Cereali foraggeri, prosegue la marcia di grano tenero e orzo. Frena la soia

grano tenero
Anche nella prima settimana di novembre i listini dei principali cereali foraggeri sono stati contraddistinti del segno "più". Il dato più significativo è quello del grano tenero

La prima settimana di novembre ha mostrato nuovi rialzi nel mercato dei cereali foraggeri, ancora trainati dalla fase di aumento che sta interessando tutto il comparto dei grani teneri, sia per uso alimentare che zootecnico. Dopo il rallentamento in chiusura di ottobre, anche per gli orzi è tornato a prevalere il segno “più”, grazie a una discreta domanda. Tra i proteici si è arrestata la salita della soia nazionale no ogm, che fin dall’esordio dell’attuale annata aveva evidenziato rincari settimanali. Stabile anche la soia di provenienza estera.

Grano tenero, disponibilità ridotta

Prosegue la corsa dei grani teneri, con ulteriori rialzi settimanali presso le principali Borse Merci italiane che hanno coinvolto sia i grani destinati all’uso alimentare che quelli utilizzati nella zootecnia, complice la ridotta disponibilità di prodotto sul mercato. A Bologna i prezzi del grano tenero ad uso zootecnico si sono portati sui 321-322 €/t (franco arrivo), 5 €/t in più rispetto all’ultima settimana di ottobre. Sfiora il +45% la crescita rispetto alla scorsa annata. I listini restano orientati al rialzo anche nel mercato comunitario. Al Matif di Parigi le quotazioni future del grano zootecnico hanno chiuso la settimana sui 217 €/t, guadagnando l’1,2% rispetto a sette giorni prima.

Orzo di nuovo in marcia

Tornano in aumento anche i prezzi degli orzi sia di origine nazionale che di provenienza estera. Sulla piazza di Milano l’orzo pesante ha messo a segno un aumento di 8 €/t rispetto all’ultima settimana di ottobre, superando così la soglia dei 270 €/t (franco arrivo). La crescita rispetto alla scorsa annata è giunta così a toccare il 50%. Segno “più” a Milano (+3 €/t) anche per il sorgo mentre a Bologna i prezzi sono rimasti invariati. Rimane superiore al +50% l’aumento rispetto ad un anno fa.

La soia "prende fiato"

Dopo la serie di rialzi settimanali registrati sin dall’avvio dell’attuale annata e dopo aver guadagnato quasi il 20% in meno di tre mesi, i prezzi della soia nazionale (no ogm) hanno mostrato segnali di consolidamento. A Bologna i valori sono rimasti fermi sui 620-625 €/t (franco partenza) ed il rincaro rispetto alla scorsa annata si mantiene su un +56%. Nessuna variazione settimanale anche nei listini della soia estera ogm, stabile a Bologna appena sopra i 500 €/t (franco arrivo). Si accentua, invece, la fase di rientro delle quotazioni sulle principali piazze internazionali. A pesare è l’assenza attuale di tensioni sul fronte dell’offerta, con la produzione degli Stati Uniti che dovrebbe essere rivista al rialzo dall’USDA nel report di novembre e con prospettive che al momento rimangono favorevoli anche per il raccolto brasiliano. Alla Borsa di Chicago le quotazioni futures sono tornate sotto i 12 dollari per bushel (pari a 379 €/t) in chiusura di settimana, cedendo il 3,5%.

Nel comparto delle farine proteiche, si sono confermati i rialzi settimanali per i prezzi all’ingrosso della farina di girasole integrale nazionale, salita a Bologna sui 250-255 €/t (+5 €/t), e della farina di colza, giunta a superare a Milano i 340 €/t (+7 €/t). Per entrambe, il rincaro rispetto ad un anno fa è nell’ordine dei 20 punti percentuali.

I prezzi dei cereali e delle materie prime foraggere
nella settimana dall'1
al 5 novembre 2021

Cereali foraggeri, prosegue la marcia di grano tenero e orzo. Frena la soia - Ultima modifica: 2021-11-08T16:52:12+01:00 da Redazione Terra e Vita

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