Riflettori nuovamente puntati sulle frodi del bio a poco più di un anno dall'operazione “Gatto con stivali” del dicembre 2011. Nell'ambito di un'operazione denominata “Green war” le indagini della Guardia di Finanza, con la collaborazione dell'Ispettorato della Repressioni frodi del Mipaaf, hanno infatti accertato una grosse frode nel comparto delle produzioni da agricoltura biologica. Le indagini hanno portato al sequestro di 1.500 tonnellate di mais proveniente dall'Ucraina, falsamente certificato come biologico, nonché di circa 30 tonnellate di soia indiana lavorata con evidenti tracce di prodotti chimici, peraltro non consentiti. La maggior parte dei prodotti sequestrati era destinata al comparto zootecnico e, solo in taluni casi, all'alimentazione umana. Alcune delle produzioni sequestrate, certificate come biologiche, contenevano anche una elevata quantità di ogm.
L'operazione ha interessato diverse regioni (Marche, Emilia-Romagna, Sardegna, Molise e Abruzzo) e ha coinvolto «alcuni compiacenti utilizzatori di prodotti - come precisa la Guardia di Finanza - e le sedi due organismi di certificazione con sedi a Fano e Sassari».
La frode è stata realizzata da società italiane che hanno la gestione e il controllo di aziende che operano in Moldavia e Ucraina, nonché degli organismi preposti alla certificazione. In particolare, per sottrarsi ai controlli, i prodotti venivano sdoganati a Malta, presso una società gestita da personale italiano, per poi farli entrare in Italia come biologici.
Le persone indagate sono 23, che rischiano serie pene detentive. Le società coinvolte sono una decina, di cui alcune estere.
Niente di nuovo sotto il sole, però, si potrebbe dire. FederBio, infatti, la federazione interprofessionale del settore biologico, aveva già messo in guardia i propri associati fin dall'estate scorsa segnalando l'esistenza di rischio frodi sulle produzioni originarie da Romania, Repubblica moldava e Malta, acuito dalla scarsità di prodotto disponibile sul mercato interno e internazionale, così come l'aveva segnalato al ministero, chiedendo che adeguasse le procedure di autorizzazioni all'import.
«Diamo atto alla Magistratura, alla Guardia di Finanza e all'Ispettorato Centrale Repressione Frodi di essere intervenuti a tutela del settore biologico nazionale. Dopo che proprio noi avevamo allertato il ministero su possibili frodi, ci manteniamo come sempre a piena disposizione per collaborare alle indagini e per isolare i delinquenti - sottolinea Paolo Carnemolla, presidente di Federbio. Per alcune produzioni, in particolare per quelle destinate all'alimentazione degli animali, come la soia, il girasole, il mais e altri cereali, l'Italia è deficitaria e deve rifornirsi all'estero di parte del suo fabbisogno, anche perché manca del tutto una qualsiasi strategia a livello ministeriale e regionale per incentivare tali coltivazioni sul territorio nazionale. Proprio questa tipologia di prodotti è coinvolta nel sequestro effettuato dalla Guardia di Finanza, a dimostrazione della necessità di uno strumento moderno ed efficace che controlli in particolare le transazioni con l'estero».
BIOLOGICO
Bloccate 1.500 tonnellate di mais, anche ogm e trattato con prodotti non ammessi, proveniente dall’Ucraina. A Malta il prodotto convenzionale diventava biologico…
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