di oleotecnica ed uno di enologia.


1Gli istituti agrari in Campania sono 23

La Campania conta 23 istituti agrari: una rete regionale che collabora attivamente per promuovere l’innovazione didattica, la transizione ecologica e lo sviluppo delle filiere locali. Ognuna di queste scuole svolge un ruolo fondamentale sul proprio territorio, fungendo da cerniera tra il mondo della formazione e il tessuto produttivo. La rete è presieduta dal dirigente del “De Sanctis- D’Agostino”di Avellino, Pietro Caterini; vice-presidente dal 2025 è la dirigente del “Sannino-De Cillis” Angela Mormone. Accanto alla dimensione regionale, si sviluppa la collaborazione con la Rete Nazionale degli Istituti Agrari che permette la partecipazione a concorsi, eventi e tavoli di coordinamento  presso il Ministero dell’Istruzione e il Ministero dell’Agricoltura. Tra i progetti più significativi e d’impatto portati avanti dal network spiccano la sperimentazione dei nuovi modelli per l’Agricoltura 4.0, la digitalizzazione avanzata delle aziende agrarie scolastiche e la definizione dei quadri curricolari per i nuovi diplomi quadriennali della Filiera 4+2.


2“La terra ci cura”: Renisa a congresso

“Seminare Salute. La terra che ci cura: agricoltura sostenibile, alimentazione e benessere”: sarà questo il filo conduttore del congresso che dal 14 al 16 ottobre vedrà gli istituti agrari aderenti a Renisa convergere su Napoli. «L’obiettivo – spiega la dirigente Angela Mormone – è sottolineare l’azione educativa della scuola, impegnata a coltivare nei giovani consapevolezza, responsabilità e competenze. La salute, infatti, non si tutela solo negli ospedali, ma si costruisce a monte, partendo dai campi e dalle scelte alimentari quotidiane». Il programma della tre giorni si articola su tre pilastri: agricoltura sostenibile (Il “come”), per raccontare le modalità di produzione; alimentazione (Il “cosa”), ovvero il cibo come fattore salutistico; e il benessere (l’obiettivo), inteso sia in senso fisico, legato a una corretta nutrizione, sia in senso sociale ed economico per le comunità rurali e il territorio.

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