Gli olivicoltori del Belice provano a fare filiera per Starbucks

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La multinazionale del caffè interessata alle olive siciliane per la crescente richiesta della bevanda "Oleato". Primi passi per il club composto da imprenditori agricoli e agronomi

Riuscirà una potente multinazionale come Starbucks a scalfire l’atavica incapacità degli agricoltori siciliani ad associarsi? A contare le presenze (circa 300 persone) arrivate nell'azienda Asaro a Marinella di Selinunte, località balneare di Partanna in provincia di Trapani, l’impresa sembra essere cominciata bene. I numerosi presenti hanno risposto all’appello di Tommaso Asaro, conosciuto e apprezzato produttore e commerciante di olio extravergine d'oliva, e hanno assistito alla presentazione del progetto del “Club degli agricoltori del Belìce”, sostenuto e supportato da Starbucks, la multinazionale di Seattle titolare della più nota catena di caffetterie che opera in tutto il mondo.

A Marinella di Selinunte è arrivato perfino Howard Schultz, fondatore, presidente e amministratore delegato di Starbucks dal 1986 al 2000, dal 2008 al 2017 e come Ceo a interim dal 2022 e sino ad aprile di quest’anno. Schultz, che a distanza di pochi mesi è tornato in Sicilia, ha raccontato l’esperienza degli Starbucks Farmer support center (oltre una decina nel mondo): il primo centro di supporto agli agricoltori è stato aperto a San José, in Costa Rica, nel 2004.

«Lavoriamo individualmente con gli agricoltori sul campo, supportiamo cooperative e fornitori, gli agronomi di Starbucks si basano sui metodi di coltivazione tradizionali per aiutare gli agricoltori a migliorare sia la qualità che la redditività dei loro raccolti – ha detto Schultz –. Starbucks guarda con attenzione al Belìce per “importare” l’esperienza del Farmer support center. Siamo qui per sostenere gli agricoltori di questo territorio».

Ma cosa porta Starbucks ad interessarsi della Valle del Belìce (famosa in Italia più per il terremoto del ’68 che per l’ottimo olio di Nocellara che qui si produce)? Galeotto, se cosí si può dire, fu l’incontro avvenuto alcuni mesi fa tra Tommaso Asaro e Howard Schultz. All’imprenditore statunitense, Asaro raccontò della sua abitudine di consumare ogni giorno a digiuno un cucchiaio di olio extravergine di oliva. Una sana abitudine che colpì Schultz: «Da lì è nato l’interesse verso questo prodotto: abbiamo iniziato a fare dei test tra caffè e olio e l’abbinamento è stato straordinario».

La platea durante l'incontro all'azienda Asaro

A caccia di olive per Oleato

Da febbraio 2023 Asaro, la cui famiglia da più di cento anni esporta olio e olive negli Usa, collabora con la catena di caffetterie fornendo il suo olio extravergine di Nocellara del Belìce per la preparazione delle bevande “Oleato”, che riuniscono un’inaspettata alchimia di caffè Arabica Starbucks, infuso con olio extravergine d'oliva di Partanna, offrendo un’esperienza di caffè delicata, vellutata e deliziosa. I capi di Starbucks dicono sia stato molto apprezzato. E proprio per far fronte alle richieste previste in crescita (Oleato al momento viene proposto solo in pochi punti vendita), l’imprenditore di Partanna ha pensato di coinvolgere i produttori della sua valle e ha lanciato l’idea del club: «Gli obiettivi sono quelli di mettere in atto per la Nocellara del Belìce una coltivazione sostenibile, sviluppare linee guida comuni nei trattamenti degli olivi e nella commercializzazione e così aiutare a creare un futuro migliore per gli agricoltori della Valle del Belìce”, ha spiegato alla platea di agricoltori. Il Club – ha concluso – ha come obiettivo quello di valorizzare la nostra cultivar principe, iniziando da chi la coltiva».
«Il futuro di ‘Oleato’ dipende dal vostro futuro – ha detto Michelle Burns, vicepresidente esecutivo Global coffee, social impact e sustainability di Starbucks – noi mettiamo a disposizione la nostra conoscenza, le nostre risorse, la nostra filosofia di economia ‘open source’ per il futuro di questa valle».

Il Club ha già mosso i suoi primi passi: nelle scorse settimane si sono svolti diversi incontri con agricoltori-produttori e agronomi provenienti dai paesi di maggiore produzione della cultivar: Partanna, Castelvetrano, Campobello di Mazara, Santa Ninfa, Salaparuta e Poggioreale.

Nell’azienda di Tommaso Asaro, oltre agli imprenditori agricoli c’erano ben tre assessori regionali: Luca Sammartino (Agricoltura), Mimmo Turano (Istruzione e formazione professionale) ed Elvira Amata (Turismo, sport e spettacoli). A benedire l’intesa tra olivicoltori della valle del Belìce anche il dirigente generale del Dipartimento Agricoltura, Dario Cartabellotta.

Starbucks, dunque, guarda con attenzione al Belìce per “importare” l’esperienza dei Farmer support center. Si sostituisce così all’istituzione pubblica (ormai assente da anni) nel fornire assistenza tecnica agli agricoltori. Ma non certo senza interesse.

Gli olivicoltori del Belice provano a fare filiera per Starbucks - Ultima modifica: 2023-08-28T19:23:26+02:00 da Simone Martarello

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