Trinciato per alimentazione animale. Meglio il taglio lungo o corto?

trinciato
Per andare incontro alla tendenza che vuole un taglio più lungo, Claas ha messo a listino, da quest’anno, il nuovo rotore V Max Extended, di serie su tutte le Jaguar 900
Con lo shredlage, una nuova tecnica nata negli Usa che sta prendendo piede anche in Europa, si è diffusa una nuova filosofia di alimentazione animale che predilige i 3 cm di lunghezza. E richiede dei rompigranella “speciali”.

Potrebbe essere la solita moda oppure una tendenza più duratura. Di certo, al momento, c’è il crescente interesse per una filosofia di alimentazione che ribalta le tendenze degli ultimi anni: mentre ci si affannava ad accorciare il taglio del trinciato, qualcuno - guarda caso negli Stati Uniti - ha detto che invece il medesimo va allungato, ed è stato subito “sfibramento”.

Una routine nuova

Sintetizziamo per chi si fosse perso qualche puntata. Da anni – un bel po’, ormai – tra gli alimentaristi statunitensi si diffonde una corrente di pensiero alternativa per la nutrizione delle vacche da latte: imbottire la razione alimentare di silomais tagliato a circa 3 cm di lunghezza, eliminando paglia e altri ingredienti utili soltanto a favorire la ruminazione. Un trinciato di questa dimensione, dicono, è già di per sé sufficiente a stimolare il rumine. Inoltre, aumentando la quota di silomais fin oltre il 90%, è possibile eliminare altre fonti di energia e risparmiare sui costi alimentari. Tutto questo migliorando la salute della mandria e facendo anche qualche litro in più di latte, a quanto pare.

Poiché l’unifeed deve essere anche digeribile, oltre che stimolante, è però necessario che la granella sia ben rotta e il tutolo inciso, se non spezzettato. Ecco quindi nascere una nuova famiglia di rompigranella: i cosiddetti sfibratori, che grazie a soluzioni diverse – denti piccoli e a spirale, elevato differenziale di rotazione tra i due rulli – incidono o spezzano la quasi totalità delle cariossidi e in più schiacciano e sfilacciano lo stocco, favorendo sia l’attacco della flora batterica ruminale, sia il compattamento in trincea, dove uno stocco integro (tondo e spugnoso) sarebbe a rischio di ammuffimento.

Stati Uniti ed Europa

Nel giro di alcuni anni il sistema si è diffuso negli States ed è sbarcato in Europa, dove sta andando forte in Olanda e Germania, soprattutto. Da un paio di stagioni è arrivato anche da noi, grazie alla scommessa fatta da Claas, che ha brevettato il nome Shredlage e proposto un kit specifico per le sue trince, composto da un tamburo in grado di tagliare a 3 cm o più e un corn cracker di nuova concezione, che sfibra la pianta e tritura la granella in altissima percentuale. Rimasto in sordina per un anno circa, il sistema Shredlage ha conosciuto uno sviluppo notevole nel 2017, forte anche delle positive valutazioni di chi l’aveva provato nel 2016. Gli agricoltori hanno così iniziato a richiederlo, i contoterzisti hanno fatto lo stesso presso i costruttori di trince e questi ultimi si sono attrezzati: New Holland ha lanciato un dispositivo simile (Dura Shredder) ad Agritechnica 2017 e da questa stagione anche John Deere propone ufficialmente un rompigranella sfibratore, sebbene non come dotazione di fabbrica.

Moda o sostanza? Il sistema funziona veramente? La risposta è senz’altro positiva per quanto riguarda gli Usa, dove sono soliti nutrire gli animali con altissime percentuali di silomais e poca o nessuna fibra lunga. Oltre oceano, dove peraltro si produce sostanzialmente latte alimentare, la nuova razione ha sicuramente ragion d’essere. Resta da dimostrare la validità in Europa e soprattutto Italia, dove si fa latte per le filiere Dop del Grana e altri formaggi pregiati e dove la razione alimentare è da sempre addizionata con fieno essiccato o paglia. I primi riscontri, a ogni modo, sembrano positivi, quantomeno in termini di maggiori produzioni e risparmio sui costi.

1. Claas

Per andare incontro alla tendenza che vuole un taglio più lungo, Claas ha messo a listino, da quest’anno, il nuovo rotore V Max Extended, di serie su tutte le Jaguar 900
Il nuovo rotore V Max Extended, di serie su tutte le Jaguar 900

Come abbiamo scritto, il principio del taglio lungo sfibrato è stato portato in Italia da Claas, ma attualmente – nel nostro paese e ancor più in Europa – sono in tanti a proporre soluzioni simili. Partiamo comunque, per diritto acquisito, dal costruttore di Harsewinkel. Il quale ci tiene a puntualizzare alcuni aspetti. Primo: il metodo Shredlage è di sua esclusiva pertinenza, avendone acquistato i diritti. Secondo: la tecnologia Shredlage non si può ridurre al semplice rompigranella. È, invece, un sistema completo, che prevede anche un determinato taglio e il ripensamento dell’intera razione alimentare. «Se ci si limita a sostituire il corn cracker con il dispositivo Shredlage senza intervenire sul tamburo, si avrà un flusso di prodotto disomogeneo, con forti vibrazioni in tutta la macchina. Shredlage, infatti, prevede un cambiamento di tipo culturale nell’alimentazione dei bovini», spiegano dal marketing italiano. Proprio per andare incontro alla tendenza che vuole un taglio più lungo, Claas ha messo a listino, da quest’anno, il nuovo rotore V Max Extended, di serie su tutte le Jaguar 900. Si tratta di un tamburo con le flange portacoltelli ruotabili, per poterle facilmente regolare o escludere senza determinare alterazioni nel flusso di prodotto. Cosa che avverrebbe, sostiene Claas, togliendo metà delle lame dal tamburo.

2. New Holland

Il secondo costruttore, in ordine di tempo, a proporre il rompigranella sfibratore in Italia è stato New Holland, con il suo Dura Shredder
Il Dura Shredder

Il secondo costruttore, in ordine di tempo, a proporre il rompigranella sfibratore in Italia è stato New Holland, con il suo Dura Shredder. Realizzato nello stabilimento belga di Zedelgem, prevede denti a spirale e rotazione diversificata per sfilacciare il tutolo e ottenere i positivi effetti su ruminazione e gestione della trincea elencati sopra. Anche nel caso di New Holland il rompigranella a spirale dev’essere abbinato al taglio lungo della pianta: il costruttore consiglia almeno 20 mm, da quanto abbiamo capito. Il dispositivo, in vendita dallo scorso autunno, ha ottenuto un discreto successo, dichiara il costruttore, e si sta diffondendo soprattutto in Piemonte e in parte in Lombardia, nelle zone ad alta densità di stalle.

3. John Deere

Anche John Deere si è adattata alle richieste del mercato e offre, da poche settimane, la possibilità di montare sulle 8600 e 8800 un rompigranella con denti a spirale contrapposta

Inizialmente piuttosto scettica su questa tecnologia, anche John Deere si è infine adattata alle richieste del mercato e offre, da poche settimane, la possibilità di montare sulle sue 8600 e 8800 un rompigranella con denti a spirale contrapposta, per ottenere l’effetto di sfibramento del prodotto, favorito da un differenziale di velocità tra i due rulli che arriva al 50%. Realizzato dal costruttore americano che detiene il brevetto sulla tecnologia, sostiene John Deere, il dispositivo è montato dal concessionario – dunque la macchina arriva a casa del cliente già finita – e non richiede adattamento del canale di raccolta o altri interventi. Cosa più importante, sottolineano dalla filiale italiana, l’Harvest Lab, ovvero il dispositivo Nir per l’analisi in tempo reale di proteine, amidi e sostanza secca del trinciato, lavora perfettamente anche con il taglio lungo richiesto da questo metodo di lavorazione. Taglio che si può ottenere, conclude il costruttore americano, togliendo la metà dei coltelli dal rotore. Se si parte, per esempio da un tamburo a 64 lame, il loro dimezzamento permette di arrivare a 3 cm di lunghezza, mentre con un 56 lame, che in origine taglia da 4 a 17 mm, si può ottenere un trinciato da 34 mm.

4. Krone

Il rompigranella a dischi Krone, sostiene il costruttore tedesco, assicura la perfetta rottura della granella e, per effetto della rotazione diversificata, anche lo sfibramento dello stocco

Se tre costruttori hanno abbracciato, perlomeno come offerta a richiesta, il principio del rompigranella specifico per sfibramento, ne restano due che non sembrano per ora intenzionati a seguire quella che ritengono essere soprattutto una moda. Krone, per esempio, sostiene che lo stesso risultato si può tranquillamente ottenere anche con i rotori e corn cracker tradizionali, presenti sul mercato già da decenni. «In fondo stiamo parlando di un trinciato più strutturato, con granella completamente schiacciata o, se sufficientemente secca, polverizzata, in modo che aderisca alla foglia, rendendola più appetitosa. Che a questo si voglia dare un nome commerciale, è legittimo; ma, per quanto ci riguarda, siamo in grado di garantire lo stesso risultato utilizzando, per esempio, i nostri rompigranella a dischi, abbinati a un taglio lungo del prodotto, senza dover montare nulla di nuovo», sostiene Jean Wilmshöfer, responsabile marketing per Krone Italia. Il rompigranella a dischi Krone, ci dice il costruttore tedesco, che potenzialmente può girare con un differenziale di velocità anche del 70%, assicura la perfetta rottura della granella e, per effetto della rotazione diversificata, anche lo sfibramento dello stocco. Se quest’ultimo è tagliato lungo, usando i rotori a 28 o 36 lame, ecco ottenuto l’effetto di cui tanto si parla. «Tra l’altro – conclude il manager di Krone – grazie al nostro sistema Variloc è possibile variare facilmente la lunghezza di taglio intervenendo sui giri del rotore, senza toccare le lame. Questo permette di fare taglio corto per biogas al mattino e lungo per la stalla al pomeriggio, senza alcun problema».

5. Fendt

Come Krone, anche Fendt sostiene di poter ottenere la destrutturazione della pianta con i dispositivi tradizionali

Concludiamo con Fendt. Come Krone, anche il marchio del gruppo Agco sostiene di poter ottenere la destrutturazione della pianta con i dispositivi tradizionali. Per esempio, il V-cracker, che lavora per attrito tra i dischi, determina, in caso di taglio lungo, lo sfibramento del mais. Con la differenza, ci dicono dal marketing italiano, che con il V-cracker è possibile fare anche trinciato per biogas, mentre i nuovi rompigranella sfibratori sono limitati al taglio per stalla. Unico vincolo è quello di non superare i 3 cm, oltre i quali il rompigranella a dischi è sottoposto a uno sforzo eccessivo.

Vendite stazionarie

Le vendite di trince in Italia da ormai tre anni sembrano essersi assestate intorno al valore fisiologico delle 70 unità. Anche nel 2017, infatti, sono state vendute, stando alle nostre elaborazioni, 73 macchine, una in più rispetto al 2016. Non possiamo che ribadire anche quest’anno che con lo sgonfiarsi del boom degli impianti di biogas, si sono ristrette anche le vendite di falciatrinciacaricatrici, che, ricordiamo, avevano raggiunto un picco di 121 unità nel 2013. A livello di quote mercato, Claas rimane leader indiscussa e sale anche di market share (dal 51% al 56%), davanti a John Deere (18% come nel 2016), New Holland (12%, stabile), Krone (11%, in calo di 3 punti rispetto alla stagione precedente) e Fendt (3%, in calo).

A livello europeo la Germania torna a crescere (540 macchine vendute) e rimane il mercato di riferimento in Europa per le trince, mentre Francia e Regno Unito perdono rispettivamente il 5 e il 15%.