Una concimazione “starter” dall’erbaio in decomposizione

La rullatura dell'erbaio vernino prima della semina del riso
Giovanni Picco di Bianzè (Vc) adotta un sistema sperimentale di coltivazione: da qualche anno semina un erbaio autunno vernino che viene rullato dopo la semina del riso

Giovanni Picco è il titolare di una azienda agricola risicola sita in Bianzè (Vc).

Giovanni è il frutto dell’unione di due storiche famiglie di agricoltori: da parte del padre Gianmario la famiglia Picco, che dal 1935 ha condotto e coltivato la cascina Belvedere di Bianzè, e da parte della madre Carla, la famiglia Capellino le cui radici bianzinesi sono testimoniate da atti comunali datati addirittura 1700.

Giovanni Picco

La cascina Belvedere, dove risiede Giovanni, è stata negli anni precedenti alla sua nascita coltivata dal padre Gianmario e dal fratello Benedetto, che si sono distinti come agricoltori ricevendo negli anni numerosi premi e menzioni per la qualità dei prodotti soprattutto relativamente alla coltivazione di riso da seme.

Nel 1997 con l’ausilio e la collaborazione di Gaudenzio Fulchiero, ex dipendente dell’azienda si iniziò anche l’attività di allevamento di tacchini che perdura fino ad oggi grazie alla gestione oculata e lungimirante di Gaudenzio e del figlio Eusebio.

Anteprima di Terra e Vita 6/2022

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Attrezzature innovative

«Dopo la perdita di mio padre, nel 2014, – ci spiega Giovanni – ho intrapreso l’attività lavorativa in prima persona e con molta fatica, ma con altrettanta dedizione e determinazione, ho appreso i rudimenti del mestiere da mio zio Benedetto. In quei primi anni lavorativi sono riuscito tra mille difficoltà a laurearmi in economia aziendale all’Università del Piemonte Orientale di Novara. Oggi collaboro con mio zio Giovanni, e insieme coltiviamo principalmente riso, mais e soia».

Grazie anche ai numerosi incentivi dell’agricoltura 4.0, lo scorso anno Giovanni Picco ha acquistato diverse apparecchiature (guide satellitari, mappature di produzione, spandiconcime e botte del diserbo automatizzata) che aiutano l’azienda ad entrare a pieno regime nei dettami del precision farming e ad assecondare le sempre più stringenti normative ambientali della nuova Pac.

Loietto dopo la raccolta

Giovanni ci spiega che, con orgoglio, da qualche anno pratica un sistema sperimentale di coltivazione che consiste nel seminare un erbaio autunno-vernino. Nella fattispecie viene seminato il loietto, appena si è conclusa l’operazione di raccolta del riso.

«Successivamente l’erbaio va mantenuto fino alla piena fioritura – spiega Giovanni –, che mediamente avviene intorno ai primi di maggio. A quel punto si semina il riso a spaglio e successivamente si procede rullando il suddetto erbaio e mettendo l’acqua nelle camere di risaia.

Dopo circa 10 giorni l’erbaio sarà completamente marcito e il riso germogliato; a quel punto viene tolta l’acqua e si procede con un’asciutta di radicamento che dura circa 2 settimane. Quando il riso emerge dall’erbaio ormai in decomposizione, si rimette l’acqua e poi si procede con le tradizionali pratiche agrarie».

Pacciamatura naturale

Le peculiarità più importanti di questa tecnica sono da un lato il fatto che si viene a creare una pacciamatura naturale sul terreno che non fa emergere le infestanti e conseguentemente apporta tramite gli acidi umici generati dal processo di disgregazione dell’erbaio un ottima concimazione “starter” per la coltura.

«Il mio Obiettivo per il futuro – conclude Giovanni – è quello di ampliare questa tecnica di coltivazione e affinare tutte le operazioni di precision farming che, sicuramente, nel lungo periodo potranno dare una buona risposta in termini di redditività non solo alla nostra azienda ma anche a tutto il nostro comparto agricolo locale».

Una concimazione “starter” dall’erbaio in decomposizione - Ultima modifica: 2022-02-17T21:49:08+01:00 da K4

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