Il Testo unico del bio passa alla Comagri del Senato

Da sinistra: la senatrice Maria Teresa Bertuzzi, Paolo Parisini (Confagricoltura), Francesco Ferrante (Kyoto Club) e Luigi Tozzi (Confagricoltura)
Nuove politiche e strumenti adeguati per il settore del biologico. Il punto in un seminario promosso da Confagricoltura e Kyoto Club.

«La rapida crescita dell’agricoltura biologica, che negli ultimi anni è stata esponenziale nei consumi, nel numero di superfici coltivate e di imprese agricole addette, ci impone di capire quale futuro spetta all’agricoltura italiana in generale e in particolare a quella biologica». Paolo Parisini, presidente federazione nazionale di prodotto dell’agricoltura biologica e biodinamica di Confagricoltura, apre così il workshop focalizzato sul comparto biologico, promosso da Confagricoltura e Kyoto Club, svoltosi il 25 ottobre a Roma.

Dagli ultimi dati presentati da Francesco Giardina del Mipaaf, su una ricerca condotta da Sinab, si evince che sono circa 1 milione e 800 mila gli ettari coltivati a biologico in Italia. Il settore impiega 72 mila operatori e ben il 14,5% della Sau è condotta a biologico. Sicilia, Puglia e Calabria sono le tre regioni italiane in testa per quantità di superfici destinate alle produzioni biologiche.

«Il mercato del biologico non è più di nicchia e nei prossimi anni aumenterà certamente la richiesta di prodotti a forte valore aggiunto – ha dichiarato Massimiliano Giansanti, presidente di Confagricoltura –. La sfida del futuro sarà riuscire a valorizzare le nostre produzioni di qualità in un’economia di mercato aperta, che non dovrà metterci paura».

La senatrice Maria Teresa Bertuzzi ha illustrato poi le novità del testo unico sullo sviluppo dell’agricoltura biologica, di cui è relatrice al Senato; il provvedimento è stato approvato in Commissione Agricoltura ed attende di essere esaminato dall’aula.

«Quello del bio – ha sottolineato la senatrice - è un settore che negli ultimi anni  ha registrato un notevole dinamismo che ha messo in corsa il legislatore  che si era trovato un passo indietro. L’obiettivo però non è solo quello di aggiornare la normativa ma di individuare nuovi strumenti più idonei affinché l’agricoltura biologica possa essere valorizzata in pieno».

Tra le novità previste nel testo unico ci sono nuovi sistemi di aggregazione e di decisione politica per gli imprenditori di tutta la filiera, coniugandoli con le politiche locali; la possibilità di costituire un’organizzazione interprofessionale del bio; la creazione dei distretti biologici; la migliore definizione dei ruoli e delle compagini delle organizzazioni dei produttori.

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