Ucraina, orzo foraggero a rischio sul breve termine

Ucraina
Incognite sulle capacità di semina in Ucraina e prezzo che sfiora i 400 €/t. Meno problematica la situazione per l'orzo da malto

L'impennata nel settore dei cereali sta portando i prezzi dell'orzo a nuovi massimi con rincari ben oltre i 100 €/t e quotazioni che in Centro Europa ormai sfiorano i 400 €/t arrivo. L’effetto bellico si fa sentire anche se al momento l’impatto commerciale è minore rispetto agli altri cereali. Poiché l’orzo è il primo a essere commercializzato ha fatto si che l’inizio del conflitto sia arrivato quando una buona parte dei volumi avesse già preso il largo dai porti del Mar Nero. Comunque i riflessi si allungheranno sulla prossima campagna e l’interrogativo resta sui volumi che realmente saranno prodotti in quelle aree.

Ucraina, semine a rischio

Nella regione oggi in guerra le semine sono in gran parte primaverili ed è forte l’incertezza sulla possibilità di entrare in campo a svolgere le usuali patiche agronomiche. Se come è presumibile le superfici seminate in Ucraina subiranno una drastica riduzione, lo scenario 2022/23 si presenta a forte rischio anche perché la prossima annata agraria comincerà con base scorte iniziali a livello globale, su valori che ci riportano ai minimi dell’ultimo trentennio. Con un Supply-Demand “risicato” sarà determinate che nulla si aggiunga al già devastante effetto della guerra in corso; per intenderci un incidente climatico in Canada o Australia sarebbe letale per il mercato degli orzi e non solo.

Comunque al momento la situazione in campo nella Comunità resta buona e a breve si avranno le nuove stime dalla fonte americana Usda che se da un lato sottolineeranno un panorama commerciale in tensione, dall’altro dovrebbero fare cenno alla recente revisione (al rialzo) della produzione australiana che figurativamente è la sola barca che può traghettare un’annata 2021/22 nata male e finita peggio, con la nuova campagna che, inaspettatamente, inizia in salita.

Possibili scenari

Guardando all’Europa e al nostro mercato, un default dell’Ucraina spingerebbe la Cina a trovare fonti alternative, premendo su origini come quella Francese (con l’Australia restano le restrizioni commerciali cinesi), con ripercussioni di prezzo a cascata anche sulle nostre piazze che, in aggiunta, sono e resteranno orfane ancora per mesi dei grani “feed” dal Mar Nero.

Se per l’orzo foraggero la situazione è davvero complicata, per quello da malto, salvo problemi climatici, le prospettive sono relativamente meno cupe con produzioni e disponibilità curo-canadesi che tornerebbero alla normalità

Ucraina, orzo foraggero a rischio sul breve termine - Ultima modifica: 2022-03-08T09:49:25+01:00 da Simone Martarello

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