Orzo e sorgo non si liberano dal segno meno

orzo
Dopo una maggiore stabilità di inizio mese, sono tornate a scendere le quotazioni della soia. Segno meno anche per orzo e sorgo. I prezzi settimanali delle farine proteiche e dei cereali foraggeri rilevati dalle Camere di Commercio ed elaborati da Borsa Merci Telematica Italiana (Bmti)

Rimane negativa la congiuntura per il comparto delle farine proteiche, interessate anche nella seconda settimana di marzo da diffusi ribassi dei prezzi all’ingrosso su tutte le principali piazze di scambio nazionali.

Farine proteiche

Dopo una maggiore stabilità osservata in apertura di mese, sono tornate a scendere le quotazioni della soia, complice uno scenario mondiale che al momento resta ribassista, segnato dalle attese positive sulla produzione sudamericana. Sulla piazza di Milano i valori della soia nazionale sono scesi sui 334-337 €/t, cedendo 3 €/t rispetto alla settimana precedente. E negativa è anche la variazione rispetto alla scorsa annata, pari ad un -13%. I ribassi hanno interessato anche la farina di soia, anche per via del buon livello di offerta registrato nel mercato. Le quotazioni della farina decorticata nazionale hanno perso 4 €/t, attestandosi sui 338-351 €/t e rimanendo più basse del 18% rispetto ad un anno fa. Prosegue il calo per la farina di girasole, più accentuato per la farina proteica a causa dell’ampia offerta disponibile. Sulla piazza di Torino i prezzi si sono attestati sui 241-243 €/t, in calo dell’1,6% rispetto alla settimana precedente. Dinamica simile anche per la farina di colza, i cui prezzi sulla piazza di Bologna sono scesi sui 270-273 €/t, in calo di 2 €/t rispetto alla settimana precedente. I prezzi attuali rimangono comunque più alti nel confronto con la scorsa annata (+5,4%).

Cereali foraggeri

Il segno “meno” continua a caratterizzare anche l’attuale andamento dei cereali foraggeri, orzo e sorgo in particolar modo. I prezzi dell’orzo nazionale (pesante) hanno registrato per la quarta settimana consecutiva un ribasso, attestandosi sui 212-215 €/t a Bologna (-2 €/t), pur mantenendosi più alti rispetto allo scorso anno (+16%). A imprimere debolezza alle quotazioni sono anche le buone prospettive per il prossimo raccolto. A livello comunitario, secondo le stime della DG Agri della Commissione Europea, la produzione dovrebbe crescere del 7%, passando da 56,6 a 60,7 milioni di tonnellate. E crescita, seppur lieve, ci si attende anche per il raccolto italiano, che dovrebbe attestarsi a ridosso di 1,1 milioni di tonnellate, in aumento del 2% rispetto al 2018. Diffusi ribassi si sono rilevati anche per il sorgo. A Bologna il calo su base settimanale è stato di 5 €/t, con i prezzi scivolati sui 182-184 €/t. Nonostante l’attuale fase di ribasso, il confronto con la scorsa annata resta positivo (+5,8%).

I prezzi dei cereali e delle materie prime nella settimana dall'11 al 18 marzo 2019

Orzo e sorgo non si liberano dal segno meno - Ultima modifica: 2019-03-18T16:04:20+00:00 da Terra e Vita

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