Arriva la più grande malteria d’Italia

Da sinistra: Ettore Prandini, Cristiano Corazzari, Moreno Gasparini, Teo Musso e Giovanni Toffoli.
Aprirà nel 2023 in Veneto la nuova malteria da birra di Italmat. K-Adriatica ha presentato il progetto per un nuovo stabilimento a Loreo (Ro)

La più grande malteria d’Italia dal 2023 sarà targata K-Adriatica. È stato presentato oggi (16 luglio) il progetto della malteria da birra del Nord Est di Italmalt di K-Adriatica spa che si va ad aggiungere allo stabilimento di Melfi in Basilicata. Un piano per sviluppare la produzione di malto da birra italiano per garantire il 60% del fabbisogno nazionale, oggi coperto al 40%.

Rendering del nuovo stabilimento

Il progetto della malteria a Loreo (Ro) è stato presentato dall’amministratore delegato di K-Adriatica, Giovanni Toffoli. Sono intervenuti il sindaco di Loreo e presidente del Parco Regionale del Delta del Po Moreno Gasparini, l’assessore della Regione Veneto a pianificazione territoriale e urbanistica, beni ambientali, caccia, pesca e acquacoltura Cristiano Corazzari, il presidente Nazionale Coldiretti Ettore Prandini, e il presidente del Consorzio Birra Italiana Teo Musso.

 

 

Il fabbisogno di malto per birra in Italia è di 208mila t, mentre l’attuale produzione si attesta sulle di 83mila  di cui oltre il 40% (36mila) prodotte da Italmat di K-Adriatica nello stabilimento di Melfi.

«Pronti per il raccolto di orzo 2023»

La sede K Adriatica di Loreo

«Il nostro obiettivo è essere pronti per il raccolto dell’orzo a giugno 2023. Con il nuovo progetto – spiega Giovanni Toffoli - contiamo di sviluppare ulteriormente il mercato della birra 100% Made in Italy, aumentando la produzione del malto per birra per arrivare a coprire il 60% del mercato nazionale riducendo le importazioni che oggi sono pari a circa 125mila tonnellate.

Attraverso i contratti di filiera, che coinvolgeranno circa 800 imprese agricole del Veneto, Friuli-Venezia Giulia, Emilia-Romagna e Marche, K-Adriatica arriverà a produrre circa 92mila tonnellate di orzo da birra in 20mila ettari coltivati, suddivisi in 42mila tonnellate di orzo a Melfi e 50mila tonnellate di orzo a Loreo».

Un investimento da 25 milioni di euro

Tecnologia e sostenibilità sono i punti di partenza della malteria polesana per cui K-Adriatica investirà circa 25 milioni di euro, di cui circa 22,6 milioni di euro destinati agli impianti tecnologici e 2,4 milioni di euro per lo stabilimento produttivo. Sono stimati investimenti per l’indotto fino a 10 milioni di euro.

Lo stabilimento utilizzerà solo energia elettrica da cogenerazione con uso del 100% del calore. E’ prevista una riduzione del consumo di acqua del 35%. La produzione sarà ad elevato grado di automazione, collegata a un sistema integrato di stoccaggio e permetterà di occupare, tra diretti ed indiretti, oltre 100 persone.

«Creiamo valore aggiunto»

«Oggi abbiamo una grande opportunità di mostrare che facendo squadra e sistema si crea valore aggiunto rispetto a una filiera, quella cerealicola, che può dare possibilità di crescita e sviluppo occupazionale – Affrma Ettore Prandini, presidente Coldiretti - . Realizzare un maltificio nel Nord Est, che punti a valorizzare il settore della birra industriale, artigianale, e soprattutto di quella agricola vuol dire creare le condizioni per il posizionamento di un prodotto fatto al 100% in Italia, partendo dalla materia agricola nazionale, così da dare valore al lavoro di sacrificio che gli agricoltori svolgono nel quotidiano».

Un patrimonio importante

Secondo l’Annual Report 2020 di AssoBirra, la produzione nazionale di birra si è attestata a 15.829.000 ettolitri, calando dell’8,4% rispetto al 2019 (quando aveva raggiunto i 17.288.000 ettolitri) e i consumi – colpiti dalle restrizioni imposte nel fuori casa – hanno segnato un calo dell’11,4% (18.784.000 ettolitri nei confronti di un 2019 che aveva superato la quota dei 21 milioni di ettolitri).

Anche l’export, dopo anni di crescita, subisce un leggero calo del 4,8% con volumi esportati pari a 3,3 milioni di ettolitri riconfermandosi comunque significativo nei Paesi a forte tradizione birraria, a dimostrazione della qualità della birra italiana. Tra i principali Paesi importatori ci sono il Regno Unito (47,3%), gli USA (7,3%) e l’Australia (7%). Di contro si segnala un calo dell’import del 15%. Secondo AssoBirra, nel 2020, la birra è stata la bevanda più consumata dagli italiani.

In questo contesto, la birra rimane un importante patrimonio per l’Italia. Lo testimoniano i numeri: la filiera brassicola nel 2020 conta circa 900 imprese e oltre 115.000 occupati lungo tutta la filiera dalle imprese agricole fino ai punti di consumo out-of-home

Arriva la più grande malteria d’Italia - Ultima modifica: 2021-07-16T16:09:44+02:00 da Alessandro Maresca

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento
Per favore inserisci il tuo nome