Etichette, anche le multinazionali ‘bruciano’ il semaforo

Dopo il ritiro delle multinazionali agroalimentari, l'etichetta semaforo nell'Ue sembra non avere grande futuro. De Castro: «Ora facciano passo indietro anche i singoli Paesi che volevano adottarla»

Per le etichette a semaforo il colore sembra sempre più rosso. Anche le multinazionali dell'agroalimentare stanno facendo marcia indietro e paiono non avere le minima intenzione di spingere su questa soluzione.

Pronta la presa di posizione di Paolo De Castro, primo vicepresidente della Commissione agricoltura del Parlamento europeo: «È stata da sempre una nostra battaglia a favore di produttori e consumatori. Ora, dopo la rinuncia dei colossi del food all'etichetta nutrizionale a 'semaforo', ci auguriamo che gli schemi volontari adottati in alcuni Stati membri possano essere riconsiderati, sulla base di elementi oggettivi e non condizionanti».
«Sono soddisfatto - ha proseguito De Castro - che le multinazionali dell'agroalimentare interessate, si siano rese conto che una semplificazione eccessiva dell'informazione nutrizionale di un alimento, sulla base di un'etichetta a colori, rischia di condizionare le  scelte dei consumatori europei senza fornire invece le informazione necessaria ad un acquisto consapevole. Del resto, come spiegare che su un olio d'oliva extra vergine venga posto un bollino rosso, perché considerato un prodotto non salutare, e su bibita gasata light no?».

Si ricompattano i produttori europei

«Si tratta - ha concluso l'eurodeputato del Pd - del primo segnale positivo della recente vittoria riportata dal Parlamento europeo contro le pratiche commerciali sleali nella catena alimentare. Che ha avuto il merito di ricompattare i produttori agroalimentari europei grandi e piccoli in favore di una filiera sempre più equa e trasparente. Proprio a tale scopo stiamo lavorando alacremente per raggiungere un accordo politico finale con il Consiglio e la Commissione europea entro la fine dell’anno con un round, che ci auguriamo possa essere conclusivo, il 6 dicembre a cui è atteso il commissario europeo all'agricoltura Phil Hogan».

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